Bloody Valentines: 4 film per un San Valentino horror

Lontani da coccole e cioccolatini, andiamo ad esplorare l'universo horror di San Valentino attraverso quattro film in aria di cuori da... trafiggere!

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Come ogni anno, il fatidico 14 Febbraio è arrivato; quindi, siete pronti per festeggiare ancora una volta il San Valentino? Cosa avete in programma? Cenetta romantica o seratina al cinema davanti ad un grande schermo trasudante bacini e frasi scalda-cuore? È bene che sappiate, però, che l'immenso universo della Settima arte il cuore ha provveduto a scaldarlo più di una volta nel vero senso della parola, facendolo magari trovare servito in tavola dopo averlo abbrustolito per bene o, semplicemente, buttandolo nel fuoco dopo averlo estirpato dal corpo di qualche povero malcapitato. D'altra parte, se proprio in questo periodo si sta parlando di un Valentine DayZ a base di zombi che dovrebbe essere attualmente in post-produzione, non dimentichiamo che la ricorrenza annuale cara agli innamorati si è trovata in diverse altre occasioni al centro di film dell'orrore. Non a caso, se nel 2010 Jake McDowell ha raccontato nel suo Broken hearts di un tizio mascherato con la passione per l'eliminazione dei corteggiatori della collegiale che intende conquistare, sei anni più tardi il Valentine's day (come lo chiamano negli Stati Uniti) non è risultato assente neppure all'interno del collettivo Holidays. E vi sarebbero ancora altri titoli da menzionare, ma andiamone a riscoprire quattro dei più noti.

Il giorno di San Valentino (1981)

Rinchiuso in manicomio, Harry Warden fu l'unico sopravvissuto ad un incidente avvenuto vent'anni prima nella miniera di una cittadina americana dove, nel giorno di San Valentino, la tranquillità imperante viene interrotta da un misterioso individuo in tuta da minatore con la passione per lo sterminio di giovani coppie innamorate. Cavalcando l'onda del successo riscosso da Halloween - La notte delle streghe (1978) di John Carpenter e Venerdì 13 (1980) di Sean S. Cunningham, il cineasta di origini ungheresi George Mihalka si catapulta nel filone slasher - costituito da pellicole incentrate su fantasiosi omicidi ai danni di gruppi di persone all'interno di uno spazio più o meno chiuso - confezionandone un esempio che, rientrante probabilmente tra i meno noti insieme a titoli quali Jolly killer (1986) e Furia assassina (1986), si classifica senza alcun dubbio nell'elenco dei maggiormente coraggiosi e innovativi. Perché non solo si rivela costruito con discreta professionalità e capace di generare a dovere suspense (soprattutto nella lunga sequenza finale), ma non lascia affatto a desiderare in fatto di violenza esagerata, ingrediente decisamente insolito per una produzione d'inizio anni Ottanta. Sempre se - impegnati ad indovinare la non facile identità dell'assassino - avete modo di visionare la versione integrale del film, sguazzante tra bulbi oculari fuori dalle orbite e chiodi sparati in pieno volto, del tutto assenti nella pesantemente tagliata edizione dvd italiana.

Lovers lane - Viale dei delitti (1999)


Sotto la regia di Jon Steven Ward, si comincia con una coppia di amanti appartatisi in automobile e successivamente trucidati da un pericoloso individuo armato di uncino; prima ancora di venire a scoprire che, delle due, la vittima femminile altri non è che la compagna dello sceriffo locale. Un incipit che precede il balzo temporale destinato a trasportarci a tredici anni più tardi, quando non solo il maniaco riesce a fuggire dal manicomio come il Michael Myers del carpenteriano Halloween - La notte delle streghe, ma, in occasione del giorno di San Valentino, ha inizio una nuova mattanza ai danni della molto poco intellettualmente interessante gioventù portata in scena; che, oltretutto, non è detto sia il folle ad eliminare. Ma, se l'idea di base non brilla certo per originalità, in quanto il look dell'assassino uncinato squarta-innamorati derivato dalle leggende metropolitane era già stato sfruttato per caratterizzare il pescatore serial killer di So cosa hai fatto (1997) di Jim Gillespie e dei suoi due sequel, appare evidente il tentativo di riallacciarsi senza troppa fantasia alla moda cinematografica dello slasher movie riportato in auge da Scream (1996) di Wes Craven nella seconda metà degli anni Novanta. Perché le uccisioni si rivelano tutt'altro che memorabili, la regia è piatta e sciatta e l'unico elemento che incuriosisce è la presenza nel cast di Anna Faris, poi divenuta il volto della saga comico-demenziale Scary movie.

