Shinya Tsukamoto

Speciale Asian Film Festival

Torna l'Asian Film Festival a Reggio Emilia

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Forte di un successo entusiasmante ottenuto lo scorso anno, si presenta di nuovo e in una edizione di altissimo profilo: nei nove giorni di proiezione, dal 16 al 24 marzo, l'Asian Film Festival di Reggio Emilia proporrà quaranta pellicole della migliore cinematografia dei Paesi del lontano Oriente, dal Giappone alla Cina, a Hong Kong, alla Corea del Sud, Taiwan, Singapore, Malesia e Vietnam che scorreranno sui nostri schermi e parteciparanno alla grande kermesse.
È bello salutare il ritorno di Asian Film Festival. È come rivedere un amico che ha tanto da raccontarci dall’ultimo incontro. Tantissimi i film in concorso e fuori concorso, come potete vedere dalla lista in calce al paragrafo. Oltretutto, il festival si fregia della presenza del grande Shinya Tsukamoto.
IN CONCORSO
1) 23:59 (Gilbert Chan, SINGAPORE)
2) Bear It (Cheng Fen-fen, TAIWAN)
3) Celestial Kingdom (Wang Chao, CINA)
4) Dancing the Love - A Trilogy (Sherman Ong, SINGAPORE)
5) Hanezu (Kawase Naomi, GIAPPONE)
6) Here... or There? (Siu Pham, VIETNAM)
7) I Have Loved (Lai Weijie ed Elizabeth Wijaya, SINGAPORE)
8) I Wish (Koreeda Hirokazu, GIAPPONE)
9) Inseparable (Eng Dayyan, CINA)
10) Make Up (Lien Yi-chi, TAIWAN)
11) Mr. Tree (Han Jie, CINA)
12) My Back Page (Yamashita Nobuhiro, GIAPPONE)
13) Tatsumi (Eric Khoo, SINGAPORE/GIAPPONE)
14) Tokyo Koen (Aoyama Shinji, GIAPPONE)
15) Way Back Home (Shen Ko-shang, TAIWAN)
16) Year without a Summer (Tan Chui Mui, MALESIA)
FUORI CONCORSO
1) The Day He Arrives (Hong Sang-soo, COREA DEL SUD)
2) Everlasting Moments (Chen Wen-pin, TAIWAN)
3) Quattro Hong Kong (Herman Yau, Clara Law, Heiward Mak e Fruit Chan, HONG KONG)
4) Quattro Hong Kong 2 (Apichatpong Weerasethakul, Brillante Mendoza, Stanley Kwan e Ho Yuhang, HONG KONG)
NEWCOMERS
1) Beautiful Miss Jin (Jang Hee-chul, COREA DEL SUD)
2) Eclipses (Daniel Hui, SINGAPORE)
3) The End of Puberty (Kimura Shoko, GIAPPONE)
4) Pick the Youth (Chen Ta-pu, TAIWAN)
5) Starry Starry Night (Lin Shuyu, TAIWAN)
6) Tominaga Park (Morioka Ryu, GIAPPONE)

