Speciale Dylan Dog - Intervista al regista

Intervista esclusiva con Kevin Munroe, regista di Dylan Dog - Dead of Night

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Quando un paio di anni fa, era trapelata la notizia che in America avrebbero girato un film tratto dalle avventure di Dylan Dog, intitolato "Dead of Night" si storsero parecchi nasi. In molti non hanno apprezzato la scelta del protagonista, quel Brandon Routh che ha già vestito i panni dell'uomo di Krypton in "Superman Returns" di Bryan Singer, lo spostamento dell'azione negli Stati Uniti e, soprattutto, l'eliminazione dello storico assistente/spalla di Dylan Dog, Groucho. Attualmente il film è in attesa di trovare una distribuzione tanto negli Stati Uniti, quanto in Italia (anche se qualcosa potrebbe muoversi a breve.....). E così, consapevoli del fatto che un porting cinematografico di Dylan Dog tocca noi italiani in maniera particolare, e che fra una speculazione e l'altra non si capiva più se il progetto fosse o meno ad un punto morto, abbiamo contattato il regista Kevin Munroe per porgergli qualche domanda sul film (e sulle annose questioni che hanno causato il risentimento di molti). D'altronde, tramite il sito ufficiale della pellicola e il blog di produzione le notizie sono state diffuse col contagocce. Ed invece abbiamo scoperto che.....

Nota informativa

La seguente intervista a Kevin Munroe, regista di Dylan Dog il film, è stata realizzata lo scorso marzo 2010. Considerato l'approssimarsi dell'uscita italiana del film e i molti dubbi che ancora oggi attanagliano i lettori, specie riguardo alla mancanza di Groucho o del classico Maggiolino Bianco di Dylan, le cui motivazione sono legate ad ovvie questioni di diritti di sfruttamento, abbiamo pensato di riportare alla vostra attenzione questo articolo in cui sono affrontate queste ed altre questioni.

Intervista esclusiva con Kevin Munroe

Prima di lasciare spazio all'intervista, vorrei ringraziare personalmente Dan Forcey, VP Development di Platinum Studios per il prezioso supporto che ha reso possibile quest'intervista.

Andrea Bedeschi: Kevin, prima di Dead of Night hai girato il film delle tartarughe ninja. Ed era una pelicola in CGI. Hai avuto qualche problema dato dal passaggio al live action? Quando hai a che fare con personaggi digitali ti devi interfacciare con una amplia squadra di tecnini ed animatori che devono dare vita ad un singolo personaggio, seguendo quelle che sono le necessità del regista. Se devi interagire con degli attori, immagino che l'approccio generale cambi drasticamente. Ti trovi maggiormente a tuo agio con gli "attori in CGI" o con quelli in carne ed ossa?

Kevin Munroe: Sorpendentemente è un processo molto simile. Sei sempre alle prese con lo stesso obiettivo - raccontare una bella storia - senza stare a badare coi mezzi che ti vengono messi a disposizione. E gli attori sono attori, ma in CGI li chiamiamo"animatori".Non che gli attori chiamati a donare la loro voce non siano importanti, ma è un proesso molto più scaglionato. Da un certo punto di vista, i film in live action sono un po' più maneggevoli dato che hai un attore e una performance, cosa che mi piace molto. Con la computer grafica puoi creare quello che vuoi, così qualche volta ti trovi davanti ad avere troppe opzioni. D'altro canto, ti concede di fare quello che vuoi, e non c'è alcuna limitazione data dalla necessità di avere un set alla luce del sole, dalle condizioni climatiche o da qualsiasi altra problematica dei live action. Tuttavia, è abbastanza curioso notare come ci siano limitazioni pratiche in entrambi i media: ad esempio ti puoi permettere un determinato numero di luci e personaggi in un set in cgi. E proprio come nei live action puoi solo fare un tot di ore sul set. Oppure puoi  dover essere costretto a preparare una scena a lungo. E'una risposta complicata per affermare che amo entrambi i media. E molto dipende da ciò che viene richiesto dalla storia.

