Speciale Effetto cinema

La nuova collana dvd dei capolavori targati Sony

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E' la collana dedicata agli appassionati della Settima arte e anche a coloro che vogliono rivedere o vedere per la prima volta le più belle pellicole che hanno portato alla ribalta attori e registi consacrati come mostri del cinema.
Distribuita da Sony Pictures Home Entertainment, si chiama Effetto cinema e raccoglie in formato dvd - rieditati con un packaging elegante e ricercato - oltre quaranta capolavori assoluti e titoli del passato glorioso che hanno fatto la storia del cinema internazionale
Film cult che offrono interpretazioni diverse della commedia e del dramma considerati in base alle epoche e al contesto storico. Dalla filosofia di Woody Allen al sorriso di Julia Roberts, dalla bellezza acqua e sapone di Kate Hudson alle forme di Sophia Loren; passando per l'ironia di Monica Vitti e la serietà di Jack Nicholson.
Solo alcuni dei grandi nomi che brillano all'interno della varietà di lungometraggi offerti, da Vanina Vanini (1961) di Roberto Rossellini al chiacchieratissimo The brown bunny (2003) di Vincent Gallo; fino ad arrivare a Philadelphia (1993) di Jonathan Demme e Vittime di guerra (1989) di Brian De Palma, ma senza dimenticare Quasi Famosi, Almost famous (2000) di Cameron Crowe, il fantascientifico Moon (2009) di Duncan Jones, Professione: reporter (1975) di Michelangelo Antonioni, A Prova di errore (1964) di Sidney Lumet, Accross the universe (2006) di Julie Taymor e molti altri ancora... tra cui questi che abbiamo visionato.

Misterioso omicidio a Manhattan

Della filmografia di Woody Allen, la collana include anche questa commedia del 1993 presentata presso la cinquantesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Ambientata nel raffinato West End di Manhattan, ne è protagonista Diane Keaton nei panni dell’impulsiva Carol, la quale, convinta che il suo vicino abbia ucciso la moglie, decide di improvvisarsi detective coinvolgendo l’ansioso e nevrotico marito, un suo amico e una seducente scrittrice. Tra equivoci e colpi di scena, con un cast comprendente anche Anjelica Huston e Jerry Adler.

Il grande caldo

Il mitico Glenn Ford concede anima e corpo al sergente Dave Bannion, il quale vede trasformarsi in un incubo le indagini riguardanti il suicidio di un collega in quanto si ritrova minacciato dalla malavita, mentre i suoi superiori gli fanno pressione perché abbandoni il caso. Fino al momento in cui la moglie viene uccisa in un attentato e, di conseguenza, decide di dover punire a tutti i costi i colpevoli.
E' invece Lee Marvin a vestire i panni del cattivo in questa pietra miliare del noir diretta nel 1953 dal maestro della celluloide Fritz Lang, autore di classici dell'Espressionismo tedesco del calibro di Metropolis (1927) e M-Il mostro di Dusseldorf (1931), partendo dall'omonimo romanzo di William P. McGiven.
Rimasta nella storia, in particolare, per l'allora violentissima sequenza in cui la vincitrice del premio Oscar Gloria Grahame viene sfigurata con il caffè bollente lanciatole sul volto, una cupissima riflessione sulla corruzione, la vendetta e i limiti della legalità che ha finito per anticipare tutto il moderno filone cinematografico poliziesco relativo ai poliziotti sospesi dal servizio destinati a risolvere i casi a modo loro.
Non a caso, nel gergo della malavita americana, il termine "The big heat" (come s'intitola in originale il film) indica l'elevarsi del livello di guardia della polizia nei confronti della criminalità.

Le bambole

Datata 1965, un'antologia in bianco e nero di diverse storie firmate da altrettanti maestri della Commedia all'italiana.
La prima, diretta da Dino Risi, punta soprattutto sulla mimica del grandissimo Nino Manfredi per porlo nel ruolo di un marito che, desideroso di fare sesso con la moglie Virna Lisi, impegnata in una lunga conversazione telefonica con la madre, finisce per corteggiare la tanto bella quanto disinibita vicina di casa.
La seconda, invece, con Piero Focaccia e Maurizio Arena protagonisti, vede Elke Sommer - sotto la regia di Luigi Comenicini - approdare in Italia per cercare il padre perfetto con il quale concepire il figlio altrettanto perfetto.
Poi abbiamo Monica Vitti diretta da Franco Rossi e impegnata a ingaggiare persone nell'intenzione di uccidere il noioso marito, e Gina Lollobrigida che, alle prese con una novella del Boccaccio trasposta da Mauro Bolognini, cerca in ogni modo di conquistare Jean Sorel.
Al servizio di un leggerissimo poker che, non privo di humour nero, identifica il suo momento migliore nell'episodio di apertura e rischia d'infiacchirsi nel corso del secondo e dell'ultimo.

Mariti e mogli

Sposati da dieci anni, Gabe e Judy, rispettivamente con le fattezze di Woody Allen e Mia Farrow, entrano in crisi e cominciano a improvvisamente a far emergere verità sulle loro vite e sentimenti dopo che i loro migliori amici Jack e Sally, intepretati da Sydney Pollack e Judy Davis, annunciano che hanno deciso di separarsi.
Con un cast di prim'ordine comprendente, tra gli altri, Liam Neeson e Juliette Lewis, la prova alleniana 1992 rispecchiò, curiosamente, la reale vita dell'attore-regista, separatosi dalla vera moglie Farrow - a causa dello scandalo relativo alla relazione con la figlia adottiva di lei Soon-Yi Previn - proprio una volta terminate le riprese della pellicola.
Una pellicola che, candidata al premio Oscar per la miglior sceneggiatura e per la citata Davis, individua nell'ottima prova del cast il suo maggiore pregio, rischiando, per il resto, di accattivarsi più l'attenzione del critico che la simpatia dello spettatore.
I rapporti di coppia, infatti, vengono affrontati attraverso uno stile che non poco lascia identificare evidenti influenze dal cinema di Jean-Luc Godard; dai momenti proto-intervista al dialogo continuo, passando per il montaggio interno all'inquadratura e l'abbondanza di camera a mano quasi da documentario. Anche se il risultato non manca di una certa impronta teatrale.

Larry Flynt-Oltre lo scandalo

Dalle sue origini contadine all'ennesima udienza davanti alla Corte Suprema, la vera, eccentrica vita di Larry Flynt, editore della rivista pornografica Hustler, dalla sua lotta per la difesa del Primo Emendamento della Costituzione americana che difende la libertà di espressione alla candidatura alle elezioni presidenziali.
Senza dimenticare, ovviamente, l'intensa storia d'amore con la scapestrata moglie Althea alias Courtney Love, la quale affianca il protagonista Woody Harrelson all'interno di un cast ben assortito comprendente, tra gli altri, il Crispin Glover di Ritorno al futuro (1985) e il mai disprezzabile Edward Norton.
Con un notevole ritmo e l'atmosfera anni Settanta ottimamente resa, è Milos Forman - sotto la produzione di Oliver Stone - a firmare quello che, nel 1996, si aggiudicò l'Orso d'oro al Festival di Berlino, ottenendo anche le candidature al premio Oscar per la miglior regia e il miglior attore protagonista.
Del resto, non si può certo negare che sia la strepitosa prova harrelsoniana a impreziosire notevolmente una riuscita operazione che parla di scandali senza essere scandalosa e riuscendo, anzi, a regalare anche qualche risata grazie al grottesco campionario di situazioni che la costituiscono.

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