Berlinale 65

Speciale Berlinale 65: Day 06

E il sesto giorno arrivò Wim Wenders, che con Every Thing Will Be Fine diventa assoluto protagonista della giornata

speciale Berlinale 65: Day 06
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Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

Ormai entrato nella sua seconda metà, il Festival sembra aver finalmente ingranato una buona marcia: sesto giorno e di nuovo, dopo la straordinaria prova di Pablo Larraìn e del suo The Club (che aveva a ben vedere già preso il posto di un altro gigante, Terrence Malick con il suo Knight of Cups) il festival spara la sua terza cartuccia consecutiva e va a segno, confermando la qualità del suo concorso con un enorme maestro. È stato presentato infatti alla stampa l’ultimo lavoro di Wim Wenders intitolato Every Thing Will Be Fine, che ha come protagonisti principali James Franco, Charlotte Gainsbourg e Rachel McAdams. Una pellicola attesissima qui alla Berlinale che non ha deluso le aspettative, presentandosi come una vera e propria lezione di stile per chiunque voglia intraprendere il mestiere di regista. Un lavoro elegante, di gran classe e profondamente emotivo che rimette in gioco la corsa all’Orso d’Oro, a questo punto della competizione più aperta che mai.

Wim Wenders: “quando ho scoperto il 3D era l’inizio di una nuova era”

Presente in conferenza stampa, un Wim Wenders gentile e pacato ha portato ai giornalisti la stessa serafica classe che si rispecchia nelle sue immagini, raccontando la genesi del film e rivelando un piccolo azzardo finale: « Quando ho saputo dell’apertura della selezione, il film era ancora in fase di montaggio del suono e stavo lavorando con Alexandre (Desplat, compositore della colonna sonora, ndr). È stato un azzardo decidere di proporlo, anche perché il film è stato ufficialmente terminato tre giorni fa, a festival già iniziato. »
Il regista tedesco ha anche avuto modo di parlare delle qualità del 3D e della sua decisione di utilizzarlo di nuovo dopo Pina: « Avevo da tempo voglia di girare una storia in 3D drammatica, e quando è arrivato lo script sapevo che sarebbe stato perfetto. »

Un lavoro interiore: l’esperienza di James Franco e Charlotte Gainsbourg

L’esperienza degli attori nel girare con un regista del genere è certamente particolare, e nel caso di Charlotte Gainsbourg e James Franco sembra essere addirittura opposta. « Quando io e Wim ci siamo incontrati per la prima volta abbiamo parlato molto del personaggio, e nonostante la sua maniacale precisione nella composizione dell’inquadratura sul set ho avuto sempre l’impressione di avere molto spazio. Mi ha guidato e ho comunque creato un suo personaggio, ma il suo tocco è stato davvero leggero. » Racconta James Franco, a cui segue invece l’esperienza diversa di Charlotte Gainsbourg: « Mi sono sentita fortunatissima quando mi ha chiesto di fare questo film, e nel parlarne con lui ho trovato una direzione diversa rispetto a quella che avevo per il mio personaggio. Lui ha avuto l’abilità di portarmi da un’altra parte. »