Speciale Dark Shadows - Gli antenati di Dark shadows in alta definizione

Barnabas Collins... molto prima di Tim Burton e Johnny Depp!

speciale Dark Shadows - Gli antenati di Dark shadows in alta definizione
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Se ne è parlato veramente tanto, tra fiumi d'inchiostro sulle pagine dei giornali e videoservizi trasmessi dai notiziari televisivi, non solo perché ha rappresentato l'ennesima collaborazione tra il bello e maledetto Johnny Depp e il regista Tim Burton, ma anche perché ha segnato il ritorno a certe atmosfere dark per l'autore de Il mistero di Sleepy Hollow (1999), che le aveva momentaneamente abbandonate per dedicarsi al colorato Alice in wonderland (2010).
Stiamo parlando di Dark shadows, ovvero l'assurdo vampire-movie che, visto nelle nostre sale cinematografiche a Maggio 2012, Warner Home Video ha già provveduto a lanciare nel mercato dell'alta definizione tramite un disco pullulante contenuti speciali, tra interviste al cast, scene eliminate, focus sulla realizzazione degli effetti speciali e sulla lavorazione del film in generale.
Ma quanti sono a conoscenza del fatto che la vicenda del succhiasangue sigillato in una tomba per due secoli e destinato a tornare soltanto nel 1972 all'interno della propria dimora, ormai abitata da alcuni discendenti un po' svitati della sua famiglia, sia, in realtà, il terzo lungometraggio tratto dall'omonima serie televisiva risalente agli anni Sessanta?

Case di vampiri e ombre maledette!

Proprio così, in quanto, già nel lontano 1970, il compianto specialista in orrori da piccolo schermo Dan Curtis, creatore dello show e cui si devono, tra gli altri, classici del calibro di Trilogia del terrore (1975) e Ballata macabra (1976), diresse La casa dei vampiri, seguìto l'anno successivo da La casa delle ombre maledette, anch'essi resi finalmente disponibili da Warner Home Video - forniti di trailer quale extra - su supporto blu-ray.
Nel primo abbiamo Jonathan Frid impegnato a concedere anima e corpo a Barnabas Collins, star della serie, il quale, risvegliato dal suo sonno eterno, torna nella casa di famiglia a Collinwood spacciandosi per un cugino arrivato dall'Inghilterra e lasciando, nel frattempo, vittime in giro.
Mentre s'innamora di Maggie alias Kathryn Leigh Scott, non poco somigliante al suo perduto amore che fu, e spera in una cura a base di siero iniettato che, a quanto pare, potrebbe guarirlo dalla sua insaziabile sete di sangue.
Un'idea, quest'ultima, piuttosto originale e avanti coi tempi rispetto all'epoca in cui venne realizzato il film, che, senza dimenticare violenti impalamenti, a differenza della citata rilettura burtoniana privilegia cupe atmosfere gotiche e non punta affatto sui toni da commedia grottesca; pur mantenendo i personaggi principali di quella che, in fin dei conti, altro non fu che una soap.
Tutt'altra musica per il secondo lungometraggio, che abbandona la tematica vampiresca e i protagonisti originali per lasciare, di Dark shadows, soltanto la casa; ora ereditata da una coppia (il David Selby già presente nei telefilm e la Kate Jackson in seguito reclutata nelle Charlie's angels) noncurante del fatto che lui stia per essere posseduto dallo spirito del malvagio, antico proprietario del posto.
Quindi, con la donna in pericolo di morte e la circa ora e mezza di visione basata in particolar modo sulla tensione generata dal progressivo evolversi della sua tragica situazione, l'argomento cardine diventa in questo caso quello della dimora maledetta e infestata.
Un argomento che tanto avrebbe preso piede negli anni successivi, soprattutto dopo l'arrivo di Amityville horror (1979) di Stuart Rosenberg, la cui trama - come pure quella del suo primo sequel Amityville possession (1982) di Damiano Damiani - non sembra poi tanto distante da questa de La casa delle ombre maledette.

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