Alien: i tre migliori film della saga creata da Ridley Scott

In occasione dell'uscita di Alien: Covenant e del prossimo Alien Day, diamo uno sguardo ai tre migliori lungometraggi della saga.

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Il tempo sta ormai per scadere e Twentieth Century Fox porterà finalmente nelle sale cinematografiche, a Maggio 2017, Alien: Covenant, con cui Ridley Scott fornisce una continuazione al suo Prometheus. Il Prometheus che, sfornato nel 2012 per raccontare l'antefatto di quanto accaduto nel super classico della fantascienza Alien, ha provveduto ad inscenare una squadra di esploratori alle prese con la scoperta di alcuni indizi riguardanti le origini dell'uomo e destinati a compiere un viaggio a bordo della nave spaziale del titolo, fino alle profondità più oscure dell'universo, teatro di una battaglia terribile per salvare la razza umana. Un prequel che, popolato da un tanto ricco quanto ben gestito cast, si è rivelato immerso in una fredda e tenebrosa atmosfera per tirare in ballo situazioni degne dei migliori splatter movie degli anni Ottanta, tra disgustosi liquidi schizzanti e corpi straziati (con un parto cesareo auto-eseguito incluso). Nell'attesa di sapere come proseguirà la vicenda, cerchiamo di classificare i tre migliori lungometraggi incentrati sulla mostruosa creatura concepita da H.R. Giger e Carlo Rambaldi. Creatura che abbiamo visto anche in due cross over in compagnia del collega di squartamenti Predator e che sarà celebrata, inoltre, durante l'Alien Day, che si svolgerà il 26 Aprile 2017.

3 - Alien - La clonazione (1997)

Cinque anni dopo il fiacco Alien³, primo lungometraggio diretto da un David Fincher proveniente da una lunga carriera al servizio di short e videoclip e caratterizzato da un'insolita ambientazione carceraria, è il talentuoso cineasta d'oltralpe Jean-Pierre Jeunet a riportare sullo schermo la Ellen Ripley di Sigourney Weaver, che, due secoli più tardi rispetto ai fatti del pianeta Fiorina 161, viene clonata nel corso di un esperimento condotto sull'Auriga, nave militare dei Sistemi Uniti. Lo scopo è quello di recuperare l'embrione di Xenomorfo dal suo torace per ottenere una regina che produca alieni in larga scala da sfruttare in guerra. Ne consegue che la donna rigenerata mantiene sì i ricordi della sua vita passata, ma è anche in possesso di una sorta di legame empatico con gli Xenomorfi, dei quali ha la forza sovrumana e il sangue corrosivo; man mano che a complicare la situazione provvedono l'arrivo di alcuni contrabbandieri e di un carico di uomini tenuti in stato criogenico. Al servizio di una movimentatissima quarta avventura che, efficace fusione tra i serrati ritmi di Aliens - Scontro finale e la base horror del capostipite, sembra rispecchiare anche determinate esagerazioni del Peter Jackson più sanguinolento.

2 - Aliens - Scontro finale (1986)

A cinquantasette anni dalla distruzione della nave Nostromo, la combattiva Ripley, ibernata nella scialuppa di salvataggio, viene recuperata da un'astronave ed inviata in affiancamento ad una squadra di marines dello spazio sul pianeta in cui avvenne il primo incontro con il sanguinario alieno, ora sede di una colonia umana con la quale, però, si sono persi i contatti da settimane. Come il titolo suggerisce, è chiaro che questa volta Ripley si trovi a dover fronteggiare più creature; le quali, splendidamente realizzate dall'infallibile Stan Winston, entrano in scena dopo un'ora di visione tutt'altro che noiosa e nel corso del quale James Cameron si dedica efficacemente alla descrizione dei vari duri della spedizione, da Hicks (Michael Biehn) a Hudson (Bill Paxton), fino all'androide Bishop (Lance Henriksen). Senza dimenticare la mascolina donna d'azione tanto cara al futuro regista di Avatar, qui rappresentata da Vasquez (Jenette Goldstein); mentre, anziché riproporre le lunghe attese e le claustrofobiche e cupe ambientazioni di Alien, decisamente più vicine all'horror puro che alla fantascienza, viene intrapresa in maniera intelligente la strada dell'azione, distribuita a dovere senza risultare mai invadente.

1 - Alien (1979)

Una lunga inquadratura descrittiva ci mostra l'interno desolato e silenzioso di un'astronave. All'improvviso, il computer si accende ed emette strani rumori, comunicando immediatamente che non si tratta di un veicolo abbandonato fuori uso. Inizia da qui l'odissea tra le stelle dell'equipaggio della nave spaziale Nostromo, alle prese con un misterioso, pericoloso essere scovato su un pianeta sconosciuto. Un rivoluzionario mix di sci-fu e horror che Ridley Scott - tre anni più tardi al servizio di Blade runner - mette in piedi su sceneggiatura di Ronald Shusett e del Dan O'Bannon in precedenza occupatosi di storie fantascientifiche tramite il carpenteriano Dark star. Rivoluzionario mix che, tra l'altro, ha stravolto le regole del cinema d'azione introducendo il personaggio dell'eroe femminile Ripley, pur attingendo in maniera evidente da vecchi cult e classici spazianti da Il mostro dell'astronave del sottovalutato Edward L. Cahn al nostro Terrore nello spazio di Mario Bava. Del resto, l'insieme ha provveduto a trasferire nello spazio le stesse atmosfere che, all'epoca della sua uscita nelle sale, si respiravano, per lo più, nelle pellicole ambientate all'interno di dimore maledette. Perché, come in quei casi, sono lunghi e claustrofobici corridoi ad accompagnare la lunga attesa nei confronti dei momenti di paura e violenza, tornati nei cinema anche nel 2003 grazie ad una edizione speciale rimasterizzata con tecnologia digitale e fornita di sequenze inedite del film. E non si contano le imitazioni generate, da Alien 2 sulla Terra di Ciro Ippolito a Dal profondo dello spazio di Fred Olen Ray, fino al recentissimo Life - Non oltrepassare il limite di Daniel Espinosa.

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