Rubrica Box Office Italia 4 - 7 giugno 2015

Per essere stato un bel week end estivo, le cose non sono poi andate tanto male al box office italiano, solitamente deserto nelle giornate adatte per il mare, con Fury che è andato piuttosto bene.

rubrica Box Office Italia 4 - 7 giugno 2015
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A ben sette mesi di distanza dalla sua uscita nelle sale americane, dove ha riportato un ampio successo, e dopo una serie di ritardi distributivi causati anche dal fallimento di Moviemax, il dramma bellico Fury è arrivato finalmente anche nelle sale italiane. Il film sulla Seconda Guerra Mondiale, interpretato da Brad Pitt, Shia LaBeouf, Logan Lerman e Scott Eastwood e distribuito ora da Lucky Red, si assicura il primo posto nella classifica del box-office italiano, con 961.000 euro d'incasso nei giorni compresi fra il 4 e il 7 giugno in 480 cinema e una media di 2000 euro per sala; comprendendo anche il ricavato del primo giorno di programmazione, Fury ha incassato in totale 1.565.000 euro, un risultato più che dignitoso considerando anche il periodo particolarmente fiacco e i primi esodi per le mete vacanziere. Crollo verticale invece, con una flessione addirittura del 63%, per il film catastrofico San Andreas, che scende al secondo posto con appena 367.000 euro in 402 cinema, una misera media di 915 euro per sala e un totale di poco meno di due milioni di euro.

DRASTICO CALO PER YOUTH DI SORRENTINO

Calo drastico pure per Youth - La giovinezza, che perde un altro sostanzioso 63% e scende al terzo posto con appena 345.000 euro in 457 cinema. Il discusso film di Paolo Sorrentino, con Michael Caine e Harvey Keitel, sembra aver esaurito in fretta il tam-tam mediatico dal Festival di Cannes e non sta certo godendo dello stesso, eccezionale effetto passaparola de La grande bellezza: il totale, dopo le prime tre settimane, è di cinque milioni di euro, una cifra di tutto rispetto ma assai inferiore a quanto era lecito aspettarsi dopo l'eccellente debutto (2,6 milioni). Al quarto posto esordisce tiepidamente Insidious 3 - L'inizio, prequel ben poco apprezzato della fortunata saga horror, con 311.000 euro in 206 cinema (media di 1510 euro per sala), che salgono a 374.000 euro considerando anche la giornata di mercoledì. Apertura estremamente debole in quinta posizione per il sentimentale La risposta è nelle stelle, con Scott Eastwood, che registra solo 296.000 euro in 300 cinema, con una pessima media di 988 euro per sala (ma del resto, i risultati non sono stati esaltanti neppure in patria). Davvero poco da esultare anche nella metà bassa della Top 10, con Tomorrowland - Il mondo di domani in caduta libera al sesto posto con 214.000 euro (totale di 2,7 milioni, una mezza delusione).

LE NEW-ENTRY: DA LE REGOLE DEL CAOS AD EISENSTEIN IN MESSICO

Al settimo posto segnaliamo il freddo esordio del dramma in costume Le regole del caos, con Kate Winslet, Matthias Schoenaerts e Alan Rickman, che raccoglie appena 112.000 euro in 152 cinema, con una pessima media di 740 euro per sala. A dispetto del boom negli USA, qui in Italia Pitch Perfect 2 si conferma un sostanziale fiasco, crollando al nono posto con soli 78.000 euro (un calo mostruoso del 73% rispetto all'esordio) e un totale di 521.000 euro. Qualche soddisfazione in più se la prende BIM Distribuzione, che piazza all'undicesimo posto l'applauditissima commedia brasiliana di Anna Muylaert È arrivata mia figlia, con 77.000 euro in 61 cinema (un risultato accettabile per un piccolo film semi-invisibile). Apertura disastrosa invece, al quattordicesimo posto, per Accidental Love, commedia di David O. Russell con Jake Gyllenhaal e Jessica Biel, ripescata dal magazzino dopo anni di oscurità: l'incasso è di appena 24.000 euro in 117 cinema, con una ridicola media di 206 euro per sala. Una new-entry di maggior interesse, infine, è Eisenstein in Messico, nuovo lavoro di Peter Greenaway, dedicato al grande regista sovietico de La corazzata Potemkin: distribuito in soli 18 cinema, il film di Greenaway segna 19.000 euro aprendo al diciassettesimo posto, con buone chance però di incrementare gli incassi grazie al passaparola.