Valentine - Appuntamento con la morte (2001)


Chi è oggi il Jeremy Melton che, tredici anni fa, subì a scuola un atroce scherzo alla Carrie - Lo sguardo di Satana (1976) che finì per traumatizzarlo non poco? Interessa sicuramente scoprirlo alla combriccola femminile comprendente, tra le altre, la Marley Shelton di Planet terror e una scatenata Denise Richards, in quanto responsabili dell'accaduto e terrorizzate dal fatto che qualcuno abbia deciso di ucciderle l'una dopo l'altra, lasciando tranquillamente pensare che possa essere proprio il giovane cresciuto. Qualcuno che si nasconde dietro una maschera da Cupido il giorno di San Valentino e che, tra consegne di cioccolatini con tanto di vermi all'interno e utilizzo di coltelli, arco e frecce, accetta, trapano e, addirittura, un ferro da stiro (un debito nei confronti de L'iguana dalla lingua di fuoco del nostro Riccardo Freda?) per massacrare le proprie vittime prescelte, provvede a regalare l'indispensabile, liberatoria dose di fantasiosi delitti infarciti di splatter, come da regole dei migliori slasher. Del resto, il regista Jamie Blanks aveva già avuto modo di affrontare il filone tramite il non disprezzabile Urban legend (1998) e riconferma in questo caso le sue lodevoli doti di narratore horror; fin dalla primissima sequenza di tensione ambientata all'interno di un obitorio e con una Katherine Heigl pre-commedie romantiche impegnata ad affrontare l'omicida. Provvede l'apertissimo e insolito epilogo, poi, a testimoniare quanto l'elaborato riesca nell'impresa di apparire differente da quello che poteva rivelarsi l'ennesimo, banale epigono screamiano.

San Valentino di sangue 3D (2009)

Al timone di regia di San Valentino di sangue 3d vi è il Patrick Lussier autore di Dracula's legacy - Il fascino del male (2000) e, in seguito, della tamarrata Drive angry (2011), ma il plot - sceneggiato da Zane Smith e dallo stesso Todd Farmer che scrisse Jason X (2001) - altro non è che quello de Il giorno di San Valentino (1981) di George Mihalka; del quale, appunto, il lungometraggio è un rifacimento in tre dimensioni. Infatti, non mancano picconi e oggetti assortiti scaraventati verso la macchina da presa nel corso del nuovo massacro attuato il 14 Febbraio dal serial killer in abito da minatore per rendere chiaramente omaggio all'immediata spettacolarità shock dei prodotti slasher anni Ottanta, anziché pensare di ricorrere al dilungato sadismo tipico del più realistico splatter post-11 settembre 2001 alla Saw e Hostel. Quindi, sebbene si approdi ad una soluzione finale già sfruttata altrove, gli ottimi effetti speciali di trucco per mano dello specialista Gary J. Tunnicliffe regalano un ricco comparto rosso emoglobina al fine di arricchire di brividi l'esile idea di partenza. E, con l'icona horror Tom Atkins (lo ricordate in Creepshow e nel primo Maniac cop?) inclusa nel cast di giovani promesse comprendente Jensen"Supernatural"Ackles e Jaime"Sin city"King, ciò che viene fuori è un godibilissimo remake fedele quanto basta al prototipo e che, notevole dal punto di vista tecnico, non manca di giostrare a dovere anche le sequenze di tensione (non male quella che si svolge nottetempo in un supermercato).

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