Berlinale 65

Speciale Berlinale 65: si parte con Juliette Binoche: Malick, Wenders ed Herzog i più attesi

Al via la 65esima edizione del Festival Internazionale di Berlino, affettuosamente chiamato Berlinale: tanti i nomi attesi

speciale Berlinale 65: si parte con Juliette Binoche: Malick, Wenders ed Herzog i più attesi
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Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

Ci siamo: ieri sera, con la cerimonia d’apertura ufficiale, ha preso il via l’edizione numero 65 del Festival Internazionale di Berlino, affettuosamente chiamato Berlinale. A presiedere la giuria che giudicherà il concorso il regista premio Oscar Darren Aronofsky, che ha promesso una gestione democratica assieme al resto dei suoi colleghi (composta, tra gli altri, anche dall’italiana vedova di Dino, Martha De Laurentiis, la francese Audrey Tautou e dal tedesco Daniel Brühl). Un compito non sempre facile, che si dimostra particolarmente insidioso quest’anno in cui la promessa di rendere il concorso più interessante sembra essersi fatta realtà grazie ai grandi nomi e, soprattutto, ad una forte presenza femminile che fin dal primo giorno ha dimostrato di voler entrare di diritto all’interno della kermesse senza bussare alla porta. Lo dimostra Isabel Coixet, che con un cast tutto in rosa presenta come film d’apertura Nobody wants the night - un onore concesso prima di lei solo a Margarethe Von Trotta nel 1983.

Uno spazio italiano all’interno di grandi nomi

Anche l’Italia porta fieramente la sua parte di quote rosa sia nel reparto regia che in quello attoriale: il primo viene rappresentato dal debutto di Laura Bispuri, che porta la sua opera prima dal titolo Vergine Giurata interpretata da quella che ormai è diventata una vera e propria bandiera del nostro cinema, ovvero l’attrice Alba Rohrwacher. Interessante anche la sinossi del film, che sembra voler puntare proprio alla parità di diritti fra uomo e donna, un tema particolare che rimarca quello che pare essere il clima generale di quest’anno al Festival.
La competizione è però molto accesa, non solo tra donne ma anche tra ‘casalinghi’. Sono molti infatti i graditi ritorni di registi tedeschi che da tempo mancavano al Festival, tra cui quello di Wim Wenders che torna con Everything will be fine: nel cast James Franco, Charlotte Gainsbourg e Rachel McAdams, attesissimi sul tappeto rosso e sicurezza per quanto riguarda il glamour festivaliero che, si sa, non può mai mancare. A fare compagnia a Wenders il connazionale Werner Herzog, pronto a presentare il suo Queen of the Desert anche lui con James Franco, stavolta affiancato da Nicole Kidman e Robert Pattinson - in programmazione nel secondo giorno di Festival e quindi tra i primi ad essere visti e giudicati.

Le sorprese più attese: Malick e Branagh

Domenica sarà invece il grande giorno di Terrence Malick che presenta a sorpresa, dopo aver mancato l’appuntamento Cannes, il suo attesissimo Knight Of Cups che ha come protagonisti Christian Bale, Natalie Portman e Cate Blanchett. Gli ultimi tre film di Malick hanno girato tutti i festival europei ( Tree of Life, Palma d’Oro a Cannes, e To the Wonder a Venezia), la tappa Berlinese sembra essere quindi la fine di un viaggio, un altro ritorno verso quella casa che già nel 1999 consegnò al regista l’Orso d’oro per La sottile linea rossa.
Il festival manterrà un altissimo profilo fino alle battute d’arrivo: il 13 infatti si riserva l’ultimo colpo di coda con Kenneth Branagh che fa vestire a Lily James la famosa scarpetta di cristallo in Cinderella: con lei, un principe di nome Richard Madden (meglio conosciuto per il ruolo di Robb Stark in Il Trono di Spade), e una matrigna dalle fattezze di Cate Blanchett. Un finale degno del viaggio che il Festival di Berlino sembra offrire, quest’anno, più completo ed emozionante che mai.