Berlinale 63

Speciale Berlinale 63 - I vincitori

Tutti i premi di Berlino 63, commentati

Articolo a cura di
Luca Chiappini Luca Chiappini è un divoratore del web, studioso e appassionato di cinema e serie tv, di tecnologia e in generale di tutto ciò che è nerd. Ama viaggiare il mondo attraverso i festival: è stato in giuria della sezione Classici al festival di Venezia nel 2013 e, fra gli altri, è stato ai festival di Tokyo, Berlino e Cannes. E’ anche videomaker e programmatore di siti web, a tempo perso. Cercatelo su Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn.

Nevischio e gelo nella Berlinale che si conclude con i cuori accaldati e l’animo incendiario della passione cinefila. I magnifici 7 della giuria - Shirin Neshat, Tim Robbins, Susanne Bier, Andreas Dresden, Athina Rachel Tsangari, Ellen Kuras e il presidente Wong Kar-Wai - hanno decretato i vincitori del grande oggetto del desiderio: quell’Orso d’Oro che solo un anno fa ha premiato i fratelli Taviani per Cesare deve morire. Eppure i vincitori non convincono pienamente questa redazione. Vediamo i vincitori uno per uno e tiriamo le somme di un’edizione comunque ricca e molto interessante.

Premi della Giuria Internazionale
(Presidente Wong Kar-Wai, con Susanne Bier, Andreas Dresden, Ellen Kuras, Tim Robbins, Shirin Neshat, Athina Rachel Tsangari)

ORSO D’ORO
Poziţia Copilului (Child's Pose)
Regia di Călin Peter Netzer
Il film rumeno che ha vinto il premio più prestigioso del festival è quasi due ore di intreccio drammatico su una madre e il suo disperato tentativo di salvare il figlio da un brutto guaio giudiziario: un incidente d’auto con cui ho spezzato la vita a un ragazzino. Quello che è stato un terribile incidente diventa il riflesso delle paure e dei rimpianti di un ensemble di personaggi dalle vite rovinate e dei loro fragili rapporti, tutti in precario equilibrio. Benché il film sia confezionato con una pregevole regia, e l’impianto tragico sia convincente, senza mai cedere verso la fiction o la retorica lagnosa (ormai la cinematografia rumena è campionessa dei grandi drammi inflessibili), il film è pesante, ma soprattutto anempatico: quanto più il dramma si infila come una scheggia avvelenata dentro la nostra pelle, tanto più ne siamo esasperati, incapaci di personificarci appieno con la protagonista. Rispetto ad altri film in concorso sarebbe stato meglio in una terza posizione - un ipotetico Orso di bronzo, insomma.
Chi avremmo premiato: Uroki Garmonii (Harmony Lessons) di Emir Baigazin

Gran Premio della Giuria
Epizoda u životu berača željeza (An Episode in the Life of an Iron Picker)
Regia di Danis Tanović

Premio Alfred Bauer
Vic+Flo ont vu un ours (Vic+Flo Saw a Bear)
Regia di Denis Côté
Film del Quebec, vagamente grottesco nella pervasiva follia che cova come una malattia infettiva dietro l’impalcatura di quella che a prima vista sembrava un film leggero, quasi nettamente bipartito nel suo drastico passaggio da un iniziale registro realistico-leggero a un registro thriller e sadico, il titolo di Côté accoglie spunti interessanti e merita un riconoscimento. Il premio è meritato.

Premio miglior regista
David Gordon Green per Prince Avalanche
Chi scrive non ha avuto modo di vedere il film con Emile Hirsch. In base ai film visti, però, avrei orientato la mia scelta piuttosto sul cileno Gloria.
Chi avremmo premiato: Gloria di Sebastian Lelio

Miglior attore
Nazif Mujić per l’interpretazione in Epizoda u životu berača željeza (An Episode in the Life of an Iron Picker)

Migliore attrice
Paulina Garcia per l’interpretazione in Gloria
Premio prevedibile e meritatissimo per l’attrice del cileno Gloria, di cui interpreta l’omonima protagonista. Coincide pienamente con la nostra scelta.

