Speciale Biancaneve

Conosciamo meglio i protagonisti di Biancaneve

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Esce oggi nelle sale italiane Biancaneve, precedentemente conosciuto come “Mirror Mirror”. Una visione fresca e colorata della classica fiaba, ad opera del celebre regista Tarsem Singh, con protagoniste Lily Collins e Julia Roberts. Abbiamo già pubblicato recensione del film, che trovate qui. Oggi scopriremo qualche curiosità in più sul nuovo film di Singh, e vi presenteremo una clip esclusiva riservata a voi lettori di Movieye, che potete visionare nel player qui sotto o, in alta definizione, sulla nostra web tv .

L’intramontabile fiaba di Biancaneve prende vita nel divertente ed originale adattamento di Tarsem Singh (Immortals, The Cell - La Cellula). Il regista riporta sul grande schermo una delle attrici più amate dal pubblico e dalla critica internazionale, il Premio Oscar® Julia Roberts, che indosserà i panni di un’affascinante quanto spietata Strega Cattiva, che non si rassegna al passare del tempo e si impegna a distruggere, ad ogni costo, la bellezza di Biancaneve.
Nel cast del film, oltre a Julia Roberts (Erin Brockovich, Mangia Prega Ama), Lily Collins (The Blind Side, Priest), Armie Hammer (The Social Network), Nathan Lane (Piume di Struzzo), Sean Bean (Il Trono di Spade) e Mare Winningham (Brothers).

La produzione

Una giovane principessa innocente, una matrigna cattiva, un principe affascinante e sette nani che vivono nel bosco; a prima vista gli elementi dell’ultimo film di Tarsem Singh potrebbero sembrare familiari, ma il pubblico resterà sorpreso e deliziato dai nuovi risvolti coi quali questo visionario regista è riuscito ad arricchire una fiaba antica come Biancaneve.
Secondo quanto racconta Bernie Goldmann, che ha collaborato assieme al produttore Josh Pate e alla sceneggiatrice Melisa Wallack, durante lo sviluppo della sceneggiatura, sono stati ispirati dalla fotografia di una modella vestita come l’eroina della celebre fiaba. “La nostra intenzione era quella di fare una versione cinematografica della fiaba classica, con attori in carne e ossa, che però conservasse l’atmosfera di un film di animazione. Ci siamo resi conto del fatto che era una storia fantastica che non era mai stata esplorata in termini narrativi in un film che non fosse di animazione”.
Riguardo alla scelta di un regista in grado di trasformare il concetto in realtà, Goldmann spiega perchè Tarsem Singh rappresentasse la scelta più ovvia. “Tarsem era il filmmaker perfetto per dirigere questo film”, afferma Goldmann. “Sa come migliorare una storia attraverso il colore e la luce ed ha grande familiarità con la ‘grandezza’ che volevamo per questo film. Non c’è nessun altro come lui”.
Per Singh, che stava ultimando le riprese del film d’azione, Immortals, per Relativity Media, questo progetto rappresentava l’opportunità di mettersi alla prova con qualcosa che non aveva mai fatto prima di allora: un film per famiglie che mescola azione, commedia e complotti con la sua peculiare visionarietà sfavillante. “Questo era uno dei pochi progetti in cui mi interessava cimentarmi”, spiega Singh. “Aveva un’energia totalmente diversa rispetto agli altri miei film e m’interessava molto la possibilità di aggiornare una storia classica ed eterna come questa”.