SHINYA TSUKAMOTO

La retrospettiva di questa decima edizione (che noi di Movieye seguiremo con attenzione) è dedicata a Shinya Tsukamoto, uno dei più importanti registi contemporanei, che sarà omaggiato di un Premio alla carriera. Autore di numerosi capolavori - dalla frenesia iconoclasta degli esordi ai più raffinati e complessi affondi del presente - Tsukamoto esplora con acume e coraggio il rapporto corpo-tecnologia, come nella trilogia di Tetsuo, le profondità della psiche umana, come in Vital e Gemini, l'erotismo conturbante, come in A Snake of June, o il concetto stesso di realtà, come nei due Nightmare Detective. Alla presenza del regista - che a Reggio Emilia incontrerà stampa, appassionati e pubblico - sarà presentato anche l'ultimo intenso Kotoko.
Shinya Tsukamoto, nato nel 1960, inizia a sperimentare con la macchina da presa prima dell'università, da quando ancora adolescente il padre gli regala una Super8. Con questa, Tsukamoto gira corti e lungometraggi non ancora professionali, ma in cui già si intravedono molti dei temi che ritorneranno quasi ossessivamente in seguito, come la trasformazione del corpo e la violenza deragliata. Dopo la laurea in arte alla Nihon University, fonda il gruppo Kaiju Theater (“teatro dei mostri”), a cui partecipano attori poi destinati al successo come Tomorowo Taguchi e Kei Fujiwara - in seguito diventata regista. Nel 1987 il bizzarro Le avventure del ragazzo del palo elettrico (Denchu kozo no boken) rivela al mondo tutto il suo estro, inserendosi in un percorso di rottura con il cinema giapponese antecedente.
Nel 1988 Tsukamoto dirige, scrive, produce e monta un film a basso costo che diviene ben presto un fenomeno di culto in tutto il mondo, Tetsuo - The Iron Man, in cui grazie a tecniche di stop-motion e a una visionarietà fuori controllo riesce a dare vita all'incubo della fusione tra carne e metallo, corpo e tecnologia, influenzando il movimento cyberpunk giapponese e mondiale. Nel seguito/rivisitazione Tetsuo II - Body Hammer, girato in 35mm e a colori, Tsukamoto imprime un ulteriore slancio alla sua poetica della contaminazione, aggredendo lo spettatore con un'ordalia visiva senza precedenti. Tokyo Fist e Bullet Ballet confermano la sua vivacità stilistica e rivelano la sua maestria narrativa nello sprofondare lo spettatore in ossessioni laceranti per il corpo e per la mente.
Dopo il complesso Gemini, nel 2002 Tsukamoto approda alla Mostra del cinema di Venezia con A Snake of June, parabola sessuale debordante morboso erotismo che fa incrociare tre solitudini. Un nuovo tassello nella sua filmografia è rappresentato da Vital, riflessione controllata e al contempo abissale sul ricordo, la morte, l'amore, la percezione della realtà; un film che lo svicola dal territorio prettamente di genere e lo presenta come autore completo e maturo.
Dopo il claustrofobico mediometraggio Haze, Tsukamoto sigla una coppia di film, Nightmare Detective 1 e 2, risultato di una lunga meditazione e preparazione, nati dagli incubi del regista stesso. Si tratta di poemi di volta in volta elegiaci e deliranti sulla compresenza di sogni e realtà e sulla profonda solitudine degli esseri umani. Il successivo Tetsuo: The Bullet Man allarga i confini della saga sviluppata a inizio carriera, approfondendo molti particolari. Si arriva così al recente Kotoko, premiato nella sezione Orizzonti alla Mostra del cinema di Venezia, parabola sulla fragilità e sul difficile legame genitori-figli che riesce a ricolorare di nuovi significati lo spettro dei temi usuali.
Tsukamoto - volto impassibile molto gradito da altri registi anche come attore, basta pensare ai suoi ruoli in Ichi the Killer di Takashi Miike o Marebito di Takashi Shimizu - è un autore poliedrico, attento a ogni aspetto della produzione, tanto da essere spesso sceneggiatore, produttore, montatore e direttore della fotografia delle sue opere, in modo da averne il controllo totale. Collaborando con talenti riconoscibili, come il compositore Chu Ishikawa, responsabile di colonne sonore insinuanti che si perdono tra suoni industriali e ripetizioni ambientali, Tsukamoto è in grado di creare un'alchimia visiva di straordinaria potenza, riportando alla mente il coraggio di David Lynch e un discorso tematico affine a quello sulla “nuova carne” di David Cronenberg.

TITOLI PRESENTATI NELLA RETROSPETTIVA
1) Bullet Ballet
2) Gemini
3) Haze
4) Kotoko
5) Nightmare Detective
6) Nightmare Detective 2
7) A Snake of June
8) Tetsuo
9) Tetsuo II
10) Tetsuo the Bullet Man
11) Tokyo Fist
12) Vital