300, in prima serata il film di Zack Snyder

Leonida, Re di Sparta, e trecento valorosi guerrieri si oppongono all'imponente esercito persiano in 300, film di Zack Snyder con Gerard Butler.

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Difficile dire quanto 300 abbia influenzato il moderno cinema epico ma va detto che, esulando dal mero discorso qualitativo, il secondo film di Zack Snyder ha sicuramente lasciato il segno alla sua uscita nelle sale, vuoi per le velleitarie polemiche suscitate vuoi per un impatto visivo roboante e originale. Un adattamento quasi "letterale" dell'omonima graphic novel di culto di Frank Miller (a sua volta ispirata ad un altro film, L'eroe di Sparta (1962)), che riprende in un contesto fantastico la leggendaria impresa sostenuta da Leonida, re di Sparta, e trecento dei suoi migliori guerrieri, pronti alla morte pur di rallentare l'avanzata delle armate di Serse, re dei Persiani. Uno scontro impari contro forze di gran lunga superiori che è diventato con lo scorrere dei secoli una delle pagine più iconiche dell'epica classica, conosciuta storicamente come la battaglia delle Termopili.

"Stasera ceneremo nell'Ade!"

Rivisitare il cinema epico in costume con un'estetica ipercinetica e tronfia, tra ralenty, slow motion e una fotografia desaturata capace di ricreare con una certa fedeltà le pagine del fumetto. 300 (in onda alle 21.10 su MEDIASET ITALIA 2) è un'opera senza mezze misure, intransigente concentrato di testosterone furbo ed efficace in una messa in scena libera da ambizioni e virata al puro intrattenimento di genere, obiettivo che almeno dal punto di vista visivo può dirsi ampiamente raggiunto. Se la sceneggiatura come detto riprende pedissequamente l'opera originaria, con vignette trasportate di forza dalla carta al grande schermo, e si adagia su una parziale prevedibilità di fondo, con caratterizzazioni volutamente eccessive dei personaggi solo parzialmente sfumate dal contorno fantasy, è al bulbo oculare dello spettatore che il film di Zack Snyder non si risparmia nel concedere un tonitruante spettacolo, con sequenze potenti capaci di abbagliare lo sguardo e costruite sul backlot, in un palcoscenico scenografico virtuale che, complice la già citata e forte desaturazione grafica, colpisce e ammalia lo sguardo in più occasioni. Il regista ha poi preso ispirazione da classici del filone quali Il gladiatore (2000) e Braveheart - Cuore impavido (1995), da quest'ultimo in particolare il costante voice-over di Delios (atto anche a giustificare, parola di Snyder, le libertà fantastiche del contesto) e l'epilogo che riporta alla mente quello della pellicola di Mel Gibson. A differenza dei due titoli citati e a dispetto di violenti scontri all'arma bianca e scene madri evocativamente imponenti, 300 non possiede però un pari slancio emotivo e il coinvolgimento empatico nei confronti di questi coraggiosi guerrieri è parzialmente smorzato, complice anche una colonna sonora non abbastanza solenne e una fin troppo netta distinzione tra buoni e cattivi che destabilizza la verosimiglianza del racconto, tanto che anche il sottotesto politico in cui si trova protagonista la Gorgo di Lena Headey appare più come un mero riempitivo (seppur fondamentale per le sorti future). Il resto del cast, capitanato da un iconico Gerard Butler (poi star di popolari meme e video a tema) e comprendente anche Michael Fassbender in un ruolo minore, possiede il giusto carisma pur essendo impegnato per la maggior parte della visione in una recitazione prettamente muscolare, rendendo così giustizia al lato più ludico di una produzione non priva di spunti di interesse ma assunta forse troppo facilmente al rango di istant cult.

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