Dwayne “The Rock” Johnson: la carriera di un attore inscalfibile

Tra il nuovo Fast & Furious e l'imminente Baywatch, il percorso artistico dell'ex-wrestler va a gonfie vele. Ripercorriamone i tratti salienti.

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Durante la sua apparizione più recente come conduttore di Saturday Night Live (il 28 marzo 2015), Dwayne Johnson si è divertito a prendere in giro la propria reputazione, cantando un brano scritto apposta sul suo essere noto come "il Viagra dei franchise". Un epiteto nato in seguito al suo inserimento nei sequel di Fast & Furious, G.I. Joe e Viaggio al centro della Terra, con risultati mediamente positivi (la seconda saga è attualmente ferma al secondo capitolo, mentre Fast continua imperterrito e un terzo Viaggio, basato su Dalla Terra alla Luna, sarebbe in lavorazione). A questo possiamo aggiungere il reclutamento per dare nuova vita a Baywatch (in uscita a fine maggio) e Jumanji (atteso per Natale), traguardi di tutto rispetto per una carriera d'attore che inizialmente sembrava destinata a morire prematuramente. E anche lì fu questione di franchise...

Debutto "imbalsamato"

Dal 1996 al 2000 le apparizioni di Johnson sullo schermo sono state tutte nei panni di sé stesso, in versione più o meno romanzata a seconda dei casi, sfruttando la sua popolarità nell'ambito del wrestling con il nome di battaglia "The Rock". Un certo carisma comico era già visibile quando è apparso nella sitcom That ‘70s Show (dove interpreta il proprio padre, Rocky Johnson), ma ai produttori interessava soprattutto la sua prestanza fisica. Ed ecco che, nel 2001, ha esordito al cinema ne La Mummia - Il ritorno, nei panni del temibile Re Scorpione. Una performance tutta basata sul look da guerriero, con pochissime battute in una lingua defunta e l'umiliazione dell'abuso della CGI per renderlo più minaccioso alla fine del film. Il successo di questo sequel ha convinto le alte sfere della Universal a puntare interamente su Johnson per uno spin-off/prequel, Il Re Scorpione, uscito nel 2002. In questa sede in neo-attore è già visibilmente più a suo agio, ma l'operazione non ha dato i frutti sperati in sala (è però diventato un oggetto di culto negli anni successivi, generando - ad oggi - tre sequel usciti direttamente in home video).

La forza della commedia

Nel 2005 diventa chiaro che la strada migliore da intraprendere per Johnson sia quella della commedia: nel poco amato Be Cool, sequel di Get Shorty, lui ottiene recensioni generalmente positive per la sua performance nei panni di un bodyguard apertamente omosessuale. Questo elemento, unito alle doti atletiche, lo rende una scelta ideale, allora come oggi, per film come Get Smart (2008), The Other Guys (2010) e Central Intelligence (2016), senza dimenticare le sue frequenti apparizioni televisive in Saturday Night Live, dove ha persino avuto l'onore di ottenere un personaggio ricorrente: "The Rock" Obama, alter ego arrabbiato di Barack Obama. Il percorso catodico continua da un paio d'anni su HBO con Ballers, commedia sportiva di cui Johnson è protagonista e produttore esecutivo. Al cinema invece l'autoironia raggiunge l'apice con Oceania, dove la voce di Maui in originale appartiene proprio all'ex-wrestler.

Mr. Franchise

Il 2011 è un anno propizio per la saga di Fast & Furious, che con il quinto episodio abbandona il genere automobilistico puro e diventa invece un heist movie, trasformazione che dura tre film prima di cedere il posto ad un'altra innovazione nell'ottavo capitolo, riconducibile al filone spionistico. Il quinto lungometraggio è anche quello in cui debutta Johnson nel ruolo di Luke Hobbs, agente governativo che fa subito breccia nel cuore dei fan e diventa un membro fisso della "famiglia", al punto che si vocifera da qualche anno di un possibile spin-off interamente dedicato a lui. Nel medesimo periodo viene reclutato per salvare G.I. Joe e successivamente per rinvigorire la carriera cinematografica di Hercules, con un film divertente ma non abbastanza popolare da dare vita ad ulteriori episodi. Ora non ci resta che aspettare un mesetto per scoprire se sarà un degno erede di David Hasselhoff nei panni di Mitch Buchannon, affiancato da un altro attore che dà il meglio di sé quando non si prende troppo sul serio: Zac Efron.

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