AB: Con il film delle Tartarughe Ninja hai fatto davvero un buon lavoro, riuscendo a mixare gli aspetti più dark e le qualità badass del fumetto originale e quell'ironia bambinesca della serie a cartoni degli anni'80, '90. Qual è stato l'approccio generale con Dylan Dog?
KM: L'approccio generale con Dylan Dog è stato direzionato a renderlo CREDIBILE. Mi piacciono i mondi fantastici e i personaggi, e mi piace provare a renderli in qualche effettivamente relazionabili col reale. Così che il pubblico possa dire "Si, se fossi uno zombi è così che vivrei." E con Dylan Dog è stato un piacere sublime per me. Il pubblico deve credere che questo mondo fantastico coesista col nostro.E, a prescindere da questo, bisogna anche restare fedeli allo spirito del fumetto. Dylan Dog è un character unico, con preciso punto di vista che per noi che abbiamo lavorato al film è stato essenziale trasporre nel grande schermo.

AB: In quanto lettore di fumetti, sono cresciuto coi comic americani. Ma in Italia abbiamo una tradizione fumettistica molto radicata. Non per nulla, il primo albo di Topolino è stato stampato in Italia dalla Walt Disney Italia, la prima filiale della major fondata fuori degli Stati Uniti. Sergio Bonelli Editore è forse la più importante casa editrice di fumetti in Italia ed è una sorta di orgoglio nazionale: è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale ed è uno dei simboli della nostra creatività e capacità di rialzarci dopo una brutta caduta. Dylan Dog è la creazione di maggior successo arrivata da Bonelli e dopo quasi 25 anni vende ancora milioni di copie. Per l'industria cinematografica americana, prendere storie e personaggi di altri paesi e culture e trasformarli in icone mondiali è la prassi. Ma Dylan Dog è una specie di tesoro nazionale: tutti conoscono l'Indagatore dell'incubo, il ragazzino e il professore universitario. Hai mai sentito una particolare pressione da tutto questo?
KM: Beh, non avvertivo la pressione prima di questa domanda, ma adesso si! Dai, scherzo. Non la descriverei come pressione in senso stretto. Per me la pressione ha un senso negativo - come il timore di non riuscire. E quando avverti la pressione sei più concentrato a non incasinare le cose piuttosto che fare un buon lavoro. E c'è una vasta differenza fra le due cose secondo me. Essendo un fan dei fumetti (mi piace vedere come adesso ci siano centinaia di registi che improvvisamente sono diventati "fan dei fumetti", ma onestamente io lo sono fin dalla più giovane età), e dei giochi, e avendo lavorato in entrambe queste industrie, capisco perfettamente la passione che devi infondere in questi prodotti. E non solo, capisco anche l'amore di un fan che segue lealmente una cosa. Il metodo migliore per reggere il confronto con tutte queste aspettative, è assicurarsi di realizzare un buon film. Ho imparato molto dal film delle Ninja Turtles - l'equilibrio del dover essere reverenti verso il materiale originale, dell'essere un fan e dell'essere un film maker. Credo che Dylan Dog sia il risultato di un grande equilibrio fra tutte e tre le cose.

AB: Ogni albo di Dylan Dog racconta una storia specifica. Non abbiamo una singola saga che si protrae per molti numeri. Tuttavia, il personaggio ha un suo background particolare che emerge attravreso gli oltre 280 numeri. Ci sono i suoi genitori "particolari", Xabaras e Morgana, e, dall'altro lato, le avventure in cui Dylan è alle prese con Zombi, serial killer e ogni genere di mostruosa stranezza. Avete creato un mix di tutte queste peculiarità o avete deciso di eliminarne alcune per enfatizzarne delle altre?
KM: Non li definirei proprio "aspetti da eliminare", ma c'è l'oggettiva necessità di focalizzarsi su taluni aspetti, così da lasciare aperta la possibilità di poterli magari introdurre nel franchise mano a mano che continua.Onestamente, è come per qualsiasi altro franchise fumettistico, nel senso che Dylan Dog ha un ENORME bagaglio di tradizioni. Ma la trasposizione cinematografica di quell'insieme di mitologia deve cominciare con una singola storia. Qualcosa che ponga le basi di questo fantastico mondo e di questi personaggi ancora più meravigliosi. Senza rivelare troppo, ti posso dire che tutti gli aspetti del background di Dylan Dog che non sono presenti nel capitolo "Dead of Night" certamente avranno possibilità di essere inseriti in futuro. Sarebbe sciocco ignorarli.


