Speciale David Cronenberg odia i supereroi... di nuovo!

David Cronenberg torna sul luogo del misfatto... e odia ancora i supereroi

speciale David Cronenberg odia i supereroi... di nuovo!
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Forse ricorderete la polemica conseguita quest'estate ad un'intervista doppia a Robert Pattinson e David Cronenberg, rispettivamente protagonista e regista/autore di Cosmopolis, film tratto dal romanzo di Don DeLillo e che ha spaccato la critica. Non quanto alcune dichiarazioni dello stesso Cronenberg, però, che interpellato in proposito ai cinefumetti aveva rimarcato come fossero limitanti poiché tratti da “roba da ragazzini”. Ne abbiamo parlato, all'epoca, in questa news, e le vostre reazioni non hanno tardato ad arrivare. Ora, a distanza di qualche mese, Indiewire torna sulla questione, chiedendo proprio al regista canadese delucidazioni in merito. La cosa si è fatta subito interessante e abbiamo pensato che, piuttosto che una semplice news, sarebbe stato più utile analizzare la questione in un vero e proprio articolo. Vi forniamo, dunque, la traduzione delle domande delle due interviste (quella originale e quella nuova), ricordandovi che potete trovare il testo originale in inglese a questi indirizzi:
Nextmovie
Indiewire

E' l'Uomo Pipistrello, si avvolge nel mantello...

David, nella sua carriera ha realizzato film drammatici e dell'orrore. Alcuni ottimi registi si sono dati ai film di supereroi con ottimi risultati. Considererebbe la direzione di un film di questo genere?
DC: Non penso che ne stiano facendo una forma d'arte elevata. Penso che siamo ancora al punto in cui Batman va in giro indossando uno stupido mantello. Non penso ciò sia arte. Il miglior film di Christopher Nolan è Memento, che è interessante. I film di Batman non sono interessanti nemmeno la metà di Memento, secondo me, anche se sono costati venti milioni di volte in più. Nolan fa della roba tecnica molto interessante, ad esempio gira in IMAX e 3D. Ed è molto complicato e difficile da fare. Ne ho letto su American Cinamatography Magazine e, tecnicamente, è molto interessante. Ma i film, per me, sono più che altro noiosi.

Pensa che il genere abbia limiti intrinseci che gli impediscono di diventare arte?
DC: Assolutamente. (...) Non importa quanto successo hai avuto. E ovviamente Nolan di successo ne ha avuto parecchio. Ha un potere relativamente grande. Ma non detiene il vero potere.

Quindi è un no.
DC: Direi che è un no. E direi che il problema è che devi poter fare qualcosa di interessante, di inaspettato magari. Infatti, ho fatto film horror e se la gente mi chiedesse “Puoi fare un film horror che è anche un'opera d'arte?” io risponderei “Certo che puoi.”
Ma un film di supereroi, per definizione, è un fumetto. È per ragazzi. Roba da adolescenti fino al midollo. Questo è parte del suo fascino, e penso che la gente che dice, tipo, “Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno è arte cinematografica suprema” non sa quello che c***o dice.

È proprio Batman!