Il recupero della tradizione

Una volta trovato il regista, la sceneggiatura ha iniziato a prendere forma, divenendo un film spettacolare, reso ancor più vivace dallo humour e dal tema romantico. Singh e Goldmann hanno deciso che il modo migliore per individuare un approccio unico, rispetto alla fiaba classica, fosse di ritornare alla storia originale. Hanno così scoperto un vasto numero di possibilità. “La storia è stata tramandata per cinque o seicento anni in tutta l’Europa, in paesi diversi e con versioni differenti”, racconta Goldmann. “Nel film abbiamo incorporato quello che abbiamo scoperto durante le nostre ricerche”.
Come spiega anche Singh: “Tornare alla storia originale è stata una scelta assai importante. Ci sono migliaia di varianti diverse, che si sono sviluppate rispetto alla versione originale, e ci hanno ispirato alcune idee che successivamente sono state utilizzate nel film”.
Ad esempio, in alcune delle prime versioni, i nani si mantengono facendo i briganti. Per dirla con le parole di uno dei personaggi del film “rubano ai ricchi...per se stessi”. “Abbiamo ritenuto che questo fosse un buon elemento da recuperare”, afferma Goldmann. “E’ una cosa che arricchisce molto i loro personaggi. Essi sono stati emarginati dalla società e questa è la loro forma di vendetta”.
“In alcune delle storie, abbiamo anche scoperto una sorta di bestia che viveva nel bosco e abbiamo deciso di includerla nella nostra versione”, prosegue Goldmann. “Poi abbiamo ampliato il ruolo del Re, aggiungendo un elemento misterioso che lo riguarda”.
Oltre alle diverse versioni storiche della fiaba di Biancaneve, Singh ha attinto anche dalla sua sconfinata immaginazione per trovare l’ispirazione. “Sin dall’inizio sapevo che il centro della storia sarebbe stato il rapporto tra la Regina, Biancaneve e il Principe”, spiega.
Goldmann è certo che il film piacerà al pubblico di tutte le età e vorrebbe che si conquistasse un posto accanto ad altri grandi adattamenti cinematografici di fiabe classiche. “Mi auguro che questo film diventi una delle pellicole preferite per tutte le famiglie e che riesca a ridefinire la storia di Biancaneve”.

LA PIU’ BELLA DEL REAME

Mentre Singh e Goldmann erano occupati a scrivere la storia di Biancaneve, un personaggio che nella versione tradizionale della fiaba rimane in secondo piano, ha iniziato a rivendicare il suo posto al centro della storia, trasformandosi in un ‘villain’ spinto da motivazioni complesse. “Nella versione più famosa della storia, la motivazione alla base del comportamento della Regina è la vanità”, chiarisce Singh. “Nel nostro film, invece, ciò che la spinge è la brama del potere: vuole controllare il regno e la sua bellezza è il mezzo per ottenere questo scopo”.
Astuta, vanitosa e totalmente amorale, la Regina avrebbe facilmente potuto trasformarsi nella classica, banale ‘cattiva’ cinematografica, ma Singh aveva un’idea molto più complessa ed ha fatto una scelta di casting tutt’altro che convenzionale. Per il ruolo dell’epitome del male, voleva un’attrice che rappresentasse esattamente il contrario per la stragrande maggioranza del pubblico cinematografico. “Immaginavo la Regina come malefica, oscura e malvagia ma anche irresistibilmente affascinante”, sottolinea il regista. “Julia Roberts è così intensamente carismatica che è stata capace di fare tutto questo senza sforzo”.
La Roberts ha fatto ricorso a tutto il suo magnetismo nel ruolo della strega priva di scrupoli, che mira ad un facoltoso e giovane Principe e prova un odio smisurato nei confronti della figliastra. “E’ stata la nostra prima e unica scelta per questo ruolo”, afferma Goldmann. “La sua risata e il suo sorriso l’hanno resa un’icona. Qui, quelle sue stesse caratteristiche diventano un aspetto del suo lato malvagio. E’ divertente vedere la sua immagine capovolta”.
Con la sua interpretazione anticonvenzionale, la Roberts ha conferito una dimensione del tutto nuova al ruolo. “Chi c’è di meglio per il ruolo della regina cattiva della donna più amata d’America?”, si domanda il produttore Kevin Misher. “Chiedere a qualcuno come la grande Julia Roberts di impersonare una delle cattive classiche nella storia delle fiabe, rappresentava una grande opportunità per creare qualcosa di fresco e innovativo”.

