Elle Fanning: da The Neon Demon a L'Inganno, il volto della giovane sensualità

A due anni era già sul set, al cinema l'abbiamo vista crescere fino ad oggi, dove interpreta un'adolescente tentatrice nel nuovo film di Sofia Coppola.

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Scorri la filmografia di Elle Fanning e d'improvviso ti sembra di essere dentro Boyhood di Richard Linklater. Il tempo, come ribadito in tutti i lavori del regista, scandisce le fasi della nostra vita, dall'infanzia all'adolescenza e poi dritti verso l'età adulta; ce l'ha raccontato nei dodici anni di Mason o nel ventennio di Jesse e Celine, lasciando che il cinema ci mostrasse la crescita dei suoi protagonisti. E la stessa cosa sta accadendo con Elle Fanning. Perché se nasci nel 1998, il tuo esordio sul grande schermo è datato 2001 (Mi chiamo Sam al fianco di Sean Penn) e il mondo intero si fa spettatore di una trasformazione fisica - e non solo - ecco che una carriera, ancora agli inizi e potenzialmente radiosa, diventa lo specchio della tua vita e un'esperienza quasi collettiva. Un Boyhood, o meglio un "Ellehood", a cui siamo stati tutti invitati. Ora che la bambina dai capelli biondi e dal carattere vivace ha raggiunto la maggiore età (festeggiata sul set, il primo senza l'occhio vigile dei genitori) e non più soltanto la "sorellina di Dakota", la ritroviamo vestita di merletti e sensualità nel nuovo lavoro di Sofia Coppola L'Inganno, secondo adattamento del romanzo di Thomas P. Cullinan dopo La notte brava del soldato Jonathan diretto da Don Siegel nel 1971.

Dalla Coppola a Refn, una vita trascorsa sul set

Nella pellicola la Fanning interpreta una giovane tentatrice nel collegio femminile tenuto in piedi alla fine della guerra civile americana da Miss Martha (un'algida e spietata Nicole Kidman), espressione di quegli impulsi sessuali tipici dell'età e sintesi perfetta di un'analisi del pensiero femminile piena di sfumature messa in scena dalla regista. Brava a inquadrare sia l'innocenza che il decadimento morale dei suoi teenager (dalle Vergine Suicide a Bling Ring), la Coppola aveva già rivelato la parte sensibile dell'attrice in Somewhere (2010), mentre qui è strano vederla muoversi in atteggiamenti sfrontati e seducenti nei confronti della figura maschile (Colin Farrell). "Elle è una ragazza dolcissima e metterla nei panni di questa adolescente ambigua, maleducata e cattiva è stato difficile, ma divertente" ha confessato Sofia. "Quando girammo Somewhere avevo avuto prova della sua personalità sofisticata, ma rimaneva pur sempre una bambina. Oggi è più alta di me, è diventata una piccola donna ed ha conservato la stessa essenza".

La maturità professionale non sembra però fare a pugni con il temperamento esuberante: durante le riprese de L'Inganno, lei e Kirsten Dunst sono diventate buone amiche, la Kidman la adora e ha speso parole di stima in più occasioni e i registi la vogliono nei loro progetti. Come Mike Mills, filmaker e designer indipendente che l'ha diretta in 20th Century Women (purtroppo ancora inedito in Italia) e che è riuscito a svelare l'ennesima versione di Elle. Quella sfuggente, ribelle, sessualmente disinibita, bellissima quando corre in bici con un mozzicone di sigaretta fra le labbra. Per non parlare di quando Nicolas Windign Refn, il danese amante dell'estetica cinematografica, l'ha scelta come protagonista della sua ultima opera The Neon Demon: l'immagine della Fanning - una principessa senza trono nel mondo della moda - ricoperta di sangue dopo uno shooting fotografico è forse l'apice della doppia identità che convive nello stesso corpo e nella stessa anima. Meraviglia e orrore, purezza e corruzione, in lei i contrari si uniscono in una sola forma.

Un futuro di progetti maturi

Sarà per questo che ultimamente (data la maturità) l'abbiamo vista impegnata in progetti più complessi e vicini al momento storico che sta vivendo: prima The Neon Demon, poi il dramma 3 Generations (dove era il giovane transessuale Ray) e How to talk to girls at parties (diretta da John Cameron Mitchell), storia di extraterrestri e corteggiamenti punk presentata lo scorso maggio al Festival di Cannes. Inoltre si sono concluse da poco le riprese di Galveston, trasposizione cinematografica del bel romanzo di Nic Pizzolatto (l'autore di True Detective) in cui Elle reciterà la parte di Rocky, una prostituta adolescente. Del tutto coerente con il percorso iniziato nel 2014, abbandonando per sempre l'infanzia di Maleficent, La mia vita è uno zoo, Super 8 e Somewhere, accogliendo invece nuove sfide professionali e rimanendo fedele a quella che era e che l'ha resa una promessa mantenuta del cinema americano contemporaneo. Icona positiva della sua generazione, indipendente e scaltra ma non sciocca e superficiale, la piccola Elle si è trasformata in un meraviglioso cigno "della porta accanto" che sogna una vita normale ad Hollywood. Quella vita scorre nel tempo e sotto i nostri occhi come un treno in velocità, come in un film di Richard Linklater, e siamo soltanto all'inizio.

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