Rubrica Box Office USA 27 febbraio - 1 marzo 2015

Scopriamo insieme chi vince e chi perde al botteghino questo fine settimana

rubrica Box Office USA 27 febbraio - 1 marzo 2015
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Dopo due settimane di predominio incontrastato per Cinquanta sfumature di grigio, questo week-end la classifica del box-office USA ha un nuovo capolista, benché con cifre tutt’altro che eccezionali: si tratta di Focus - Niente è come sembra, una black-comedy con protagonisti una coppia di truffatori, interpretati da Will Smith e dalla star di The Wolf of Wall Street Margot Robbie. Il film, diretto da Glenn Ficarra e John Requa per la Warner Bros, esordisce con 19 milioni di dollari in 3300 sale, con una media di 5700 dollari a sala: un risultato positivo, ma comunque inferiore alle aspettative (il budget di Focus è di 50 milioni di dollari). Conserva invece il secondo posto, per la terza settimana consecutiva, l’action-movie Kingsman - Secret Service, con Colin Firth e Taron Egerton: a conferma dell’ottimo passaparola, il film di Matthew Vaughn tiene benissimo con 11,7 milioni di dollari d’incasso in quasi 3300 sale, per un totale di 85 milioni negli Stati Uniti, da aggiungere ai 100 milioni già ricavati sul mercato estero. Insomma, Kingsman si conferma una delle scommesse più fortunate di questo primo trimestre del 2015.

CALANO LE SFUMATURE, ESORDIO MODESTO PER LAZARUS

In una classifica che, ancora una volta, fa registrare ben pochi scossoni, il terzo posto continua ad essere occupato da SpongeBob - Fuori dall’acqua, con 11,2 milioni di dollari e un totale che, dopo il primo mese di programmazione, è arrivato a ben 140 milioni, un risultato eccellente e tutt’altro che scontato (a livello mondiale siamo a circa 220 milioni complessivi). Il film-evento della stagione, Cinquanta sfumature di grigio, perde metà degli incassi dello scorso week-end e precipita dal primo al quarto posto, con 10,9 milioni di dollari in quasi 3400 sale e un totale di ben 147 milioni, tale però da ridimensionare le ambizioni della pellicola sul mercato USA (il traguardo dei 200 milioni è ormai fuori portata). A stupire, semmai, è la dimensione del successo del film erotico con Jamie Dornan e Dakota Johnson al di fuori degli Stati Uniti: la cifra accumulata grazie ai mercati esteri ha raggiunto infatti i 340 milioni di dollari, per un bottino globale di circa 490 milioni, a dispetto delle stroncature della critica e dei commenti negativi di quasi tutti gli spettatori. Delude, invece, la new-entry al quinto posto: si tratta dell’horror The Lazarus Effect di David Gelb, con Mark Duplass, Olivia Wilde ed Evan Peters, che deve accontentarsi di 10,6 milioni di dollari in oltre 2600 sale, con una media inferiore ai 4000 dollari a sala.

LA JULIANNE MOORE DA OSCAR CONQUISTA LA TOP 10

Rispetto allo scorso week-end, tengono discretamente le due precedenti new-entry, ovvero McFarland, USA, con Kevin Costner, al sesto posto con 7,8 milioni di dollari, e la commedia The DUFF, all’ottavo posto con 7,1 milioni (in entrambi i casi, i cali si aggirano attorno al 30%); va assai peggio alla commedia Hot Tube Time Machine 2, che dopo il flop del debutto perde addirittura il 60% e scivola al decimo posto con appena 2,4 milioni. Il fine settimana post-Oscar, inoltre, vede resistere in Top 10 American Sniper (premiato per i migliori effetti sonori), che scende al settimo posto con 7,7 milioni di dollari e un totale da record di 331 milioni sul territorio nazionale; nell’arco di una settimana, il war-movie di Clint Eastwood dovrebbe superare i 336 milioni di Hunger Games e diventare ufficialmente l’assoluto campione d’incasso del 2014 negli USA. Intanto Julianne Moore, ricompensata finalmente, domenica scorsa, con un meritatissimo Oscar come miglior attrice, festeggia l’ingresso di Still Alice in Top 10: grazie ad un’espansione in ben 1300 sale e all’effetto Academy, il dramma interpretato dalla Moore guadagna la nona posizione con 2,7 milioni di dollari d’incasso e un robusto totale di 12 milioni, un ottimo risultato per un film indipendente.

GLI OSCAR FANNO SPICCARE IL VOLO A BIRDMAN

Ma Still Alice non è l’unico titolo a beneficiare della serata degli Academy Award: al dodicesimo posto Birdman di Alejandro González Iñárritu, vincitore di quattro Oscar per miglior film, regia, sceneggiatura e fotografia, passa da 400 a 1200 schermi, incassando quasi due milioni di dollari per un totale ben 40 milioni (cinque milioni di spettatori negli USA), la metà rispetto ad un incasso mondiale di 80 milioni. Segue al tredicesimo posto The Imitation Game, premio Oscar per la miglior sceneggiatura adattata, con un totale prossimo agli 87 milioni, mentre vedono crescere i propri incassi sia Whiplash (tre premi Oscar per l’attore supporter J.K. Simmons, il montaggio e il sonoro), 677.000 dollari e 12,2 milioni di totale, e La teoria del tutto (premio Oscar all’attore protagonista Eddie Redmayne), 649.000 dollari e 35 milioni complessivi. 523.000 dollari per il vincitore dell’Oscar al miglior film d’animazione, Big Hero 6, che valica la soglia dei 220 milioni, mentre raggiunge quota 50 milioni Selma - La strada per la libertà (Oscar per la miglior canzone con Glory). Fra le new-entry, mediocre debutto al quindicesimo posto per la commedia messicana A la mala di Pedro Pablo Ibarra, con 1,4 milioni di dollari in 384 sale. Delusione anche per David Cronenberg: Maps to the Stars, il suo ritratto da incubo della Hollywood contemporanea con Mia Wasikowska, John Cusack e una strepitosa Julianne Moore premiata come miglior attrice al Festival di Cannes, apre con appena 139.000 dollari in 66 cinema e una media di 2100 dollari a sala. Convince assai di più ’71 di Yann Demange, dramma storico con il giovane Jack O’Connell, che guadagna 60.000 dollari in soli quattro cinema.