Dualità

Giulia Roberts, che conosceva i film diretti da Singh, è rimasta immediatamente incuriosita dalla storia. “I suoi film sono così visivi, originali e interessanti” dice. “Mi sono sempre chiesta come faccia. Il suo coraggio ha conferito al film un senso d’integrità incredibile, che ha permesso a tutti gli attori di realizzare appieno questi personaggi. La storia dei Grimm è lunga poche pagine, mentre il film della Disney, che non ha niente a che vedere con il nostro, dà solo una limitata interpretazione dei personaggi. Tarsem racconta la storia a un livello molto più ampio”.
La Roberts spiega che l’aspetto multidimensionale del suo personaggio è stato un altro incentivo che l’ha spinta ad accettare il ruolo. “C’è la componente della doppia personalità che mi ha molto incuriosita”, spiega l’attrice vincitrice dell’Oscar. Vediamo la Regina come appare nella vita quotidiana e poi, ovviamente, come il riflesso della Regina nello specchio. La Regina dello Specchio è più calma e composta. Possiede il potere e la sicurezza che la Regina fa fatica a mantenere”.

Giovane e innocente

Fondamentalmente, il film rimane la storia di una giovane donna che affronta una serie di sfide e difficoltà. Come spiega la stessa Roberts, “La Regina rappresenta solo il conflitto. Lily Collins è notevole nel ruolo di Biancaneve. E’ esattamente come pensi che Biancaneve debba essere. Mi ha letteralmente incantata, perché è una ragazza molto giovane, ma è già una professionista. E’ stata molto carina, anche se il mio personaggio è terribilmente cattivo e antipatico nei suoi confronti, lei è sempre stata molto dolce con me”.
La Collins, che si è fatta conoscere con The Blind Side e Abduction, ha osservato incantata la trasformazione della Roberts. “Julia ha quel sorriso che tutti amano così tanto, ma qui lo usa in maniera quasi sinistra e spaventosa. Biancaneve, essendo giovane e innocente, non si rende conto della vera natura malefica della Regina. All’inizio, lei ha il sopravvento, ma poi alla fine Biancaneve usa le sue stesse parole contro di lei. E’ stato molto strano dover essere cattiva nei confronti di Julia Roberts”.

Un appeal universale

I filmmakers hanno fatto delle lunghe ricerche per trovare un’attrice in grado d’incarnare l’innocenza e la determinazione di Biancaneve, hanno impiegato un mese a fare audizioni a circa 300 ragazze, prima di riuscire a scovare la Collins. “Nel momento esatto in cui è entrata, tutti hanno capito che Lily era la nostra Biancaneve”, racconta Misher. “E’ stata scelta il 1° Aprile, perciò, quando il suo agente l’ha chiamata 24 ore dopo il provino, ha pensato che fosse un pesce d’aprile. Al giorno d’oggi è molto difficile trovare un’attrice in grado di incarnare la grazia di Audrey Hepburn e la classe di Elizabeth Taylor e che non sia vittima dei vizi contemporanei. Lily sembrava incarnare il bene classico di cui il personaggio di Biancaneve aveva bisogno”.
Goldmann concorda: “Biancaneve è amata dalla natura e ama la natura. E’ bella fuori così come lo è dentro. Le ragazze di oggi sono così sofisticate che a 21 anni ne dimostrano 35. Mentre Lily sembra giovane e innocente. Trasuda genuinità, e questa non solo appare sullo schermo ma anche nella vita reale, ed era proprio quello che cercavamo”.
Questo approccio alla storia dà origine a un personaggio più attuale, secondo la Collins. “Adoro l’idea che siamo riusciti a modernizzare l’immagine di Biancaneve. All’inizio della storia ricorda molto la classica Principessa della fiaba, che tutti abbiamo imparato a conoscere: ingenua e con gli occhi sgranati. E’ rimasta rinchiusa nella sua torre, inconsapevole di quanto accadesse all’esterno. Poi, con l’evolversi della storia diventa una ragazza in grado di combattere per ciò in cui crede. Dal momento che capisce chi è veramente, Biancaneve si apre al mondo e diventa una giovane donna”.
Collins crede che il personaggio possegga un appeal universale. “Credo che ogni donna, sia giovane che adulta, abbia un po’ di Biancaneve dentro di lei”, dice. “Abbiamo cercato di fare tutto ciò con grande humour. E’ una commedia avventurosa per tutta la famiglia”.

