Speciale Fiuggi Family Festival

Tutti gli eventi cinema della ricca edizione 2014 dell'appena passato Festival per famiglie della cittadina laziale

speciale Fiuggi Family Festival
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Sono anni ormai che Fiuggi apre le sue porte al Fiuggi Family Festival, manifestazione culturale dedicata alle famiglie che il cui calendario si compone in gran parte di eventi cinematografici, tra retrospettive e un calendario di anteprime che culmina nell'assegnazione di un premio dedicato. Un incontro annuale delle famiglie, sia reale che mediatico, intorno a un concorso di produzioni cinematografiche internazionali, recenti e inedite, che abbiano la capacità di mostrare episodi significativi di vita in grado di ampliare gli orizzonti sul non-conosciuto e sui valori davvero importanti. Un Festival fortemente voluto dal determinato Gianni Astrei e ora portato avanti, con altrettanta determinazione e buona volontà, dai suoi eredi. Accanto ad esperti e addetti ai lavori, davanti a film di grande qualità artistica, si ritrova dunque un pubblico fatto di madri, padri, giovani e bambini, in grado di giudicare l’ampiezza dell’eco di queste piccole e grandi storie. L'edizione 2014 è stata forse la più ricca nella storia del Festival: eccovi una panoramica delle attività legate al cinema che si sono avvicendate nei giorni della kermesse, tenutasi quest'anno dal 19 al 26 luglio scorsi.

Film in concorso

Ombline di Stéphane Cazes
La ventenne Ombline viene condannata a tre anni di prigione per una violenta aggressione. Quando ormai perde tutte le speranze per il futuro e l’accaduto trasforma completamente la sua vita, scopre di essere incinta. Qualche mese dopo, dunque, dà alla luce il piccolo Lucas. La legge permette a Ombline di crescere suo figlio solo durante i suoi primi diciotto mesi di vita: ma Ombline decide di combattere per tenere suo figlio il più a lungo possibile e convince il giudice che è in grado di crescerlo anche una volta che uscirà dal carcere. Nell'universo oscuro della prigione, questa donna diventa madre e inizia la sua battaglia per ricostruire la sua vita, partendo dalla sua lotta per l'affidamento del figlio.

Barfi di Anurag Basu
A Darjeeling, nota città del Bengala Occidentale, Barfi è sulla bocca di tutti. Sebbene sia sordomuto, il ragazzo non perde difatti occasione per farsi notare. Orfano di madre, è cresciuto dal padre, un umile autista che fa del suo meglio per provvedere al figlio. La vita di Barfi è sconvolta dall’arrivo in città di Shruti, una bellissima ragazza, di cui egli si innamora all’istante, benché la giovane sia promessa in sposa ad un ricco uomo d’affari. Shruti, seguendo il consiglio materno, seppur affascinata dalla personalità di Barfi, sposa l’uomo con il quale è fidanzata. Per Barfi inizia così un periodo difficile, aggravato dalla malattia del padre. Proprio nel tentativo di trovare il denaro necessario per le cure dell’anziano genitore, Barfi si imbatte in Jhilmil, una sua amica d’infanzia, affetta da autismo: con lei inizierà un nuovo capitolo della sua vita.

Ismael - Como la vida misma di Marcelo Piῆeyro
Tutto inizia quando il piccolo Ismael Tchou, un bimbo di 10 anni con madre africana, prende un treno a Madrid e raggiunge Barcellona per cercare un padre, Félix Ambrós, che non ha mai conosciuto. L’unico indizio che ha è l’indirizzo del mittente su una lettera, arrivata alla madre molti anni fa. A quell’indirizzo il piccolo trova un’elegante signora bionda, Nora, che risulta essere la madre di Félix e, dunque, sua nonna. Così nonna e nipote decidono di raggiungere Félix e si mettono in viaggio; nel frattempo, da Madrid, anche Alika e suo marito Eduardo, madre e patrigno di Ismael, si mettono in cammino, per andare a recuperare il bambino. L’incontro che si prepara costringerà gli adulti a fare i conti con il proprio passato.

Me, We - Only through community di Marco Zuin
ME, WE, documentario girato agli inizi del 2013, racconta le storie di Makara, Njuguna, Simon e dei ragazzi di strada Macharia, George, June, Mike, Grace e Martin nel contesto africano del St. Martin, un’organizzazione attiva sugli altopiani a nord del Kenya. Il documentario attesta il passo avanti compiuto in quel difficilissimo territorio nel concepire la disabilità e la malattia non più e non solo come debolezza, ma come una risorsa preziosa per l’intera comunità. Proprio nella difficoltà, la persona più fragile può diventare opportunità, capace di far emergere la parte migliore delle persone che le vivono accanto, stimolare punti di vista altri, accendere nuovi comportamenti. Only through community (“solo attraverso la comunità”) è il motto del St. Martin e ci ricorda che “se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai con gli altri”

Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto
Paolo Bressan è un uomo cinico, col vizio del vino e della menzogna. Occupato presso una mensa per anziani, è svogliato e sgraziato con gli amici del paese, che tuttavia gli danno ricovero nelle difficoltà. Tra un bicchiere di vino e un piatto di gulash, ‘eredita’ un nipote da una lontana zia slovena, a cui dovrà dare ospitalità il tempo necessario perché la burocrazia faccia il suo corso e il ragazzo si stabilisca in una casa-famiglia. Zoran, adolescente naïf nascosto dietro un paio di grandi occhiali, è un ragazzino colto che parla un italiano aulico e gioca bene a freccette. Paolo è deciso a sfruttarne il talento, iscrivendolo al campionato mondiale di freccette. Niente andrà come previsto e Paolo farà finalmente i conti con se stesso e coi sentimenti delle altre persone.

