George A. Romero: i migliori film sugli zombie ispirati alla sua opera

La lezione di George Romero è stata ampiamente raccolta da un gran numero di registi. Ecco gli zombie movie più riusciti ispirati all'opera del maestro.

speciale George A. Romero: i migliori film sugli zombie ispirati alla sua opera
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

Pochi sono i registi che nella loro carriera sono stati capaci di scrivere la storia del cinema, ancora meno quelli che hanno costruito un genere e regalato ai posteri materiale e stilemi con cui plasmare altrettanti capolavori. George Romero era uno di questi. La sua opera filmica è stata imponente e il suo contributo al cinema horror indispensabile: se gli zombie sono quello che sono oggi, se queste magiche creature ci fanno ancora paura, se registi più o meno importanti si gettano a capofitto nel genere, se The Walking Dead macina record di ascolti incredibili, il merito è solo ed esclusivamente suo. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile ma la sua eredità è stata raccolta e continuerà ad esserlo per lungo tempo. I migliori film dedicati alle orde di zombie non possono che essere i suoi, ma sono numerose le pellicole di valore che devono tanto alla sua opera e al suo modo innovativo di fare cinema.

Zombieland (2009)

Non prendersi mai sul serio e trattare il genere con la giusta dose di paura ma anche con una certa leggerezza. Questa la grande lezione appresa dal regista Ruben Fleischer e dal suo nutrito cast comprendente un perfetto Woody Harrelson ma anche Jesse Esisenberg e Emma Stone. Questo film è uno degli esempi più fulgidi di horror a tema zombie degli ultimi anni. Durata breve e storia semplice sono il tramite perfetto per una pellicola frenetica, con effetti speciali magnifici, scene infarcite di azione e uno spirito folle che mantiene altissima l'adrenalina e il divertimento. L'ambientazione è quella di un'America post-apocalittica, due mesi dopo un'epidemia mortale causata dal virus della mucca pazza. Ad esserci mostrate sono le avventure di Columbus, alla ricerca dei suoi genitori, in un viaggio on the road carico di violenza, sangue, proiettili e ambientazioni da non perdere. Colonna sonora da urlo per un film baciato dal successo al botteghino e dalle recensioni entusiaste della critica. Imperdibile per tutti gli appassionati.

Shaun of the Dead (2004)

Omaggio ancora più folle agli zombie movie e all'opera di Romero, questo film, tradotto indegnamente in Italia come "L'alba dei morti dementi", è una parodia divertente e scanzonata dei film che hanno fatto la storia del genere, ma anche un film capace di ricalcare alla perfezione gli stilemi del genere piegandoli ad un gioco comico spassoso e divertente. La storia è quella di Shaun, ragazzo frustrato intrappolato in un lavoro terribile in un negozio di elettrodomestici, con una storia d'amore sull'orlo del fallimento e un amico nullafacente e apatico. Si ritroverà suo malgrado coinvolto in un'invasione zombie in piena regola che colpirà Londra e lo costringerà ad armarsi per difendere i suoi cari e la sua vita. Scene da antologia, fondamentali del genere riletti alla perfezione e divertimento assicurato. Il film è uno dei capolavori del regista Edward Wright, primo capitolo della Trilogia del Cornetto, serie di commedie/parodie collegate tra loro dalla presenza di un cornetto e dal ricorrere di scene ed elementi riconoscibili: dopo la commedia a tema zombie sono arrivate la parodia poliziesca "Hot Fuzz" nel 2007 e quella fantascientifica nel 2013, "La Fine del Mondo".

28 Giorni dopo (2002)

Un classico del nostro tempo, a suo modo precursore di una nuova orda di zombie e non morti ben diversi da quelli classici. In cabina di regia il maestro Danny Boyle, abituato a giocare con i generi e con gli attori plasmando a suo piacimento le opere più classiche. In questo film l'ambientazione è una Londra devastata e deserta, distrutta da un'epidemia che ha trasformato le persone in creature arrabbiate e fameliche. Qui gli zombie non sono esseri lenti e compassati, ma creature velocissime, agili e arrabbiate, pronte a far di tutto pur di dare libero sfogo alla loro sete di sangue. Il protagonista è uno stralunato Cillian Murphy, risvegliatosi dal coma esattamente 28 giorni dopo la diffusione della terribile epidemia. Il suo sarà un complesso percorso per la sopravvivenza in cui sarà affiancato da persone importanti. Il film, carico di simbolismo e ricorsi, sorretto da un'atmosfera ben riuscita e da un'ottima caratterizzazione ed evoluzione dei personaggi e del rapporto tra loro, ha fatto scuola per il suo modo nuovo di intendere gli zombie: questi non sono più un semplice pericolo mortale per l'umanità, ma piuttosto turbamento interiore per la vita di tutti i malcapitati sopravvissuti. Il protagonista Jim rappresenta alla perfezione il punto di vista di tutti noi, spettatori inermi di fronte a uno spettacolo nel quale veniamo gettati senza alcun avviso o preparazione. Tante le scene che rimandano ai capolavori di Romero e ottima l'impostazione tecnica, con un uso degli effetti digitali semplice ma di classe.