Il principe Alcott

Anche lo spasimante di Biancaneve, il Principe Alcott, è stato sottratto dal reame dei classici personaggi delle fiabe ed è stato trasformato in un eroe più contemporaneo. Il Principe, che è interpretato dall’attore Armie Hammer, è una figura che ha un ruolo chiave nel conflitto tra Biancaneve (che gli chiede aiuto per riconquistare il suo trono), e la matrigna (che tenta in ogni modo possibile di sposare il bel giovane). “Ci sono molti pochi attori in grado di comportarsi con un senso di dignità e regalità, oltre che con la goffaggine e la spiritosaggine che a volte il film richiede”, avverte Misher. “Armie è in grado di muoversi agilmente tra la solennità e la totale mancanza di autocoscienza. Credo che gli uomini s’identificheranno facilmente con lui, mentre le donne se ne innamoreranno. E’ questa la definizione stessa di stella del cinema”.
Hammer, che è alto un metro e ottanta ed è il classico bel ragazzo, sembrava nato per questo ruolo, sostiene Goldmann. “Se ci fosse un Principe d’America, non potrebbe essere che Armie. E’ un ragazzo molto bello e imponente, ma in questo film vediamo un lato totalmente diverso di lui. E’ accessibile, affascinante e divertente. Tutti sul set lo consideravano come il loro miglior amico”.

Effervescenza

La Roberts concorda con la scelta di Hammer. “Prima di tutto, è un giovane davvero simpatico”, conferma. “Abbiamo girato assieme delle scene lunghe ed era molto preparato, oltre che divertente in questa parte. Ha conferito grande humour e onestà al suo personaggio. Non ci si stanca mai di vederlo recitare”.
La possibilità di lavorare assieme alla Roberts rappresentava un’attrattiva enorme per Hammer. “Ha portato tutta la Julia che conosciamo in questo ruolo, il che è fantastico. E’ stato incredibile vederla al lavoro, perché è così padrona dei suoi strumenti. Ogni movimento, ogni gesto, erano precisi. Il pubblico vedrà una Julia che non ha mai visto prima”.
Inizialmente, Hammer ammette di aver provato dello scetticismo nei confronti del ruolo del Principe Azzurro. “Sembrava una cosa così sdolcinata”, dice. “Ma ho parlato delle mie perplessità assieme a Tarsem e lui mi ha assicurato che avrei contribuito alla creazione del personaggio. Disse che voleva fare un film sulla ricerca del coraggio, dell’amore, del proprio posto nel mondo, pieno di humour e caratterizzato da una grande recitazione. Il suo entusiasmo per il progetto è stato contagioso. Ha portato con sé un’effervescenza inarrestabile sul set, dando sempre il mille per mille in ogni cosa. Non puoi fare a meno di sentirti galvanizzato quando ti trovi sul set assieme a lui”.
Hammer si è reso conto di avere di fronte un personaggio in cerca di uno scopo, proprio come Biancaneve. “Il Principe ha molte qualità”, racconta. “Come ogni buon Principe è stato addestrato a combattere e a danzare. Conosce la storia, la scienza e la matematica. Comprende il mondo, anche se solo sulla carta. Non sa come stanno le cose realmente, perciò decide di andare alla ricerca dell’avventura, e all’inizio ne trova molta più di quanta ne possa gestire”.

