David Lynch, i tre film cult diretti dal papà di Twin Peaks

Genio incompreso ed artista visionario, in attesa del ritorno della serie TV cult da lui creata, ecco tre cult dell'iconico regista.

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Articolo a cura di
Carlo Lanna Carlo Lanna Giornalista Pubblicista, laureato in Giurisprudenza con un'insana passione per le serie tv ed il cinema.

È uno fra gli artisti più poliedrici della nostra modernità. Non solo regista e sceneggiatore ma anche attore, pittore e scenografo. Classe 1946, David Lynch è un regista molto apprezzato dalla critica anche se, a dirla tutta, i suoi lavori non sono quasi mai amati dal grande pubblico; troppo visionari, onirici e disturbanti per essere compresi da una platea generalista. Negli anni '90 ha realizzato per il pubblico televisivo Twin Peaks, serie thriller/mystery di grande successo e di grande impatto mediatico, che tornerà dopo 25 anni di assenza dal piccolo schermo, in un revival molto atteso in onda in contemporanea anche qui in Italia. Eppure, nonostante in molti credano nelle qualità di David Lynch, i suoi film non hanno mai avuto l'impatto sperato, diventando dei fenomeni di nicchia, apprezzati solo dai cineasti e dalla critica più altolocata. È notizia di qualche giorno fa, che in realtà lascia un po' sconvolti, il fatto che David Lynch potrebbe lasciare il mondo del cinema, appendendo al chiodo il vestito da regista. In una delle tante interviste rilasciate per l'imminente ritorno di Twin Peaks, il buon David afferma:"Tanti film non vanno bene al box office anche se, sulla carta, sarebbero dovuti essere grandi pellicole e quelli che vanno bene non sono proprio quelli che avrei voluto fare". Queste le parole che si leggono sul Rolling Stone in un articolo dal titolo ‘Basta Film'. Che sia o meno una dissacrante verità, questo significherebbe che L'impero della mente potrebbe essere l'ultimo vero film di David Lynch. Sappiamo che il regista è però imprevedibile, che presto o tardi potrebbe cambiare idea, intanto ecco una personale top 3 dei suoi film più belli, quelli più forti, quelli che sono diventati dei veri e propri cult.

3. Elephant Man

"La gente ha paura di quello che non può capire". Precursore di tematiche come il bullismo e l'avversione verso la diversità, nel 1980 con Elephant Man David Lynch scala l'Olimpo di Hollywood. Uno fra i suoi film di maggior successo fra il pubblico, complice la presenza di un cast di tutto rispetto (come il mitico Anthony Hopkins), il regista con un tono dark ma deciso, racconta la storia - realmente accaduta - di Joseph Merrick, uomo storpio e deforme, al quale gli viene riconosciuta la Sindrome di Prometeo, tanto da venir soprannominato l'uomo elefante. Non è certo un lavoro facile da digerire, eppure David Lynch riesce a tratteggiare la psicologia di un uomo diverso ma uguale a tutti noi con grande maestria e senza troppi giri parole. Elephant Man ebbe anche un grande impatto alla cerimonia degli Oscar del 1981. Candidato a 8 statuette, fra cui miglior film, vinse però ai BATFA ed addirittura ai Cèsar. Alla luce di questo grande successo, il film arrivò anche fra i teatri di Broadway in un'opera dove spiccava fra gli attori il mitico David Bowie.

2.Velluto Blu

È ritenuto da tutti il film in cui traspare, nelle sue accezioni più particolari, la poetica di David Lynch. Velluto Blu non solo segna l'inizio della collaborazione fra il regista e lo storico compositore Angelo Badalamenti, ma rappresenta il lavoro che fotografa tutti gli argomenti più cari di Lynch, come gli abusi sulle donne, i segreti e i misteri che sconvolgono uno piccolo centro americano e l'utilizzo non convenzionale di canzoni d'epoca. Uscito nelle sale nel 1986, il film con Isabella Rossellini e Kyle MacLuchlan, suo attore feticcio (visto in Dune e poi in Twin Peaks), racconta la bizzarra vicenda di un giovane studente che rimane immischiato in una torbida storia di sangue e sesso. Di ritorno al suo paese natale per stare vicino al padre malato, il ragazzo scopre su un terreno abbandonato un orecchio umano mozzato. Contattata la polizia per far luce sul misfatto, ma da quel momento in poi la vita di Jeffrey non sarà più la stessa. Fra battute bizzarre e violenza gratuita, David Lynch realizza un altro grande film, un lavoro complesso, che non dimentica i suoi voli pindarici, per una pellicola che, nonostante alcuni difetti, rimane scolpita nell'immaginario di tutti.

1. Fuoco cammina con me

È del 1992 il film che funge da prequel alla storica serie tv di Twin Peaks, un film nato per spiegare alcuni interrogativi rimasti insoluti dopo che il network della ABC ha cancellato lo show sviluppato da Lynch. Anche questo, come la sua maggior parte dei lavori, è stato un flop ai botteghini. Troppo disturbante per lo spettatore, troppo onirico, troppo incomprensibile per chi non ha visto la serie TV, troppo ‘linchyano'. Così la critica al festival di Cannes ha commentato il suo ultimo lavoro. Diventato poi un cult indiscusso della cinematografia di oggi, Fuoco Cammina con Me, dal punto di vista scenico ed introspettivo, rimane forse uno dei suoi film migliori, uno dei lavori più completi, criptici e densi di significato che il regista ha realizzato. Nel cercare di spiegare la follia di Bob, quello spirito che proviene dalla Loggia Nera, Lynch tratteggia l'ultima settimana di vita di Laura Palmer, fotografando l'esistenza di una ragazza triste, sola e che vuole crescere troppo in fretta. Da antologia è il momento in cui viene uccisa da suo padre in un gioco di immagini ed urla che difficilmente verrà dimenticato.

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