Locke di Steven Knight
Ivan Locke (Tom Hardy) guida nella notte verso Londra. È un costruttore di edifici, ma questa notte si consuma la demolizione della sua vita. All’alba avrebbe dovuto presiedere alla più ingente colata di cemento di cui si sia mai dovuto occupare. Gli americani e i suoi capi hanno incaricato lui, perché per nove anni è stato un lavoratore impeccabile, il migliore: solido come il cemento, appunto. Ma la telefonata di una donna di nome Bethan riscrive l’esistenza di Locke. Prima di quella telefonata, e del viaggio che ha deciso di intraprendere di conseguenza, aveva un lavoro, una moglie, una casa. Ora, nulla sarà più come prima.

Nobody owns me di Kjell-Ake Andersson
Lisa ha pochi anni e un amore smisurato nei confronti dei suoi genitori. Di estrazione diversa, lui proletario e lei borghese, Hasse e Katja vivono una crisi profonda che sfocia in una separazione traumatica. Katja abbandona figlia e marito. Hasse, occupato a tempo pieno in un’acciaieria e vessato da un genitore aggressivo, prova così a crescere la sua bambina. Tra alti e bassi, Lisa diventa grande a fianco del padre, con cui sogna di navigare un giorno fino a Cuba e verso un mondo migliore. Tuttavia, la vita si complica e l’idillio si spezza. Una bottiglia di troppo e la rabbia esplosa con l’adolescenza segneranno duramente la loro relazione. Ma il tempo non potrà niente contro il loro affetto, che riesploderà diversi anni dopo, ritrovandoli ‘migliori amici’. Nobody Owns Me è la pellicola vincitrice del Festival: “Il film di Andersson racconta con verità e grande sensibilità artistica un rapporto di paternità che resiste alle durezze della vita e agli errori personali”, questa la motivazione della scelta della Giuria ufficiale presieduta dal regista Gennaro Nunziante.

Kids Movie, Retrospettive ed Eventi live

Visto il pubblico tipo della manifestazione, composto da giovanissimi e famiglie, è più che naturale ritrovare uno spazio dedicato alle pellicole per bambini, ragazzi... e bambinoni!
Veri e propri eventi sono state le proiezioni di tre recenti successi come The LEGO Movie, Belle & Sebastien e Cattivissimo me 2, mentre rinnovato interesse hanno suscitato le retrospettive dedicate alla saga di Shrek, a due classici Pixar come Gli incredibili e A bug's life e l'arrivo dell'attuale fenomeno per la prima infanzia, Peppa pig.

E mentre i piccoli ospiti erano impegnati in attività ludiche o in sala a vedere qualche film a loro dedicato, i più grandicelli hanno potuto recuperare o rivedere alcuni film di grande successo: dal divertente Sole a catinelle al successone sci-fi Gravity, passando per gli impegnati Terraferma,
Central do Brasil e il Gente comune di Robert Redford.

Non sono mancati neppure gli eventi dal vivo, naturalmente. Il più importante è stato senza dubbio il musical Mary Poppins & Mr. Banks, interpretato dalla premiata compagnia teatrale del Consiglio dei Giovani di Fiuggi, scritto e diretto da Giorgio Astrei appositamente per il festival ispirandosi al classico disneyano Mary Poppins e al recente Saving Mr. Banks, che svela i retroscena del rapporto tra Walt Disney e l'autrice del personaggio, P.L. Travers.

Proiezioni speciali

Nell'ambito delle proiezioni speciali si è visto un recente e bellissimo film, All is lost - Tutto è perduto di J. C. Chandor con un intenso Robert Redford, il grande classico del '53 di Comencini
Pane amore e fantasia di Comencini e infine Life is good, di Maciej Pieprzyca . L’idea di questo film fu suggerita al regista polacco dal documentario Like a Butterfly di Ewa Pieta, basato sulla storia vera di un giovane disabile. Secondo la diagnosi dei medici, Mateusz non è altro che un vegetale dalla nascita, incapace dunque di un contatto con il mondo esterno. Ma i genitori del ragazzo, incuranti dell’opinione medica, lo crescono con tutta la cura e l’amore di cui sono capaci. Ormai cresciuto, a causa di un grave incidente famigliare questi viene affidato ad una struttura specializzata in gravi patologie mentali, dove chi vi lavora non si dimostra capace di comprenderlo e di trattarlo come meriterebbe. Soltanto un’anziana specialista del centro riesce a stabilire un contatto con Mateusz, dimostrando che il giovane è in grado di comunicare perfettamente con l'esterno. Il maggior punto di forza del film è rappresentato senza alcun dubbio dalla straordinaria interpretazione dell’attore protagonista Dawid Ogrodnik, che interpreta Mateusz e che crea un personaggio così naturale e con tale potenza da far credere di essere egli stesso affetto dalla disabilità deformante e silenziosa di cui soffre il vero Mateusz. La narrazione è accompagnata da un voice over che rivela i pensieri del protagonista e che dischiude i segreti di una percezione unica e pura del mondo. Ugualmente degna di nota la performance attoriale del giovanissimo Kamil Tkacz, che interpreta Mateusz da bambino. Life feels good è sovrabbondante di emozioni e molte scene commuovono inevitabilmente lo spettatore. Ma Maciej Pieprzyca riesce con grande abilità ad evitare esagerazioni ed il film dà voce non soltanto alla compassione, ma esalta il valore e le potenzialità della volontà umana.