Brighton

Discostandosi dalla fiaba originale, i filmmakers hanno aggiunto un personaggio cruciale alla corte della Regina: Brighton, il suo fedele e imbranato servo. “Brighton ricopre il ruolo del cacciatore che abbiamo imparato a conoscere nella fiaba tradizionale”, osserva Goldmann. “E’ una parte molto complessa. E’ lui che decide se Biancaneve debba vivere o morire, ma è anche l’aiutante della Regina. Mentre cercavamo l’attore giusto da affiancare a Julia, il suo personaggio ha iniziato a definire il modo stesso in cui il film sarebbe stato”.
Ad interpretare la parte di Brighton è l’attore vincitore del Tony® e dell’Emmy®, Nathan Lane; grazie a lui il ruolo si è trasformato in una sorta di tour de force comico. “Nathan ha influenzato molte altre performance del film”, racconta Goldmann. “E’ un attore comico molto dotato. E’ generoso con gli attori coi quali interagisce”.
Brighton interpreta il ruolo del servo della Regina, che viene costantemente maltrattato anche se cerca sempre di dare il meglio di sé per renderla felice, come ribadisce Lane. “Ma non fa altro che deluderla. Credo sia un po’ come immagino debba essere l’assistente di Faye Dunaway. Ma in questo caso, fortunatamente, conferisce una grande dose di comicità”.

Brio

Con il suo caratteristico brio, Lane spiega le ragioni che lo hanno spinto ad accettare il ruolo. “Ho accettato la parte per il costume”, dice. “E’ stata l’opportunità di vestirmi come il defunto Shirley Booth che mi ha spinto a interpretare il ruolo di Brighton”.
In realtà, dice, era felice di poter lavorare assieme alla Roberts. I due si erano conosciuti alcuni anni prima in occasione di un evento benefico per il Hole in the Wall Gang Camp, di Paul Newman. “Ho pensato che ci saremmo divertiti molto assieme”, dice Lane. “Il suo personaggio è abbastanza simile a quello che ha interpretato in Il Matrimonio del Mio Migliore Amico, solo più malvagio. Il suo personaggio non è affatto gentile, ma quelle dei cattivi sono sempre le parti migliori. Se interpreti la Regina Cattiva, parte del divertimento deriva dal fatto di impersonare qualcuno che apparentemente è privo di coscienza. E poi è favolosa in quegli strepitosi costumi”.
Il rapporto tra Lane e la Roberts è diventato uno dei pezzi forti comici del film. “Assieme hanno conferito un senso di allegria alle azioni malvagie che tramano”, dice Misher. “Per gli adulti sono i cattivi e, allo stesso tempo, sono gli elementi di comicità per i bambini. La parte, originariamente, era stata concepita come un ruolo minore, ma con un attore di talento come Nathan si è trasformata in un ruolo da star”.

Sette nani...fuori dal comune

Dopo essere stata abbandonata nel bosco da Brighton, Biancaneve si ritrova circondata da una banda di fuorilegge, in cui nessuno supera il metro e mezzo di altezza. Singh ha reinventato i familiari personaggi dei piccoli minatori trasformandoli in una gang di banditi attaccabrighe, che si sono dati al crimine dopo essere stati costretti a lasciare le loro confortevoli vite nel villaggio. “La Regina, a cui interessa solo la bellezza esteriore, li ha esiliati perché non rientrano nei suoi standard ideali di bellezza”, spiega Goldmann. “Questo dettaglio arricchisce la narrazione conferendo profondità emotiva ai personaggi, in modo che sia più facile il processo di identificazione da parte dello spettatore”.
Per la sua reinterpretazione dei famosi Nani, Singh ha trovato sette fantastici attori. “Abbiamo avuto una gran fortuna con tutto il cast di questo film e questi attori non fanno eccezione”, sottolinea. “Il livello di energia e creatività che hanno portato in questa storia è fenomenale”.
Invece di attingere l’ispirazione dai famosi personaggi animati, i filmmakers hanno permesso ad ogni singolo attore di creare un personaggio originale. “Prima abbiamo scelto gli attori e poi abbiamo sviluppato i personaggi attorno alle loro personalità”, spiega Goldmann. “Tutti gli attori hanno partecipato ad un workshop che li ha aiutati a definire i loro ruoli. Ognuno di loro ha dovuto contribuire con qualcosa di speciale nell’aiutare Biancaneve a crescere e a diventare una donna”.

