Flop 5 Cinepanettoni

Se peti, parolacce, datatissime gag fisiche e bellezze mozzafiato messe a disposizione dei vacanzieri in cerca di rimorchio facile sono il vostro incubo, ecco i cinque peggiori cinepanettoni.

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Dopo avervi elencato i cinque migliori cinepanettoni, come potevamo esimerci dal mettervi anche in guardia dai peggiori lungometraggi comici tricolori che hanno accompagnato annualmente le programmazioni cinematografiche di fine Dicembre?
Prima di passare all'analisi, però, precisiamo che, come avvenuto per la precedente classifica, abbiamo non solo deciso di prendere in considerazione esclusivamente i lungometraggi sfornati da Filmauro, in quanto autentica iniziatrice della categoria, ma anche che fossero strettamente legati al filone vacanziero.
Quindi, anche in questo caso niente Leonardo Pieraccioni, Adriano Celentano, Aldo, Giovanni e Giacomo e simili, ma soltanto le escursioni in giro per il mondo effettuate da Christian De Sica e compagni di risate sotto la produzione di Aurelio De Laurentiis.
Certo, con il suo gigantesco peto alla fiamma, Bodyguards - Guardie del corpo (2000) di Neri Parenti avrebbe meritato un posto di rilievo in quest'ambito, ma lì niente vacanze, allora è stato necessario pescare altrove.

5• Natale in India (2003)

L'uno colto come il secondo, l'altro coatto come il primo, i figli del truffaldino ingegnere Christian De Sica e del giudice Massimo Boldi sono stati probabilmente oggetto di un inavvertito scambio di culle ai tempi della nascita.
Sotto la regia di Neri Parenti (che, a quanto pare, non ama particolarmente ricordare questo film), seguiamo le loro vicissitudini in india, dove si trovano anche i Fichi d'India trapezisti in cerca di un particolare rubino, e l'avvocato di De Sica Biagio Izzo, che tira in ballo la fidanzata Giulia Montanarini al fine d'incastrare Boldi.
Ma, sebbene, insieme al regista, gli sceneggiatori siano gli stessi Fausto Brizzi, Marco Martani, Lorenzo De Luca e Andrea Margiotta che avevano curato il precedente, divertente Natale sul Nilo (2002), il ritmo risulta stavolta tutt'altro che incalzante e l'unico a salvarsi sembra essere Enzo Salvi nei panni del rapper proto-Eminem Vomito, il quale, tra rutti e peti, finisce anche per lasciar emergere un certo messaggio di denuncia nei confronti del lato ancor più sporco (qui rappresentato dallo squallido manager Paolo Conticini) nascosto dietro tanti artisti spesso trasgressivi soltanto per assecondare le leggi dello show business.

4• Vacanze di Natale ‘90 (1990)

Sposato per interessi con la più anziana e perversa Moira Orfei, Christian De Sica incontra a St. Moritz, dopo tanti anni, l'ex commilitone Massimo Boldi, in realtà cornificato dalla giovane moglie Giannina Facio; mentre lo specialista in corse tra cani da slitta Ezio Greggio corteggia una esordiente Maria Grazia Cucinotta senza sapere che è la compagna del suo migliore amico e Andrea Roncato, maestro di deltaplano, scopre di essere il padre di una delle due figlie dell'ex amante Corinne Clery.
Ma, sette anni dopo il mitico Vacanze di Natale (1983) di Carlo Vanzina, sotto la regia di Enrico Oldoini l'unico che riesce a regalare un po' di divertimento è Diego Abatantuono, ex proprietario di un ristorante che, perduta la voce nel momento in cui vince un'ingente somma alle corse dei cavalli, fa conoscenza con l'elegante Colette Poupon e ci fa ascoltare i suoi esilaranti pensieri con inconfondibile accento da terruncello.
Il resto, sceneggiato dal regista stesso insieme all'argentiano Franco Ferrini, non si presenta altro che in qualità di incolore ritratto ironico di un'Italia d'inizio involgarimento post-anni Ottanta.