AB: A proposito di mostri, attualmente stiamo vivendo una sorta di vampiro-mania. Mi hai capito, no? Tutti quei bislacchi vampiri vegetariani di Twilight e così via. Vedremo qualche succhia-sangue nel film? O che altro? Sai, noi amiamo le creature inquietanti, specialmente Dylan Dog Vs Creature Mostruose.
KM: Abbiamo giovani vampiri "badass" e alla moda, vecchi e bizzarri vampiri, zombi che probabilmente definiresti come tuoi amici, persone che hai sempre saputo fossero zombi, zombi mangia carne fuori di testa, lupi mannari, lupi mannari, lupi mannari non-morti e creature di proporzioni talmente bibliche che tutti questi mostri sono spaventati tanto da non pronunciare neanche il loro nome. Si, siamo tutti fan dei mostri da queste parti. E nessuno dei nostri vampiri brilla alla luce del sole. (e qui, la standing ovation si fa doverosa, nd.Andrea Bedeschi)

Dylan Dog negli Stati Uniti.

Dylan Dog è arrivato Oltreoceano grazie alla celeberrima casa editrice Dark Horse, che ne ha pubblicato 6 albi (5 nel 1999 e un altro nel 2002). Le cover art dei volumi sono state curate da Mike Mignola, il papà di Hellboy (ne potete vedere una più in basso). L'anno scorso, un numero speciale di 680 pagine, intitolato Dylan Dog Casefiles, è stato dato alle stampe, in concomitanza con i primi rumor riguardanti la lavorazione di Dead of Night.

Groucho e New Orleans


AB: Avete rimpiazzato Groucho, l'assistente di una vita di Dylan Dog, con uno zombi interpretato da Sam Huntington. Sam si merita tutto il mio rispetto per il suo ruolo in "Fanboys" (Si, sono un drogato di Star Wars, strano eh?), ma perché avete optato per l'eliminazione di Groucho? Ci sono stati problemi di copyright o avete ritenuto che una spalla zombi fosse più digeribile per l'audience? A proposito, ho notato la presenza di Groucho nella foto che avete messo sopra la scrivania di Dylan.
KM: La prima motivazione del cambiamento è effettivamente di natura legale. Ma ti posso assicurare che la sua relazione nel film è un completo omaggio al Groucho dei fumetti. Sam e Brandon sono grandi amici nella vita reale, e questo è evidente per tutto il film. Sam ha fatto un fantastico lavoro come spalla di Dylan, e ci siamo assicurati di rendere riconoscibili le radici del personaggio del film.

AB: Quando ho visto la scrivania, una delle poche cose che avate mostrato sul web, ho apprezzato molto tutti gli ammiccamebti al fumetto: la foto di Groucho, il galeone-mai-terminato, il clarinetto. Una piccola cosa, ma è pur sempre una buona premessa. Nel tuo film, Dylan manterrà tutte le sue caratteristiche precipue? Lo vedremo suonare il clarinetto, guidare il suo vecchio Maggiolino e a trascorrere il suo "tempo libero" con belle donne?
KM: Non posso dire molto però.....si, si e ancora si. Amo il lavoro che abbiamo fatto per presentare la scrivania - i fan dovrebbero essere molto lieti della cosa. Ma i nostri omaggi al fumetto non si fermano qui. Continuano per tutto il film.

