Droghe, allucinazioni e sangue: così Madre! ha incuriosito la critica USA

L'arrivo di Madre! di Darren Aronofsky al Festival di Venezia 74 ha spaccato la critica italiana e non: ecco cosa ne pensano i critici USA.

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Come certamente avrete già letto, appena ieri alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia numero 74 è arrivato il giorno tanto atteso di Darren Aronofsky e il suo Madre!, il cui trailer ci ha già fatto discutere in abbondanza. Come se non bastassero quelle sensazioni iniziali, la critica italiana e internazionale è uscita dalla proiezione completamente spaccata: da una parte chi ha odiato il film in modo viscerale, bollandolo come uno dei peggiori prodotti dell'anno, dall'altra chi invece ha preferito prendere un po' di tempo per riflettere sulla difficoltà del progetto - che a quanto pare potrebbe essere più profondo di quanto sembra in superficie. Ovviamente finché non lo vedremo nelle nostre sale sarà difficile avere un'opinione esatta, però è sempre bello affrontare un film in grado di generare opinioni e recensioni discordanti. Proprio a tal proposito vogliamo mostrarvi com'è stato accolto il film dalla stampa straniera, uscita a dir poco frastornata dalla sala veneziana urlando frasi del tipo: "Cosa accidenti abbiamo appena visto?". Darren Aronofsky deve averla combinata grossa a questo giro...

Droghe e allucinazioni

Partiamo da Todd McCarthy del The Hollywood Reporter, che ha definito il film "incredibilmente rassomigliante a Il Cigno Nero", almeno per quanto riguarda l'estetica, "con sfumature di Requiem for a Dream, con questa uscita la Paramount può colpire il pubblico grazie agli elementi di genere e alle star presenti nel cast". Jessica Kiang di The Playlist ci ha dato invece una lista di film a cui Madre! si può accostare: "Per darvi un'idea della nuova bravata di Aronofsky potrei nominarvi alcuni classici del genere, film come Suspense, Panic, Repulsion, Rosemary's Baby, Rebecca, così come Uno sconosciuto alla porta, The Skeleton Key". Ha usato invece la chimica, diciamo così, Owen Gleiberman di Variety, che ha detto: "Probabilmente Aronofsky ha collegato il film all'episodio di Ellen Burstyn in Requiem for a Dream, durante il quale immagina la dipendenza da anfetamine come un insieme di allucinazioni infernali. Quell'episodio memorabile e scandaloso esprimeva il concetto in modo profondo, vero; in questo film invece si vedono esattamente i danni provocati dalla droga nel tuo cervello." Una frase alquanto ambigua che innesca una morbosa curiosità.


Perfetto campione al Box Office

L'opinione dei tre critici però non è completa, la Kiang ha aggiunto con discreta leggerezza: "Ancor prima che esca il titolo del film vediamo il volto di una donna che brucia viva; è esattamente ciò che vivrete per le due ore del film, è uno specchio che rivela il futuro. Dimenticate i popcorn, portatevi dell'aloe vera". Un film decisamente "hot" a quanto pare, ottimo per l'inverno che si avvicina. Gleiberman invece continua con: "Se tutto quello che ci aspettiamo da un film horror è avere la mascella slogata, gli occhi serrati, il respiro affannato e spasmi vari, Madre! può essere considerato una sorta di capolavoro. Considerata la quantità di elementi splatter riciclati da altri film horror del passato, questo film non può che diventare un campione al box office". Ben Croll di IndieWire invece punta i riflettori sui temi nascosti del film: "Si viene per la casa che sanguina, si resta per i riferimenti all'essere genitori e alle difficoltà di una vita fatta di fama e successi". Fra ironia e voglia di guardare oltre la superficie, i critici americani non hanno bocciato platealmente il film, al contrario ne hanno parlato come fosse un'esperienza, un giro nella casa degli spiriti al luna park, da cui è difficile tirarsi indietro. Molti ne usciranno delusi, altri gasati, ma solo attraversando il percorso se ne scoprirà il contenuto.

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