Piccoli maestri

Con questo concetto bene a mente, i personaggi di Butcher, Grimm, Half-Pint, Napoleon, Wolf, Chuckles e Grub (rispettivamente Martin Klebba, Danny Woodburn, Mark Povinelli, Jordan Prentice, Sebastian Saraceno, Ronald Lee Clark e Joe Gnoffo) hanno iniziato a prendere forma. Come spiega lo stesso Klebba, “Io mi chiamo Butcher perché ero il più grande macellaio della città. Half-Pint era il proprietario del pub locale. Grimm era un insegnante. Ognuno di loro proviene da un ambito diverso della società di cui faceva parte. Il loro unico elemento comune è l’essere stato allontanato a causa dell’altezza”.
Come spiega anche Clark, “Dopo essere stati banditi dal Regno, noi sette diventiamo una famiglia. Litighiamo tutto il tempo ma riusciamo comunque a rimanere assieme perché sappiamo quanto bisogno abbiamo l’uno degli altri”.
Biancaneve, una volta rimasta sola, può contare solo sull’aiuto dei sette uomini, che le insegnano come funziona il mondo. Man mano che impara a conoscere i suoi improbabili mentori, anche il pubblico scopre i loro rispettivi talenti. “Ognuno di noi le insegna qualcosa di diverso, come combattere con la spada, lottare e comportarsi in battaglia. Ma soprattutto le insegniamo a credere in se stessa”, spiega Woodburn.
La Collins ha lavorato a stretto contatto con tutti loro, sviluppando un senso di cameratismo non diverso da quello che si vede sullo schermo tra Biancaneve e i Sette Nani.
Come spiega lei stessa, “Martin, Danny, Mark, Sebastian, Jordan, Ronald e Joe son fantastici. Hanno dato vita a dei personaggi memorabili, che creano un gruppo perfetto, nonostante le loro differenze”.

Last, but not least

Completano un cast già di per se illustre, l’attrice candidata agli Oscar, Mare Winningham, nel ruolo di Margaret, la confidente di Biancaneve a Palazzo; l’attore candidato agli Oscar, Michael Lerner, nel ruolo del Barone, le cui goffe avances romantiche mandano su tutte le furie la Regina; l’attore vincitore del SAG Award, Sean Bean, nella parte del Re, il gentile e sfortunato padre di Biancaneve; e il giovane attore esordiente inglese Robert Emms, nel ruolo di Charles Renbock, fedele valletto del Principe e suo riluttante compagno di viaggio.
Singh è rimasto molto soddisfatto degli sforzi profusi dal cast di attori secondari, che hanno aiutato a popolare il mondo di fantasia da lui creato, come spiega lui stesso, “Vuoi sempre avere dei grandi attori nei tuoi film. La speranza è quella di fare un film che resista al test del tempo e un cast di bravi attori secondari è ciò che lo rende possibile”.
La qualità del cast è la prova del talento di Singh e della sua immaginazione, secondo la Roberts. “Ciascuno ha contribuito con un’incredibile interpretazione del proprio personaggio”, dice. “Credo che ciò sia dovuto al fatto che ognuno di noi era impaziente di aiutare Tarsem e di far parte del luogo magico che ha inventato”.

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