ROMA 2012

Speciale Festival Internazionale del film di Roma 2012

Premi e riflessioni sulla prima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma guidata da Marco Muller

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La settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma chiude i battenti tra critiche, polemiche e (soprattutto) la gran sorpresa finale, quella di un concorso che sembra aver tirato i premi fuori dal cilindro 'dell'assurdo' e che onora con ben due riconoscimenti il film in assoluto più criticato e inviso sia dalla stampa che dal pubblico pagante. Che sia una sorta di ‘rimborso morale' al suo tanto bistrattato regista Paolo Franchi (il nome in assoluto più chiacchierato in questi giorni di rassegna) o piuttosto la conseguenza di una rosa di film in concorso davvero particolarmente incompresa, fatto sta che questo risultato regala davvero un primato imbarazzante a questa settima edizione della rassegna capitolina, caratterizzata da una selezione di film in concorso nel complesso davvero poco convincente. Ma vediamo nel dettaglio i premi assegnati.

Premi Principali
Ad aggiudicarsi il Marc'Aurelio d'Oro, premio principale dell'intera rassegna, è Marfa Girl di Larry Clark, pellicola ad alto tasso erotico che ha fatto scandalo e, di sicuro, una tra le meno comprese della rassegna. Poi la doppia sorpresa che conferisce a E la chiamano estate (in barba a quanti hanno aspramente criticato la pellicola - inclusa la sottoscritta - per una ricerca autoriale fin troppo pretestuosa e pretenziosa) del regista bergamasco Paolo Franchi, il prestigioso Premio per la Miglior Regia nonché il premio a Isabella Ferrari per la Migliore Interpretazione Femminile. Un doppio riconoscimento che ha lasciato interdetta la gran parte dei presenti al Festival e che sicuramente si porterà dietro una considerevole scia di polemiche anche nei giorni a venire. Il premio per la Miglior Interpretazione Maschile va invece all'apprezzato Jeremie Elkaim, protagonista ‘in sincro' di Main dans la main di Valerie Donzelli, film di una frizzante vitalità che aveva ottenuto anche in proiezione ufficiale un lungo applauso. Alì ha gli occhi azzurri, primo e migliore degli italiani in concorso, porta a casa (meritatamente) il Premio Speciale della Giuria, valorizzando (per fortuna) un cinema nostrano caratterizzato dall'impegno sociale e da un pregnante realismo. Infine, come da pronostici, ad aggiudicarsi il premio del pubblico è The Motel Life di Gabriel e Alan Polsky, uno dei film in assoluto più equilibrati del concorso di quest'anno che si è davvero distinto in un gruppo segnato da pellicole di bassa fruibilità, risultate spesso inaccessibili non solo al pubblico pagante ma perfino al pubblico più allenato di giornalisti. Inoltre, sono stati assegnati anche Il Premio a un giovane attore o attrice emergente a Marilyne Fontaine per Un enfant de toi, il Premio per il migliore contributo tecnico ad Arnau Valls Colomer per la fotografia di Mai morire e il Premio per la migliore sceneggiatura a Noah Harpster e Micah Fitzerman-Blue per The Motel Life.

Vince il migliore? No, solo il più discusso.

Fischi, polemiche, discussioni e, perché negarlo, anche qualche applauso. Il responso delle premiazioni di questo festival è tra i più controversi e non riesce davvero a mettere d'accordo nessuno, nemmeno tra i membri della giuria che lo hanno redatto. C'è confusione tra le parole di Jeff Nichols quando cerca di argomentare la scelta di premiare due film molto, anche se in modo diverso, provocatori. "Non è stata una scelta fatta di proposito. Abbiamo lavorato molto sulle nostre opinioni: potrei dirvi che i film hanno vinto con una votazione unanime, ma non sarebbe vero. Abbiamo scelto di premiare i film che ci hanno fatto discutere di più, perché in quanto tali ci avevano suscitato qualcosa. In più non credo siano provocatori. Marfa Girl, secondo me, ha uno dei migliori cattivi degli ultimi 10 anni". E la discussione sembra proprio alla base delle decisioni di quest'anno, confermata dalle dichiarazioni di Valentina Cervi e P.J. Hogan. "In realtà ci siamo sentiti violentati da moltissimi dei film in concorso, che erano tecnicamente fatti molto meglio, ma che ci sputavano addosso un forte conformismo cinematografico. Il film di Franchi ci ha invece aperto una ferita sul fianco che ci ha colpiti come una malattia. Ci sono dei momenti ridicoli? Si.", giustifica Valentina Cervi. E P.J. Hogan, che già durante la consegna del premio ha sottolineato come il film di Paolo Franchi abbia diviso la giuria, continua: "Non lo abbiamo odiato, semplicemente ne abbiamo discusso molto. E la chiamo estate è stato l'unico film del quale abbiamo continuato a discutere anche alle 2 di notte seduti al bar. Ti arriva sottopelle. I film, è vero, devono intrattenere, ma devono anche provocare. Onestamente sono rimasto scioccato da come la gente ha reagito alla consegna del premio come migliore attrice (i fischi e i "vergogna!" si sono sprecati, ndr). Sappiamo cosa pensate di quest'opera, ma come giuria non ci interessa. E la giuria siamo noi e non voi". E su questo, almeno non si può discutere, anche se, inevitabilmente, viene da chiedersi come mai, nonostante le varie pressioni delle domande della stampa, i giurati non siamo riusciti a fornire un'argomentazione davvero valida per la vincita di ben due premi di quello che è sicuramente il film più discusso e discutibile di questa edizione del festival.
Di Antonella Murolo

Premi Collaterali
Per quanto riguarda i Premi collaterali, queste le assegnazioni: Premio Enel cuore al cinema sociale va a El ojo del tiburon di Alejo Hoijman. Premio Lara (libera associazione rappresentanza di artisti) al miglior interprete italiano va a Paolo Sassanelli per Cosimo e Nicole, mentre il Premio Aic Award for the best cinematography va alla cinese Lu Yue per 1942. Premio Amc miglior montaggio a Hughes Winborne e Fabienne Rawley per The Motel Life, mentre il Premio alla carriera va a Nino Baragli e il Premio Farfalla d'oro Agis Scuola va a 1942 di Feng Xiaogang. I premi Tao Due La Camera d'Oro 2012 per il miglior regista emergente e il miglior produttore vanno rispettivamente ad Alina Marazzi e Gianfilippo Pedote per Tutto parla di te.

Alice nella città
Costola oramai a sé stante del Festival, anche la sezione Alice ha ricevuto i suoi riconoscimenti. Premio Speciale della Giuria a Pulce con c'è di Giuseppe Bonito, mentre il Premio come Miglior film del Concorso Young Adult è andato alla delicatezza del brasiliano My Sweet Orange di Marcos Bernstein.

Un elenco di premi che (in particolar modo per quanto riguarda la sezione concorso) lascia a dir poco basiti, e che senza dubbio accende i riflettori sul grande buco nero di questo festival, ovvero il concorso, che in quanto vetrina in assoluto più importante della rassegna, ha ospitato davvero molte (troppe) opere mancanti di uno scheletro narrativo solido, o caratterizzate da un simbolismo troppo ermetico per essere apprezzato dal pubblico variegato di una competizione internazionale. Per quest'anno la festa si chiude e... vista la concentrazione di 'soprese' offerte, rimaniamo in attesa di scoprire quali altri chicche sarà in grado di regalarci il Festival dell'anno venturo, per il quale sembra già da ora confermata la guida di Marco Muller.