AB: Il chiacchiericcio via web è la strada più battuta quando uno studio deve promuovere la propria attività su un progetto. Ma tu hai evitato martellanti update di status su Twitter e Facebook e via discorrendo. Come mai? Ho letto che il trailer è pronto. Ci puoi dare qualche dettaglio sulla release? E riguardo al film avete già accordi coi distributori italiani?
KM: Non c'è ancora una data di release ufficiale. Non sono la persona più informata sulle release, ma so per certo che la distribuzione in Italia è stata una delle priorità del nostro team.Per quanto riguarda il mio evitare la diffusione di materiale on-line, in realtà le cose stanno diversamente. Ho imparato, attraverso gli anni e i progetti, che puoi facilmente saturare un mercato se inizi troppo presto con un sacco di non-informazioni e insisti troppo sul viral marketing. A prescindere da quanto io possa essere eccitato per un progetto, sarebbe chiedere davvero troppo alla fan-base di mantenere l'entusiasmo per tutte quelle cose che non possono vedere e che io vedo tutti i giorni. O ascoltare la meravigliosa musica composta da Klaus Badelt - che ho appena finito di ascoltare. Capisci cosa intendo? E specialmente non avendo una data d'uscita ufficiale, mi sentirei orribile a stuzzicare l'interesse e parlare solo tramite update di lavorazione sul film. E' un'analogia un po' abusata, ma il film making è come una maratona. E se non sei concentrato sull'obiettivo hai perso già dopo 10 miglia. E dato che sono un fan io stesso, mi spiacerebe che accadesse. Sappiate dunque che il sottoscritto è a conoscenza di tutte le grandi cose che vi aspetta sulla strada prima della release. Mi farò sentire così tanto che tutti spereranno che me ne torni nascosto :-)

AB: Mostrerai il film a Tiziano Sclavi? Ha mostrato interesse verso il film o è stato coinvolto in qualche maniera?
KM: Platinum Studios è stato il punto di congiunzione principale con lui. Se si presenterà l'occasione, gli mostrerò il film personalmente. Sul set, abbiamo avuto dei rappresentanti di Bonelli, delle persone davvero squisite, incluso uno degli scrittori del fumetto.

AB: Dylan Dog ha una specifica controparte vivente: Rupert Everett. L'attore inglese ha già impersonato un personaggio Dylangoghesco in Dellamorte Dellamore di Michele Soavi, che è un piccolo horro-cult amato da Scorsese e Tarantino, basato sul numero speciale di Dylan Dog "Orrore Nero". L'hai visto?
KM: Si. L'ho visto anni prima d'iniziare a lavorare con Dylan Dog. Il lavoro di Soavi mi piace molto.

AB: Penso che Brandon Routh abbia il perfetto phisique du role per diventare un grande Dylan Dog. Avete avuto delle lunghe sessioni di casting? E perché avete scelto proprio Brandon? Cosa ci avete visto?

KM: Brandon ha una grande durezza come attore, ma ha anche un notevole sense of humor e un lato umano molto gentile. Penso che la scelta di Brandon sia ottima perché Dylan Dog ha un passato molto complicato, anche dal punto di vista emotivo, ma deve andare avanti e riuscire a superare le difficoltà. Per noi era importante assicurarci che Dylan NON FOSSE Superman. Deve essere fallace. Molto.Questo è uno dei lati più affascinanti del personaggio di Dylan. Deve continuamente rialzarsi.