Insomma coi cinefumetti, a dispetto di quanto accaduto negli anni duemila con pellicole come X-Men, Spider-Man, 300, Watchmen o la trilogia del Cavaliere Oscuro “siamo ancora al punto in cui Batman va in giro indossando uno stupido mantello”. Il cinefumetto non è arte e non può esserlo, perché tratto da robetta per ragazzi. Chiaramente un punto di vista del genere, nell'anno in cui i fan dei fumetti americani hanno visto al cinema diverse trasposizioni (delle quali almeno tre molto importanti), non poteva passare inosservato, e Cronenberg si è attirato addosso vagonate di critiche da fumettofili e nerd vari, che gli hanno fatto notare la poca coerenza del pensare all'horror come un genere compiuto che può aspirare all'arte, mentre al cinefumetto come a una bambinata. C'è anche chi ha rimarcato che, sebbene la preferenza riguardo a Memento piuttosto che ai Batman nolaniani possa essere legittima, altrettanto non è, da parte di un addetto ai lavori così importante, sparare castronerie sui colleghi. In particolare, tutti conoscono l'antipatia di Nolan per il 3D, e affermare che il regista di The Prestige stia facendo “grandi cose” con la stereoscopia vuol dire non sapere di cosa si stia parlando. Ma del resto, chi fa arte spesso non sa giudicare quella degli altri.
Alcuni hanno rimarcato che lui stesso ha realizzato un cinecomic, per quanto non di stampo supereroistico, con A History of Violence, tratto dalla graphic novel omonima di John Wagner.
C'è stato anche chi ha azzardato che la polemica fosse stata creata ad arte per far parlare di se e, di conseguenza, del film in uscita presso un pubblico sempre più vasto come quello dei cinecomics. Cosmopolis è un film difficile, e ogni forma di pubblicità -anche indiretta- poteva avere il suo peso.
La polemica, naturalmente, dopo l'iniziale indignazione di molti, si è acquietata ed è passata nel dimenticatoio, fin quando Indiewire l'ha ritirata fuori chiedendo a Cronenberg direttamente, e senza mezzi termini, se avesse qualcosa da aggiungere in proposito. Ecco la risposta:

“No, in realtà non l'ho visto [Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno, ndr]. Vedi, la questione è stata distorta. Mi è stato chiesto [dei cinecomics, ndr] ma quando ti citano, non citano mai correttamente se stessi o la domanda che provoca una certa risposta. Mi è stato chiesto in fase d'intervista, dalla giornalista: «Dunque, ultimamente i film tratti dai fumetti sono stati portati al massimo dell'arte cinematografica: le interesserebbe farne uno?» e io ho risposto da lì. Lei me l'ha chiesto in relazione agli ultimi film di Batman. Ho visto quello precedente all'ultimo [Il Cavaliere Oscuro, ndr] ma non quello nuovo, e penso che all'epoca lo avessero visto solo i giornalisti [cosa non vera, tra l'altro, perché il film era già uscito nelle sale americane]. Quindi non stavo parlando specificamente di quel film e non lo stavo criticando direttamente.”

Dunque l'astio non era nei confronti del Batman nolaniano, ma di tutto il genere, e i film sull'uomo pipistrello erano solo presi ad esempio.

“Quel che volevo dire è che un film tratto da un fumetto non è altro che... un film tratto da un fumetto. I fumetti sono (specialmente quelli con cui sono cresciuto: ad esempio amavo Captain Marvel) creati per adolescenti e hanno un senso focale che è adolescenziale. Per me, questa cosa limita le possibilità del tuo film se ti basi accuratamente su di esso, e non potrai mai arrivare al culmine dell'arte cinematografica così. Io la penso così. Volevo anche dire che, chiaramente, a livello tecnico possono essere incredibilmente interessanti, anche perché spesso sono realizzati da gente molto sveglia e hanno a disposizione budget davvero sostanziosi. Ma creativamente, artisticamente, sono anche incredibilmente limitati. È stato un caso che parlassimo di Christopher Nolan, ma non era il caso specifico [della questione, ndr].”
Dunque un genere in cui la fantasia è fondamentale è, secondo Cronenberg, limitante... artisticamente e creativamente (?!?). Si scusa con Chris Nolan perché non voleva essere un attacco personale, ma ritiene, in sostanza, il genere una bambinata che non ha possibilità di crescere. Una visione alquanto limitata. O forse no? Cosa ne pensate voi lettori?

p.s. L'intervista è stata rilasciata a poche ore dall'uscita in DVD e Blu-Ray di Cosmopolis. A voler essere cattivi si commette sicuramente peccato, però a volte, come si suol dire, ci si azzecca...

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