Assassin's Creed: la Top 5 di Michael Fassbender

Al cinema con Assassin's Creed, Michael Fassbender è uno degli attori più amati della sua generazione. Ecco i 5 (+1) film in cui dà il meglio di sé.

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Dopo tanta attesa la trasposizione cinematografica di una delle saghe videoludiche più famose di sempre, Assassin's Creed, è arrivata al cinema. A interpretare il fuorilegge protagonista è un convincente Michael Fassbender, criminale discendente dall'Ordine degli Assassini "costretto" dalla losca multinazionale Abstergo Industries a rivivere i ricordi risalenti del suo antenato vissuto nella Spagna del XV Secolo, ai tempi dell'inquisizione, per rintracciare un misterioso manufatto noto come la Mela dell'Eden, fulcro di un millenario conflitto tra le società segrete degli Assassini e dei Templari. In un lungometraggio curiosamente diviso tra action action al cardiopalma e thriller a là Angeli e demoni, le parti ambientate nel passato - sotto osservazione per via del confronto con l'omonima saga videoludica - risultano molto più convincenti di quelle nel presente. L'attore di origini irlandesi - anche produttore della pellicola - ancora una volta si conferma essere uno dei più istrionici e capaci interpreti della sua generazione. Arrivato al successo "solo" nel 2007 grazie a un piccolo ruolo in 300 di Zack Snyder, Fassbender è riuscito a entrare nell'Olimpo delle star di Hollywood grazie alla sua proficua collaborazione con il regista Steve McQueen. Ripercorriamo insieme l'intensa carriera del Divo Michael, protagonista al cinema con Assassin's Creed, attraverso le sue 5 (+1) migliori interpretazioni.


The Counselor

Ritenuto erroneamente uno dei film meno riusciti di Ridley Scott, The Counselor è in realtà un thriller glamour nella fotografia e nella regia scritto da uno dei più grandi talenti americani d'Oltreoceano: il Premio Pulitzer Cormac McCarthy. In questo lungometraggio Fassbender interpreta il Procuratore del titolo nonché l'unico personaggio "canonico" che, a causa di una scelta azzardata, si ritrova nel bel mezzo di un circo(lo) di criminali narcotrafficanti, terrore e di morte. L'attore in questo ruolo apparentemente semplice in realtà ha il difficile compito di incarnare l'uomo qualunque e al contempo palesare l'inarrestabile angoscia di chi, consapevole di aver sbagliato, sa che non può far altro che attendere le terribili conseguenze delle sue errate scelte.

Steve Jobs

Il cineasta Danny Boyle ha deciso di omaggiare a suo modo e senza idolatrie il visionario fondatore della Apple attraverso un lungometraggio dall'assetto teatrale diviso in 3 atti e basato sulla biografia di Walter Isaacson: Steve Jobs. Nel ruolo dell'indimenticato e tanto amato - quanto odiato - Jobs c'è un Michael Fassbender che è riuscito perfettamente a (ri)dare vita a un personaggio particolarissimo e contraddistinto da tantissime sfumature: vittima, carnefice, padre assente, perfezionista, visionario, vigliacco, voltagabbana e - al di sopra di ogni altra cosa - uomo.

12 Anni Schiavo

Steve McQueen e Michael Fassbender hanno scalato insieme la vetta del successo ed è con 12 Anni Schiavo, film che li ha visti collaborare per la terza volta consecutiva, che finalmente il cineasta è riuscito a vincere il suo primo Premio Oscar per il Miglior Film. Nel lungometraggio Fassbender interpreta Edwin Epps, il più spietato dei personaggi in cui si imbatte il protagonista Solomon Northup (Chiwetel Ejiofor). Proprietario di una piantagione di cotone e perfido schiavista, Epps è uno dei personaggi più violenti e intensi che Michael Fassbender abbia mai interpretato, riuscendo a riassumere nella sua performance la ferocia e l'efferatezza propria dei negrieri sudisti all'epoca della Guerra di Secessione Americana.

Shame

Dramma psicologico che racconta il tormento e la solitudine di uomo, Shame è il secondo film di Steve McQueen che vede Michael Fassbender come protagonista assoluto. Nella pellicola l'attore interpreta Brandon un uomo asociale, anaffettivo e completamente vittima dei suoi perpetui istinti sessuali. L'impeccabile, intensa e intima interpretazione di Fassbender è valsa all'attore la prima vera onorificenza della sua carriera con la vittoria della Colpa Volpi come Migliore Attore Protagonista alla 68ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Hunger

Sia la prolifica collaborazione tra Steve McQueen e Michael Fassbender che la loro luminosa carriera iniziò ufficialmente nel 2008 quando Hunger vinse la Camera d'Or al 61º Festival di Cannes. La pellicola racconta la vera storia di Bobby Sands, un irlandese appartenente alla Provisional IRA che nel carcere di Long Kesh, nell'Irlanda del Nord, organizzò uno sciopero della fame al fine di far ottenere lo status di prigionieri politici per i membri dell'Esercito Repubblicano Irlandese. Il film è una vera e propria denuncia del trattamento violento che subivano i separatisti carcerati nell'Irlanda degli anni '80, ma anche un racconto intelligente e intenso degli ideali che muovevano coloro che hanno lottato per l'indipendenza. Forte di almeno tre piani sequenza di grande impatto visivo, Hunger è ancora oggi uno dei film più belli - per tematiche ed estetica - di Steve McQueen grazie anche a un Michael Fassbender che è stato in grado di far conoscere alle nuove generazioni la disperata storia di un eroe contemporaneo.

Menzione speciale: Bastardi Senza Gloria

Se un attore vanta nel suo curriculum la partecipazione a un film di Quentin Tarantino è cosa (quasi) certa che il suo ruolo in quel film sia da annoverare tra i migliori della propria carriera. Michael Fassbender ha avuto l'onere e l'onore di essere scelto come uno dei Bastardi Senza Gloria nell'omonimo film del cineasta pulp e, nonostante il personaggio del tenente fessacchiotto anti-nazista Archie Hicox non sia di certo fondamentale nel film, la scena cult tutta pathos e adrenalina ambientata nella locanda del seminterrato che vede Fassbender come protagonista assoluto vale da sola una menzione speciale tra le migliori (brevi) interpretazioni dell'attore.

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