3• Natale a Beverly Hills (2009)

Terzo cinepanettone Filmauro in terra nordamericana, dopo il non disprezzabile Natale a Miami (2005) e il mediocre Natale a New York (2006), sotto la regia di Neri Parenti vede De Sica nei panni del consueto, viscido individuo che, stavolta abbandonato improvvisamente dalla molto più vecchia compagna, incontra dopo diciassette Sabrina Ferilli, che lasciò sola quando era incinta di Emanuele Propizio, il cui padre putativo è Massimo Ghini.
Figlia del proprietario dell'albergo Paolo Conticini, la mocciana Michela Quattrociocche - che fa invaghire il giovane - completa la combriccola di attori insieme alla bagnina Michelle Hunziker e al suo imminente sposo Alessandro Gassman, il cui matrimonio rischia un brusco cambio di percorso a causa del vecchio compagno di liceo di lui Gianmarco Tognazzi, produttore di protesi per chirurgia estetica accidentalmente innamoratosi della donna.
Quindi, non mancano fuochi d'artificio con dedica e consegna fiori accompagnati da bigliettini amorosi al fine di far passare il futuro marito per un infedele; man mano che lo script - orfano di Brizzi e Martani e concepito dallo stesso regista al fianco di Alessandro Pondi, Paolo Logli, Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni e lo stesso Parenti - tenta di camuffare la pochezza di idee dietro volgarità visive e verbali degne del peggior umorismo da caserma (si va dal cognome del personaggio di Ghini, che non riportiamo per educazione, a urina, peti e una brutta esperienza con escrementi).

2• Vacanze di Natale ‘91 (1991)

La coppia milanese formata da Massimo Boldi e Kerry Hubbard si ritrova assegnata a St. Moritz la stessa suite di quella romana costituita da Nadia Rinaldi e da un Christian De Sica, sempre più emulo di Alberto Sordi; il quale, oltre a firmare lo script insieme a Liliana Betti, Giovanni Veronesi, Rodolfo Sonego e il regista Enrico Oldoini, ricopre il ruolo di un vecchio cameriere dell'albergo padre di Ornella Muti, in viaggio d'affari con un conte e timorosa che il genitore possa dire che è sua figlia.
Con un cast quasi identico a quello visto nel precedente Vacanze di Natale '90 (1990), completano il quadro di comici sulla neve un Andrea Roncato omosessuale in vacanza con il figlio e con l'amante Nino Frassica e un Ezio Greggio che, uccisa la moglie Connie Nielsen, si risposa immediatamente con Susanna Bequer, per poi trovarsi ad avere a che fare con il fantasma della defunta.
Nel cast, anche Claudio Gora nei panni di un onorevole, ma le gag risultano vecchie e ripetitive e, di conseguenza, il divertimento latita.

1• Natale in Sud Africa (2010)


Di nuovo alla regia, dopo il deludente Natale a Beverly Hills (2009) Neri Parenti firma insieme a Domenico Saverni, Alessandro Bencivenni, Paolo Logli e Alessandro Pondi la sceneggiatura del cinepanettone che porta De Sica in vacanza in Sud Africa insieme alla seconda moglie Barbara Tabita e dove, per uno strano scherzo del destino, incontra il fratello minore Max Tortora, suo ex socio in affari che lo truffò e gli portò via la compagna Serena Autieri.
E, mentre assistiamo ai due che, entrambi ritrovatisi squattrinati, tentano di truffarsi a vicenda tra scambi di borse e valigette contenenti soldi e diamanti, abbiamo anche il noto chirurgo Massimo Ghini e il ricco macellaio toscano Giorgio Panariello, impegnati maldestramente a corteggiare la sexy entomologa Belén Rodriguez e alle prese con una vacanza-safari nella Savana insieme ai rispettivi figli Laura Esquivel e Alessandro Cacelli.
Ma, con Brenno Placido spasimante della Esquivel incluso nel cast, si consuma quello che, senza ombra di dubbio, rimane il meno riuscito e più fiacco cinepanettone Filmauro di sempre, talmente povero di idee da riciclare fino alla nausea situazioni già sfruttate (da un rutto fantozziano a consuete disavventure con fauna locale) e da ricorrere a battute decisamente idiote (da "Omo di lombo è sicuro che trombo" a "Non era un cammello, era ‘na pecorina") e alle immancabili volgarità a base di liquidi fisiologici assortiti.
Con la risultante tutt'altro che distante dall'effetto che i lassativi fanno nel film ad un ippopotamo.