Cinecomic War: quali film hanno incassato di più al botteghino?

I Marvel Studios e la DC Comics (supportata dalla Warner Bros.) combattono una continua guerra al botteghino, chi l'ha spuntata sinora?

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Il cinema è una macchina in continuo movimento, fatta di molteplici ingranaggi ma anche di benzina che conferisce linfa vitale all'industria: il carburante, inutile girarci intorno, è rappresentato dai soldi. Budget e incassi, incassi e budget: un binomio che assicura la continuazione dei grandi franchise o lo stato di salute di una casa di produzione, oltre che il prestigio per il prodotto portato in sala. Una fetta ormai importantissima del cinema d'azione e di fantasia moderno è rappresentata dai cinecomic: un vero e proprio impero, i cui introiti derivati dal botteghino e dal merchandising affiliato al film garantiscono una vita solida e longeva ai grandi franchise come i Marvel Studios, oltre che una lineup che ormai si attesta sui due o tre film all'anno. L'ultima decade, o poco più, è stata costellata di grandissimi successi economici nel mondo dei cinecomic: vediamo quali sono le pellicole che hanno incassato di più.

L'impero Marvel

Non servono esperti di economia per asserire che, tra i film che hanno incassato di più nella storia dei cinecomic, ce ne sono diversi targati Marvel Studios. Sul tetto del mondo ci sono i due principali film corali del Marvel Cinematic Universe, ovvero The Avengers (2012) e The Avengers: Age of Ultron (2015). Le due pellicole, entrambe dirette da Joss Whedon, hanno incassato in due quasi 3 miliardi di dollari - nello specifico 1,5 il primo e 1,4 il secondo. Non poteva essere altrimenti, visto che si tratta di due cinecomic importantissimi: The Avengers rappresenta il culmine della Fase 1 del MCU e il film d'esordio dei Vendicatori messi insieme da Nick Fury; The Avengers: Age of Ultron era chiamato a confermare il successo colossale riscosso dal suo predecessore del 2012 - e, nonostante le polemiche su Joss Whedon e il successivo, amaro divorzio dai Marvel Studios per approdare nel DCEU, possiamo dire che l'obiettivo è stato raggiunto. Tranne casi eccezionali ogni film del Marvel Cinematic Universe è stato un discreto successo di critica e incassi, ma al fianco dei primi due Avengers ci sono da annoverare Iron Man 3, con poco più di 1,2 miliardi di dollari incassati, e Captain America: Civil War, i cui introiti ammontano a poco più di un miliardo di dollari in appena 24 giorni - lo stesso arco di tempo che ha impiegato Age of Ultron a incassarne 1,4. L'ultima pellicola uscita, Spider-Man: Homecoming, finora non ha battuto alcun record (ad oggi contiamo circa 634 milioni di dollari incassati worldwide), eppure ha fatto raggiungere ai Marvel Studios l'importantissimo traguardo dei 12 miliardi di dollari di introiti complessivi.

Il DCEU dei record

Il DCEU vanta alcuni casi davvero singolari nell'economia dei cinecomic: se, da un lato, le pellicole della Distinta Concorrenza hanno un rapporto piuttosto difficile e controverso con la critica, il discorso è completamente diverso con il pubblico. Tralasciando gli incassi più modesti de L'Uomo d'Acciaio e Suicide Squad - che si attestano, rispettivamente, sui 672 milioni e 668 milioni di dollari - sono i due cinecomic finora più rappresentativi dell'universo esteso DC a rappresentare esempi piuttosto atipici. Partiamo da Batman v Superman: Dawn of Justice, la visionaria pellicola di Zack Snyder che ha ricevuto pesanti stroncature dalla stampa mondiale. Eppure, nonostante le pessime recensioni, il film ha registrato un esordio al botteghini a dir poco da record: 166 milioni di dollari sul mercato americano e ben 420 milioni totali in tutto il mondo dopo il solo primo weekend in sala. Una cavalcata sempre più trionfale, che ha permesso al film di scalare le classifiche dei cinecomic più remunerativi di sempre, nonostante una brusca frenata prima del miliardo di dollari che lo ha fermato a 873 milioni: una battuta d'arresto figlia, probabilmente, del passaparola del pubblico, che a sua volta ha apprezzato davvero poco il film di Snyder. Poi abbiamo il bistrattato Wonder Woman: il film di Patty Jenkins sull'amazzone della DC ha riscosso un successo notevole di critica negli USA, molto meno in Italia. Questa situazione rispecchia anche l'andamento degli incassi, ma sul mercato nord americano Wonder Woman ha fatto registrare un altro importante record per il DCEU: al momento siamo a poco meno di 400 milioni di dollari, una cifra che segna il miglior incasso statunitense per una pellicola non sequel, nonché il miglior incasso per un film diretto da una donna. Onore a Diana di Themyschira e alla direzione di Patty Jenkins.


