Berlinale 65

Speciale Berlinale 65: Day 08

Ottavo giorno di festival e il cielo è azzurro sopra Berlino: arriva Laura Bispuri, che ruba la scena con Vergine Giurata

speciale Berlinale 65: Day 08
Articolo a cura di
Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

Ottavo giorno per la Berlinale, completamente occupato da una presenza italiana attesissima e ben accolta: è infatti il giorno di Vergine Giurata, opera prima della regista Laura Bispuri che parte proprio con un film in concorso. Ad essere raccontata è la storia di Hana (interpretata dall’ormai presentissima Alba Rohrwacher), giovane orfana albanese che si trova a crescere all’interno di una nuova famiglia e a combattere con le regole che la società impone alle donne: sembra essere questo il motivo scatenante della sua trasformazione, che la porta a decidere di diventare una “vergine giurata” - ovvero essere a tutti gli effetti un uomo per il suo villaggio rinunciando però totalmente al suo corpo, che non deve essere mai più toccato. Un progetto ambizioso accolto in maniera inaspettatamente positiva dalla stampa presente in sala alla proiezione. Bisognerà attendere stasera per la proiezione con il pubblico e le prime vere impressioni al di fuori della stampa, ma intanto le prime delucidazioni arrivano dall’incontro con il cast e la regista, decisamente illuminante.

Laura Bispuri “Prima volta a Berlino, sono felice ma ansiosa”

Probabilmente è da imputare all’immaturità artistica di Laura Bispuri e all’evidente pressione che il Concorso di Berlino poggia sulle sue spalle il comportamento tenuto in conferenza stampa: la regista si presenta infatti estremamente articolata e molto posata, sfociando in alcuni momenti in una involontaria supponenza perdonabile dalla completezza delle risposte. Poche domande ma interessanti ed articolate le risposte, a partire dall’elemento corporeo del film, che definisce fondamentale: « Ho sempre immaginato che il percorso italiano della protagonista sia come il racconto di un corpo congelato, che pian piano compie piccoli passi per liberarsi. La scena vicina al finale serve a questo: quando Mark/Hana si asciuga i capelli dimostra di essere riuscito a stare a proprio agio con questo corpo. » Si parla anche del simbolismo legato all’elemento acqua, e alla scelta di far evolvere gran parte della storia all’interno delle piscine: « Quando ci siamo trovati ad immaginare un luogo che dovesse frequentare Mark mi sembrava importante che un percorso così costretto fosse a contatto con un luogo così libero come la piscina, e con dei corpi spogliati. Questo sport è una sintesi dell’immagine femminile dei nostri tempi, queste ragazze nuotano in acqua molto truccate, spesso devono sorridere, è un richiamo ad una femminilità che deve essere ancora perfetta, nostro grande limite. Per questo il rapporto che si instaura tra Jonida e Mark riflette il processo di liberazione. »

Alba Rochwacher: “Con Laura un rapporto quasi simbiotico”

La giovane Alba Rohrwacher è invece nella sua timidezza una garanzia: anche lei però parte con il piede giusto e racconta il suo rapporto con Laura Bispuri, a quanto pare vero motore del loro successo lavorativo. « È stata la sua fiducia nei miei confronti e nel lavoro che avremmo potuto fare insieme a darmi il coraggio e forse l’incoscienza di intraprendere questa impresa spericolata. Le sono grata per essermi stata così vicino ed aver condiviso un percorso indimenticabile. » Un’esperienza quindi positiva, che a quanto pare è condivisa anche dalla regista. « Alba era per me l’unica scelta possibile. Abbiamo parlato molto e letto insieme varie stesure della sceneggiatura, e ci siamo anche divertite a provare diverse camminate, gestualità, cercando dei riferimenti maschili. Il percorso lungo ma non così difficile, perché Alba è entrata subito dentro il personaggio. A volte sul set ci scambiavano i nomi per quanto eravamo ormai collegate, forse perché entrambe ci siamo innamorate subito di Mark. »