Assassin's Creed: 5 film che vanno a spasso nel tempo

Con l'uscita al cinema di Assassin's Creed riscopriamo alcuni cult in cui la tematica dei viaggi nel tempo è elemento fondamentale della narrazione.

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Dagli ultimi anni del 1400 in terra iberica alla fine del 1900 passando, ovviamente, per il nostro contemporaneo. In Assassin's Creed il tempo è un eterno alternarsi tra epoche e culture diverse, elemento fondamentale dell'intera narrazione. Il film di Justin Kurzel con Michael Fassbender e la splendida Marion Cotillard, tratto dall'omonimo videogioco di culto, è soltanto l'ultimo di una lunga lista in cui i protagonisti si ritrovano, volenti o nolenti, a scorrazzare per i vari periodi storici per completare una missione di sorta. Una tematica tanto cara alla letteratura, di genere e non, prima e poi assimilata dalla Settima Arte che, seguendo le coordinate narrative tracciata da H.G. Wells e suoi più o meno e illustri colleghi, ci ha raccontato splendide avventure in cui la legge del paradosso si rivela colonna portante del legame tra passato e futuri. E mentre Assassin's Creed è approdato nelle sale italiane, noi vi proponiamo 5 film in cui i protagonisti viaggiano attraverso lo spazio-tempo.

Ritorno al futuro

Non poteva che essere la trilogia di Robert Zemeckis ad inaugurare questa personale top 5 dedicata ai viaggi temporali. Ritorno al futuro, cult assoluto della storia del Cinema, ha sdoganato in maniera massiccia la tematica del paradosso agli occhi del grande pubblico. In particolare i primi due episodi, direttamente collegati tra loro, mostrano come qualsiasi cambiamento nel passato possa modificare completamente gli eventi futuri. In quest'epopea che vede per protagonisti il giovane Marty McFly e lo strambo e geniale scienziato Dr. Emmett Brown (da tutti conosciuto semplicemente come Doc), si passa dal 1955 al 2015, epoche precedenti e posteriori del contemporaneo 1985. L'incontro tra Marty e i suoi genitori, e la presenza estranea del bullo Biff Tannen sono destinate a modificare per sempre e in maniera diametralmente opposta il destino di tutte le persone lui care, in un'avventura che si autocita con gran classe (corse sugli skateboard in primis) regalando spettacolo e divertimento a profusione, con tanto di capitolo conclusivo della trilogia ambientato nel vecchio west in una sorta di scanzonato omaggio al filone americano per eccellenza.

L'uomo che visse nel futuro / The Time Machine

Abbiamo citato H.G. Wells in apertura e non certo per caso dato che il suo romanzo La macchina del tempo, pubblicato addirittura nel 1895 e tra i primi e più importanti esponenti di questo sottofilone, ha visto ben due su trasposizioni su grande schermo. La prima, la più riuscita anche considerando i tempi in cui venne realizzata, è stata il cult L'uomo che visse nel futuro (1960) mentre la seconda, uscita all'inizio del nuovo millennio, è The time machine (2002) con protagonista Guy Pearce. L'originale, pur con tutti i suoi limiti nel campo degli effetti speciali, si rivela ancor oggi pellicola gustosissima, con un grande Rod Taylor nei panni dello scienziato britannico prossimo ad un viaggio nelle epoche future, con tanto di sosta nell'anno 802701 abitato da feroci mutanti cannibali. Un'ottima ricostruzione d'epoca e una certa attinenza alle atmosfere del libro ne mantengono ancor oggi intatto tutti il fascino vintage. Lo stesso non si può dire per il più recente "remake" diretto nientemeno che da Simon Wells, bisnipote dello scrittore, che prova ad aggiornare atmosfere e tematiche ai blockbuster contemporanei perdendosi in un raffazzonato miscuglio di spettacolo tronfio e alte ambizioni sociologiche, in cui neanche il pur bravo Pearce può far molto.

L'esercito delle 12 scimmie

Terry Gilliam dietro la macchina da presa, Bruce Willis e Brad Pitt davanti: cosa chiedere di più ad uno sci-fi degno di tal nome? L'esercito delle 12 scimmie, tra le opere più ispirate e sottovalutate degli anni '90, non è in realtà un'opera originale in quanto la trama prende spunto dal cortometraggio La Jetéé realizzato nel 1962 dall'artista/regista Chris Marker, un film / non film costituito da un inesorabile susseguirsi di immagini fotografiche accompagnate da una voce narrante. Il Monty Python ne riprende qui le influenze narrative ampliandone per originale un plot da un cinema di puro alito etico / spettacolare. Nel 2035 il detenuto James Cole viene inviato indietro nel tempo per indagare sulle cause che nel 1997 hanno portato alla morte di oltre 5 miliardi di persone; giunto nel 1990 il Nostro viene scambiato per un pazzo farneticante e rinchiuso in manicomio, dove troverà l'aiuto del criptico internato Jeffrey Goines e della dottoressa Kathryn Railly, psichiatra unica a credere alla sua "profezia". Un gioco ad incastri tra salti temporali visionario che punta ad attivare l'intelletto del pubblico, rendendo lo spettatore non un semplice osservatore passivo, dotato di grandi scorci visivi (soprattutto nella parte futuristica) che inquietano e affascinano al contempo.

Looper

E nuovamente Bruce Willis è il co-protagonista di Looper, diretto nel 2012 da Rian Johnson, regista del prossimo Star Wars: Episode VIII. Qui il popolare attore condivide la scena (e il personaggio) col più giovane ma già affermato collega Joseph Gordon-Levitt in uno sci-fi ambientato tra il 2044 e il 2074. Il giovane Joe è un looper, cioè un mercenario che uccide su commissione individui provenienti dal futuro e legati al mondo della criminalità a venire; un giorno però il killer si trova a dover eliminare proprio l'anziana versione di se stesso. Nonostante la trama sia un filo più complessa (ma meglio evitare potenziali spoiler) il punto cardine della narrazione è tutto giocato sul confronto tra i due Joe, molto diversi per carattere pur condividendo buona parte degli stessi ricordi. Johnson opta per un approccio etico e morale che caratterizza le scelte dei protagonisti, donando un piacevole sentore umanistico ad una vicenda che fa sue le migliori coordinate di genere in un mix di azione e istinti drammatici che coinvolge ed emoziona al punto giusto.

Predestination

Concludiamo questa lista con una delle più gradite sorprese a tema degli ultimi anni, firmata dai gemelli Spierig nel 2014. "E' nato prima l'uovo o la gallina?": è su questo paradosso che si basa l'intero comparto narrativo di Predestination, geniale action/sci-fi in cui i colpi di scena sono un costante in crescendo nello scorrere dei minuti, con un epilogo che pone saggiamente più dubbi che certezze, spingendo il pubblico a scervellarsi per dare una propria interpretazione. Un ottimo Ethan Hawke è un viaggiatore del tempo che lavora per una segretissima organizzazione conosciuta come The Mystery Bureau e che è da molto sulle tracce del terrorista Fizzle Bomber, autore di un attentato che nel 1975 tolse la vita ad oltre diecimila persone. Nonostante un incidente che lo ha parzialmente sfigurato il Nostro non demorde e giunge nel 1970 dove fa la conoscenza di un misterioso individuo conosciuto come Unmarried Mother. Inutile svelare altro di una trama ricca di spunti, capace di regalare passaggi emotivi strazianti e una componente d'azione che coglie al meglio i vari salti temporali, per un'opera di sci-fi umanista di grande intensità emozionale.

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