Gli outsider

Spostiamoci un po' più indietro nel tempo. Nella storia dei cinecomic più remunerativi non figura alcuna pellicola sugli X-Men, targati 20th Century Fox, ma possiamo annoverare più di qualche vecchia gloria. Sul versante Marvel, ad esempio, a vincere a mani basse è il binomio Sony/Columbia con la trilogia di Sam Raimi dedicata a Spider-Man: il primo film con Tobey McGuire è stato un vero e proprio spartiacque nella concezione moderna del cinefumetto e gli incassi gli hanno dato ragione con 822 milioni di dollari. Una cifra pazzesca, se si pensa che era il 2002 e che il cinema non godeva dell'attuale innalzamento dei prezzi derivato dalle prevendite online, dal 3D o altre visioni speciali. Il suo sequel, Spider-Man 2, non è riuscito a bissare lo stesso successo (nonostante sia considerato da molti il migliore della trilogia), incassando una cifra comunque importante di 784 milioni di dollari. Incredibilmente è la pellicola da molti ritenuta come la peggiore, Spider-Man 3, ad aver innalzato l'asticella della saga: l'ultimo capitolo con protagonista il Peter Parker di McGuire ha infatti incassato ben 891 milioni di dollari. Un successo derivato, evidentemente, dalla grande curiosità da parte del pubblico di vedere al cinema villain molto attesi come Venom e Hobgoblin, ma fu proprio l'incapacità di Raimi di gestire un grande numero di antagonisti e una trama troppo caotica a non far apprezzare particolarmente il film. Sappiamo tutti, poi, come è andata a finire, con l'esordio qualche anno dopo di Andrew Garfield in The Amazing Spider-Man: peccato che i due film diretti da Marc Webb abbiano dato inizio a un franchise rimasto incompiuto, poiché la recente acquisizione dei Marvel Studios dei diritti dell'Uomo Ragno ha portato Tom Holland a vestire i panni dell'arrampicamuri. Purtroppo nessuno dei nuovi Spider-Man ha eguagliato il successo di quello di Raimi e McGuire.


Christopher Nolan

L'abbiamo visto esplorare la psiche e la fantascienza, lo vedremo a breve con una pellicola di guerra con Dunkirk, ma Christopher Nolan è noto anche per aver fondato una vera e propria pietra miliare anche in questo settore, portando il concetto di cinema "d'autore" in un prodotto mainstream come il cinefumetto. Batman Begins nel 2006 è stato un successo assoluto, ma la consacrazione al botteghino è arrivata nel 2008 con Il Cavaliere Oscuro: il film, che vede il Batman di Christian Bale in una corsa contro il tempo ai limiti della follia contro il Joker di Heath Ledger e Due Facce, ha incassato poco più di un miliardo di dollari. Se consideriamo anche il tripudio di critiche positive e l'Oscar postumo all'interprete del clown, possiamo considerare Il Cavaliere Oscuro una colonna portante per l'economia della DC Comics e per l'ingente popolarità del personaggio nei confronti delle nuove generazioni. Il regista è riuscito a superarsi su ogni fronte con Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno, terza e ultima pellicola dell'atipica trilogia dedicata all'uomo pipistrello che ha incassato la bellezza di quasi 1,1 miliardi di dollari.