Splatters (1992)

Potrebbe apparire uno sfoggio senza senso di sangue, smembramenti, violenza gratuita e budella fuori posto, ma è impossibile non notare in questa pellicola una cura quasi maniacale nella costruzione delle scene, nella ricerca di un divertimento macabro e folle e nell'accurata ricostruzione dell'atmosfera anni 60' della città di Wellington in Nuova Zelanda. Non poteva che essere altrimenti con un regista come Peter Jackson in cabina di regia e agli esordi della sua carriera, quelli in cui amava divertirsi con il sangue e la violenza. Una storia semplice, parodia ai limite della follia in cui un ragazzo si troverà a dover fare i conti con sua madre, diventata zombie dopo il morso di una scimmia-topo maledetta, e con un'orda di non morti sempre più numerosa e terribile che verrà annientata nei modi più disparati e terribili. Un crescendo di sangue e gusto puro per il gore e lo splatter, un climax ascendente con un massacro finale ai limiti della follia per cui vennero usati ben 500 litri di sangue finto. Jackson ha dato libero sfogo a tutto il suo spirito ribelle, non prendendosi mai sul serio e regalando a tutta la storia un retrogusto divertente e spassoso. Film per stomaci forti ma con alcune scene entrate di diritto tra i classici della produzione zombie.

Rec (2007)

Variazione sul tema moderna e ben orchestrata, in quello stile mockumentary che ha fatto la storia, nel bene e nel male, dell'horror degli anni 2000. Capolavoro indiscusso dell'ultima generazione horror del cinema spagnolo e girato dalla coppia Jaume Balaguerò e Paco Plaza, "Rec" si sviluppa come un finto documentario in cui una troupe televisiva si ritrova a seguire un gruppo di pompieri in una strana missione all'interno di un palazzo. L'innocuo intervento di routine si trasformerà presto in una lenta e inesorabile "risalita" verso gli inferi, con uomini in preda a un'infezione che contagia tutti in un vortice inesorabile di violenza e paura. Il film si distacca dallo stile classico dei film zombie, per un punto di forza che riesce a rendere la storia un concentrato di angoscia, salti sulla sedia e adrenalina. Lo stato di tensione crescente e le finte riprese realistiche, confuse e con telecamera a spalla, non fanno altro che aumentare il senso di ansia e paura. Il tutto elevato ancora di più da un finale tra i più spaventosi e tesi di sempre.

L'Alba dei morti viventi (2004)

Che se ne dica Zack Snyder, seppur con tutti i suoi difetti, è uno dei mestieranti più capaci del cinema moderno, abile a far sue le lezioni dei maestri e a modernizzarle con una tecnica registica di alto livello e un uso degli effetti speciali di gran spessore. Questo film è un remake in chiave moderna dello storico "Zombi" del maestro Romero targato 1978. Andrebbe però considerato come film a se stante per la profonda opera rimodernizzante attuata dal regista e per una trasposizione ben più moderna e al passo coi tempi. Mancano la personalità e lo stile unico della pellicola originale, ma i classici del genere ci sono tutti, per un film che deve tanto alle opere che lo hanno preceduto. Tutto questo però non sminuisce il grande lavoro fatto da Snyder dal punto di vista tecnico e del ritmo. Anche i protagonisti, l'alchimia tra di loro e la loro unione sono davvero ben realizzati, per un classico in salsa moderna da non sottovalutare, ben riuscito sotto numerosi punti di vista. Un omaggio di rara bellezza, capace come pochi di non sporcare la memoria del film originale.

Zombi 2 (1979)

Più che trarre ispirazione dall'opera di Romero e dal successo di uno dei suoi più riusciti film sul tema - "Zombi" del 1978 ("Dawn of the Dead" nel titolo originale) - quest'horror di Lucio Fulci cercò di cavalcare l'onda del successo del cinema zombie con un titolo che furbescamente faceva intendere di avere a che fare con il seguito del film precedente del regista americano. Fulci e i produttori furono aspramente criticati dallo stesso Romero e da Dario Argento e il film, almeno all'epoca, fu bollato dalla critica come una squallida imitazione. Negli ultimi anni è stato invece rivalutato e alla fine, seppur siano numerosi i punti in comune con Romero, sono altrettante le differenze che pongono questo "Zombi 2" su un piano completamente diverso. Nel film di Fulci manca quasi del tutto il sottotetto di critica sociale ben presente nelle opere del regista americano: il tutto si riflette in scelte di ambientazione ed estetiche molto diverse. La lotta per la sopravvivenza non viene quasi mai accennata e l'azione si sposta presto in un'isola tropicale alla ricerca dell'origine dell'epidemia. Anche i non morti sono realizzati in modo diametralmente opposto, con un gusto del macabro molto più accentuato tra vermi, sangue e corpi in totale putrefazione. La trama diventa così un pretesto per dare libero sfogo ad una violenza inaudita, ad effetti speciali per l'epoca incredibili e a scene splatter ancora oggi tra le più crude mai viste nella storia del cinema horror.