AB: Dead of Night si svolge a New Orleans. Alcuni fan italiani dicono che questa ambientazione stravolgerà l'intero feeling di Dylan Dog, che abita e opera a Londra. La scelta è stata generata dal voler mantenere il tutto più accessibile per le platee americane ed internazionali o magari ci sono state delle ragioni dettate dal budget? E perché New Orleans? Per il suo melting pot culturale e religioso dove fioccano storie di voodoo?
KM: Sono un grande sostenitore di New orleans come setting. E si, anche se non è Londra, ha le stesse sfumature inquietanti che aderiscono perfettamente al setting londinese. Come fan, sarei lieto del risultato una volta visto sul grande schermo. Se non abbiamo la brughiera, abbiamo le paludi di New Orleans. Al posto dei double decker londinesi, avremo i tipici filobus di New Orleans. E' una città fenomenalmente ricca visivamente, ed è la più europea fra gli insediamenti che abbiamo in america. E' uno sfondo notevole. New York sarebbe stata banale, troppo tipica. E ogni altra generica città sarebbe stata - appunto - generica, anonima. Come nota a margine poi, posso dire che la gente e la troupe di New Orleans sono state fantastiche - hanno messo così tanta passione ed energia in questo film. Un autentico atto d'amore.
AB: Cosa possiamo aspettarci dal versante spettacolare del film? Effetti in CGI o i cari vecchi effetti prostetici e di make up?
KM: Ci sarà da divertirsi.Ci sarà un bel mix di tutte queste cose. Mi piacciono gli effetti fatti con le protesi, per cui ne avremo un sacco. I cari vecchi trucchi e costumi spaventosi. Ma abbiamo anche degli effetti in CGI davvero grandi - e fatti nella migliore maniera possibile - il più delle volte neanche vi accoregeret che ci sono. Un tono alla Van Helsing sarebbe stato tecnicamente troppo discordante col mondo di Dylan Dog. Quando leggi quegli albi, puoi quasi fisicamente toccare quel mondo e quei mostri, sentire il loro odore. Ciò non riesce facilmente con gli effetti in cgi. Tutto quello che abbiamo fatto con questo progetto scaturisce dall'amore verso la serie originale. E credo che i fan avvertiranno tutto questo.

AB: Grazie per aver condiviso con noi il tuo tempo e le tue attenzioni.

Km: Beh, grazie a voi!For English text see page 2!

Thanks to Dan Forcey, VP Development of Platinum Studios for making this interview possibile.

Andrea Bedeschi: Kevin, before Dead of Night you shot the TMNT Movie. And it was a CGI movie. Did you find any particular trouble dued to this change? When you deal with digital characters you have to face with a wide squad of techinicians and animators that have to give life to one single character, following the director's needs. If you have to interact with actors I suppose that the general approach becomes quite different. You find yourself more confortable with "CGI actors" or flesh and blood ones?

Kevin Munroe: It was actually surprisingly similar. You're still stuck with the same mission - to tell a good story, regardless of the tools provided to you. And actors are actors, but in cgi, we call them "animators". Not that the voice actors aren't just as important, but it's a much more spread out process. In some respects, live action is a little more manageable as it's one actor, one performance, and I really enjoyed that a lot. In cgi, you can create anything you want, so sometimes there can be too many choices. But on the other hand, it allows you to do whatever you want, so there isn't the limitation of a sun setting, or weather, or anything else that can camper you in live action. But funny enough, there are still practical limitations in both mediums - you can only afford to put in so many lights in a cgi set, or cgi characters. Just like in live action you can only do so many hours on a set. Or prep a scene for so long. Complicated answer to just say that I love both mediums. And I guess it just depends on what the story requires.

AB: With TMNT you did a very good job, because you made a good mix between the darkest, badass qualities of the original comic and the kid-friendliness irony of the animated series. What's your general approach with Dylan Dog?
KM: The general approach with Dylan Dog was to make it BELIEVABLE. I love taking fantastic worlds and characters and somehow making them relateable. So the audience can say "yeah, if I was a zombie, this is how I would live". And with Dylan Dog, that was paramount to me. The audience had to believe that this world lives in our own. And beyond that, being very faithful to the tone of the original comic book. He is such a unique character with such  unique point of view, that it was essential to us to make sure that translated to the big screen.

