Speciale Frankenweenie vs Frankenweenie

Tim Burton a confronto: il mediometraggio del 1984 e il suo remake a breve nei cinema italiani

speciale Frankenweenie vs Frankenweenie
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Il 17 Gennaio uscirà in Italia l'ultima pellicola di Tim Burton, Frankenweenie. La trama è nota: il cane Sparky muore investito da un'automobile mentre rincorreva una pallina da baseball e il suo padroncino Victor si improvvisa dottor Frankenstein e lo riporta in vita canalizzando elettricità verso il suo corpicino esanime. E' al tempo stesso omaggio al romanzo di Mary Shelley e alla cinematografia che ne è scaturita, ma anche una spassosa parodia.
Non tutti sanno che il lungometraggio animato tra pochi giorni nelle sale italiane altro non è che un remake di un mediometraggio diretto da Tim Burton nel 1984. Inizialmente pensato per accompagnare una riedizione al cinema di Pinocchio, a causa di screzi tra il regista e la Disney non fu mai rilasciato fino a tempi recenti, inserito come extra insieme al più celebre Vincent nei DVD di Nightmare Before Christmas. Provate a controllare nella vostra videoteca!
Del Frankenweenie lungometraggio abbiamo già pubblicato la recensione della versione in 2d grazie ad alcune anteprime la notte di Halloween. In attesa di recensire il film nel doppiaggio in italiano e con il beneficio della stereoscopia, abbiamo pensato di proporre un confronto tra la pellicola del 2013 e quella del 1984, sottolineando le somiglianze e le differenze.

Le differenze

Due differenze saltano immediatamente all'occhio: la durata e la tecnica di realizzazione.
Il Frankenweenie del 1984 dura appena 30 minuti, mentre quello del 2013 ha un'ora in più di contenuti. Questo vuol dire sopratutto una prima parte meno precipitosa e più attenta nella descrizione del rapporto tra cane e bambino, così come l'inedita parte centrale in cui Victor si trova ad affrontare alcuni familiari "imitatori".
Il mediometraggio degli esordi era girato totalmente in live-action con effetti speciali ridotti al minimo (le sole scintille e scariche elettriche nella scena dell'esperimento): il cast di attori non era dei più celebri (se si esclude una giovanissima Sofia Coppola in un ruolo secondario), ma il regista ha saputo dirigerli con bravura spingendoli a una recitazione sopra le righe.
Il recente lungometraggio è invece realizzato in studio attraverso la tecnica dello stop motion con pesanti iniezioni di Computer Grafica per rendere le sequenze più fluide e adatte al 3D. Ciononostante per Tim Burton si è trattato di un ritorno alle origini, ai tanto adorati Vincent e Nightmare Before Christmas, e la passione nell'animare marionette frame per frame si nota costantemente sopratutto nella parte finale, quando il set assume proporzioni smisurate.
Un'altra divergenza riguarda la compagnia di amici di Victor. In entrambe le pellicole emerge con chiarezza il carattere solitario del protagonista, eppure la sua tenera età lo spinge alla socializzazione nell'ambiente scolastico. Nel mediometraggio i compagni di scuola sono appena abbozzati, mentre nel lungometraggio hanno un ruolo maggiore quasi quanto i genitori: in entrambi una compagna di classe di Victor è anche la sua vicina di casa, ma mentre nel 1984 questa era una biondina che vestiva pantacollant e giocava con le barbie in un capanno in giardino, nel 2013 è una piccola emo, d'indole introversa e con un cane di nome Persefone, la dea della inferi greca. Il cane compare in entrambi, ma se nel film originario faceva una comparsata finale praticamente dal nulla, nel remake la sceneggiatura delinea con maggiore puntualità il rapporto di amicizia con Sparky.

Le somiglianze

Nonostante la divergenza di tecniche, Tim Burton ha mantenuto fermo il filtro in bianco e nero. Un omaggio ovviamente al Frankenstein del 1931 sulla scia di Frankenstein Junior di Mel Brooks. Frankenweenie nel 2013 ostinatamente ripropone immagini monocromatiche, ma conoscendo il background del regista questa scelta non desta più scalpore come poteva fare negli anni '80.
Le due pellicole si somigliano ovviamente nella tematica trattata e nella volontà di giocare con i temi del cinema horror, sia pure declinati in salsa fanciullesca e spensierata. Attraverso la figura dell'insegnante di scienze che mostra a Victor le opportunità di ridare vita a un corpo morto attraverso scariche elettriche secondo gli esperimenti di Galvani si propone addirittura un pensiero sulla fenomenologia della scienza e quali barriere il sapere scientifico è tenuto a porsi in nome della comune morale. Tuttavia in entrambi i film tale importante riflessione è appena accennata; addirittura nel 1984 la responsabilità è scaricata giustamente sul piccolo Victor che per troppo amore riporta in vita il proprio cane, mentre nel 2013 si assolve sbrigativamente il protagonista per accusare quanti cercano di seguire le sue orme pur privi delle nobili intenzioni.
Dal punto di vista registico è interessante notare come diverse inquadrature siano riprese in maniera pedissequa. Un collegamento tra le due pellicole che pochi coglieranno: le gambe divaricate della rana a mo di V durante la lezione di scienze, la disposizione delle tombe nel cimitero degli animali durante i titoli di testa, il tenero corto amatoriale realizzato da Victor con la partecipazione straordinaria di Sparky mostrato ai genitori nella scena di apertura. Addirittura le scene finali ad eccezione di una curiosa differenza che di certo non vogliamo svelarvi sono praticamente identiche sia nel dipanarsi degli eventi sia nel modo in cui sono raccontati. Il The End nemmeno a farlo apposta è sostanzialmente il medesimo.
E' significativo quindi notare come Tim Burton nonostante la volontà di rinfrescare la storia di Frankenweenie con una sceneggiatura più ampia, cambiamenti significativi al cast dei personaggi e una differente tecnica cinematografica, sia infine giunto alle stesse conclusioni di trent'anni fa. Cosa voglia dire tutto questo lo possono comprendere solamente i fan di lunga data del regista americano!

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