Miglior sceneggiatura
Jafar Panahi per Pardé (Closed Curtain)

Miglior lavoro artistico complessivo (ripresa, montaggio, colonna sonora, costumi e scenografia)
Uroki Garmonii (Harmony Lessons) di Emir Baigazin
Meritatissimo, anche se avrebbe dovuto avere anche - e soprattutto - l’Orso d’Oro.

Menzioni speciali
Promised Land di Gus Van Sant
Il film non è stato all’altezza delle aspettative. Nonostante il buon risultato finale non sarebbe stato sbagliato lasciarlo a bocca asciutta.
Layla Fourie di Pia Marais

Cortometraggi (premiati dalla Giuria Internazionale)
Orso d’oro: La Fugue (The Runaway) di Jean-Bernard Marlin
Premio della giuria: Die ruhe bleibt di Stefan Kriekhaus
Nominato per gli European Film Awards: Misterio (Mystery) di Chema Garcia Ibarra

Generation
Premio della giuria internazionale per la sezione KPlus: il Gran Premio a Mamu, es Tevi milu (Janis Nords), menzione speciale a Satellite Boy (Catriona McKenzie), mentre per i cortometraggi il Premio Speciale va a Cheong (Kim Jung-In) e menzione speciale a Ezi un lielpilseta (Evalds Lacis)
Premio della giuria internazionale per la sezione 14Plus: Gran Premio a Shopping , menzione speciale a Baby Blues. Cortometraggi: Gran Premio a Forsta Gangen e menzione speciale a Barefoot


Premio della giuria dei bambini per la sezione KPlus: Orso di Cristallo per miglior film a The Rocket (Kim Mordaunt), menzione speciale per Satellite Boy (Catriona McKenzie), mentre per i cortometraggi l’Orso di Cristallo va a The Amber Amulet (Matthew Moore) e la menzione speciale a Ezi un lielpilseta (Evalds Lacis)

Premio della giuria dei giovani per la sezione 14Plus: Orso di Cristallo a Baby Blues (Kasia Roslaniec), menzione speciale a Pluto (Shin Su-won), mentre per i cortometraggi rispettivamente a Rabbitland e Treffit

Giurie più outsider hanno assegnato premi più in linea con i nostri gusti. Eccone alcuni:

Premi della Ecumenical Film Jury
Competizione: Gloria
Menzione speciale: Epizoda u životu berača željeza (An Episode in the Life of an Iron
Picker)
Panorama: The Act of Killing
Menzione speciale: Inch'Allah
Forum: Krugovi (Circles)
Menzione speciale: Senzo ni naru (Roots)

Premi della giuria FIPRESCI
Competizione: Poziţia Copilului (Child's Pose)
Panorama: Inch'Allah
Forum: Hélio Oiticica

La Ecumenical Jury è una giuria di sei membri cattolici (scelti da SIGNIS) e protestanti (scelti da Interfilm). E’ una giuria che viene composta di volta in volta per diversi festival: Cannes (per cui è stata originariamente creata, nel 1974), Karlovy Vary, Locarno, Montreal e, appunto, berlino. FIPRESCI (Fédération Internationale de la Presse Cinématographique), fondato il 1 giugno 1930 a Bruxelles, riunisce critici cinematografici e giornalisti di cinema con lo scopo di divulgare e valorizzare la cultura. Assieme alla Ecumenical, è una delle tre giurie del festival di Cannes (la terza e più importante è la giuria ufficiale). Tra i vari festival per cui nomina vincitori ci sono Toronto, Venezia, Varsavia, ovviamente Berlino e Cannes.

In sostanza, premi perlopiù condivisibili, nonostante l’opinabile Orso d’Oro. Dispiace non vedere la vittoria di Uroki Garmonii (che comunque prende il premio per il miglior lavoro artistico complessivo) né di Gloria (ma l’attrice protagonista ha trionfato). Su 19 film in competizione, 9 sono stati premiati. Se in questo modo si potrà spingere il pubblico a cercare di recuperare film di non facile distribuzione, come il vincitore rumeno, dall’altra parte si rischia di ricorrere a risultati mediati, di eccessivo compromesso, cercando di dare il giusto contentino a chiunque.