AB: As a comic book reader, i grew up with american comics. But in Italy we have a strong tradition about comics. I mean, the first Mickey Mouse comic book was printed in Italy by Walt Disney Italy, the first Disney's subsidiary that has been founded outside the United States. Sergio Bonelli Editore is probably the most important publishing house of fumetti (the word we use to indicate comics), and it's a sort of national pride: it's born after the second WW and it's one of the symbols of our creativity and capability of raising up after a bad fall. Dylan Dog is the most succesfull creation that came from Bonelli and after almost 25 years, it still sells millions of copies. For the american film industry is quite usual to take characters or stories from other countries and culture and transform them in worldwide icons. But Dylan Dog is a kind of national treasure: everybody knows this nightmare detective, both the little kid and the distinguished PhD. Do you feel any particular kind of pressure about that?
KM: Well I didn't feel pressure before that question , but now I do! I'm just kidding. I don't think i'd describe it as "pressure" per se. Pressure to me usually means something negative in this sense - the fear of failing. Or when you feel pressure, you are more worried about screwing up rather than just doing a good job. And there is a vast difference between the two to me. Being a fan of comics (I love that there are hundreds of directors who are suddenly "comic book fans", but I honestly am from an early age), games and having worked in both of those industries, I completely understand the love you pour into those products. Not only that, but I understand the love of a fan and a loyal following. But the biggest way to uphold that is to make sure that you make a good movie. I learned a lot of that with ninja turtles - the balance of being reverent, being a fan, and just being a film maker. And I think Dylan Dog is the result of a great balance of all three.

AB: Every Dylan Dog's comic book sets a specific story. We don't have one saga that lasts for a long time through many issues. Anyway the character has a personal background that emerges through the 280 and more issues of the comic. We've got very special relatives, Xabaras and Morgana, and on the other side the adventures where we can see Dylan against zombies, serial killers and every kind of horror oddity and so on. Do you want to create a mix of all this peculiarities or have you decided to cut some aspects to enhance others?
KM: I wouldn't call it "cutting" aspects, but there is certainly a need to focus on certain aspects while leaving room to have those other aspects still be able to be brought into the franchise as it continues. It's honestly like any other comic book franchise in the sense that Dylan Dog has a HUGE lore to it. But the movie translation of that lore has to start with a single story. Something that sets up this fantastic world and even more fantastic character. Without giving away too much, i can tell you that anything from Dylan Dog lore that isn't present in the Dead of Night chapter can certainly have room to be introduced in the future. It would be silly to ignore those aspects.

AB: Speaking about monsters, we are living a vampire madness right now. You know, the weirdos vegetarian Twilight's vampire and so on. We will see some blood-suckers in this movie? Or what else? We love creepy creatures and we love especially Dylan Dog against scary monsters....
KM: We have young hip badass vampires, old kooky vampires, zombies you'd probably call your friend, people you always knew were zombies, flesh eating whacked out of their mind zombies, werewolves, dead werewolves and a creature of such biblical proportions that all these monsters are too afraid to mention its name. Yeah, were all monster fans here. And none of our vampires sparkle in sunlight. (Standing ovation required, please - Andrea Bedeschi)

Groucho and New Orleans


AB: You have replaced Groucho, Dylan Dog's long time assistant, with a zombie played by Sam Huntingotn. Sam deserves all my respect for his role in "Fanboys" (yes, I'm a Star Wars addicted, strange uh?), but why you have decided to eliminate Groucho? Is there any copyright problem behind these choice or you simply think that a zombie sidekick is more digeribile by modern audiences? By the way, I noticed Groucho's presence in the picture that you put above Dylan's desk.
KM: The first wave of that change came, yes, from a legal need. But I can tell you that his relationship with dylan in the movie is a complete homage to the comic's Groucho. Sam and Brandon are great friends in real life, and that friendship shines through in this movie. Sam did a fantastic job as Dylan's sidekick, and we made sure to acknowledge the roots of that character in the film.

AB: When I saw the desk, one of the few things that you have showed through the web, I liked very much all the references to the comic-book: Groucho's picture, the never-finshed galeon, and the clarinet. That's a little thing, but is a good premise. In your picture, will Dylan Dog keep all his typical characteristics? I mean, will we see him playing the clarinet, driving his old Beetle and spending his spare time with beautiful women?
KM: Without giving away too much... yes, yes, and yes. I love that desk montage that we did - fans should be very happy with it. But our honoring of the comic doesn't stop there. It continues throughout the entire film.

AB: The buzz over the web is the most cover road when a studio has to promote his activity around a project. But you avoid hammering Twitter updates, Facebook's fanpage and so on. Can you tell us why?
I read that the trailer is done. Can you give us some more details about his relase? And what about the movie? Have you already stipulate any kind of deal with italian distributors?

KM: There is no official release date yet. I'm sure that others can elaborate more on the details of any italian distributor, but I know it was one of our primary concerns. As for me avoiding the online stuff - it's really not the case.  I've learned over the years and projects that you can easily over saturate a market if you start too soon with not a lot of information to share. Regardless of how excited i am about a project, it's a lot to ask of a fanbase to keep up with that excitement when they're unable to see all the cool things I get to see every day. Or listen to the amazing music that Klaus Badelt is doing - which i just finished listening to. See what I mean? And especially when we don't have an official release date, I'd feel horrible to start teasing and talking up the film only to run out of updates. It's an analogy used a lot, but film making is like running a marathon. And if you don't watch it, you'll burn out after 10 miles. And being a fan myself, I'd hate that. So please know that it isn't out of anything except me knowing all the great things that are about to come your way. And then there will be so much of me that everyone will wish that I went back into hiding.

AB: Will you show the movie to Tiziano Sclavi (Dylan Dog's Creator)? Has he show interest in the project or was he involved in some way?
KM: Platinum Studios has really been the main interaction point with him. I personally would show him if the opportunity presented itself. We had reps from Bonelli on set and they were very nice people. Includine a writer of the comic as well.


AB: Dylan Dog has a specific living counterpart: Ruper Everett. The english actor portraied a Dylandoguescque character in Michele Soavi's "Dellamorte Dellamore" (you know it as "Cemetary Man"), wich is a little horror cult loved by Scorsese and Tarantino based on Dylan Dog's special issue "Orrore Nero". Have you seen this movie?
KM: Yep. I actually saw it years before I took the job with Dylan Dog. I like Soavi's work a lot.

AB: I think that Brandon Routh has the perfect phisique du role to become a great Dylan Dog. Did you have a long casting session to found your protagonist? And why did you choose Brandon? What did you see in this actor?
KM: Brandon has a great hardness to him as an actor, but he also has a great sense of humor and also a very human side. I think that because Dylan has such a complicated and emotional past, yet he still has to step up and save the day, makes Brandon a great choice. And it was important for us to make sure that Dylan WASN'T superman. He has to fail.  A lot. That's one of the endearing parts of the Dylan character to me. He just keeps getting up.

AB: Dead of Night is set in New Orleans. Some italian readers say that this setting is going to distort the real feeling of Dylan Dog, who lives and acts in London. Did you decide to develop the story in the US to keep it more friendly to american and international audiences or it was just for a budget-guided purpose? And why did you decide for New Orleans? For his cultural and religious meltin'pot that breeds voodoo stories and so on?
KM: I completely stand by New Orleans as the setting. And yes, while it isn't London per se, it has the same creepy overtones that perfectly fit that London setting. As a fan, i'd be happy with that once I saw it on screen. If we don't have the moors, we have the swamps of new Orleans. Instead of double decker buses, we have trolleys. It's a phenomenally rich city visually, and is the most european out of anything we have in america. It's a great backdrop. New York would have been too typical. And any other generic city would have just been that - generic. And on a side note, the people and crew of New Orleans were awesome - so much passion and energy for this movie. It was truly a labor of love.

AB: What should we expect from the spectacular side of this picture? Cgi effects or some good old style prosthetic and make up effects?

KM: Expect to  have a great time. There is a great mix of everything. I love practical prosthetic effects, so we have a lot of those. Just good old scary suits and makeup. But we also have some really big cgi effects - but done in the best way - most of the time when you don't even realize they're there. It's a great mix. I think a Van Helsing tone would have been too much of a mismatch technically with the world of Dylan Dog. When you read those books, you can feel the monsters, smell them, the world, etc. You don't get that as easily with cgi effects. Everything we've done with this project has been out of a love for that original book series. And i think fans will feel the same.

AB: Thanks for sharing with us your time and attention.
KM: Thank you!