Rubrica Box Office 16 -18 Gennaio 2015

Scopriamo insieme chi vince e chi perde al botteghino questo week end. Edizione del 16 Gennaio 2015

rubrica Box Office 16 -18 Gennaio 2015
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Week-end da record per American Sniper: il war-movie diretto da Clint Eastwood, che si è appena aggiudicato sei nomination all’Oscar (tra cui miglior film e miglior attore per Bradley Cooper), dopo gli eccellenti risultati in limited release registra un risultato spettacolare nella sua espansione in oltre 3500 sale. Per la pellicola della Warner Bros. Si parla infatti di un incasso di ben 90 milioni di dollari, con una media stratosferica di 25.000 dollari a sala e undici milioni di spettatori. Si tratta di cifre senza precedenti per Eastwood, in procinto di ottenere il maggiore successo commerciale della sua carriera da regista: American Sniper, infatti, dovrebbe superare entro una settimana i 148 milioni di dollari incassati nel 2008 da Gran Torino. Difficile prevedere fino a che punto possa arrivare la pellicola, film che sta riportando numeri eccezionali anche in Italia e in molti altri paesi del mondo, ma un successo di queste proporzioni rappresenta davvero un unicum... che l’opera di Eastwood possa tagliare il clamoroso traguardo dei 300 milioni negli USA? Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane...

THE WEDDING RINGER E PADDINGTON SUL PODIO

Ad anni luce di distanza dall’inafferrabile American Sniper troviamo due new-entry che si insediano sul podio della classifica del box-office. Al secondo posto, con 21 milioni di dollari in 3000 sale e un’ottima media di 7000 dollari a sala, si piazza la commedia romantica a sfondo matrimoniale The Wedding Ringer, diretta da Jeremy Garelick (film destinato ad incassare molto più negli USA che nel resto del mondo). Al terzo posto, forte degli strepitosi incassi riportati in patria (50 milioni di dollari soltanto in Gran Bretagna), esordisce invece Paddington di Paul King, commedia per famiglie basata sulle avventure del simpatico orsetto Paddington (doppiato in originale da Ben Whishaw), e con un cast di “umani” che comprende Hugh Bonneville, Sally Hawkins, Julie Walters, Jim Broadbent e Nicole Kidman: 19,3 milioni di dollari in 3300 sale, per una media di poco meno di 6000 dollari a sala. Precipita dal primo al quarto posto, con un calo di quasi due terzi rispetto al debutto, Taken 3 - L’ora della verità, con 14 milioni di dollari e un totale di 62 milioni, mentre al quinto posto scende Selma - La strada per la libertà: nel week-end dedicato a Martin Luther King, il dramma storico di Ava DuVernay, reduce dalla mezza delusione agli Oscar (appena due nomination, meno del previsto), aggiunge altri 8,3 milioni di dollari a un solido bottino di 26 milioni.

CLAMOROSO FLOP PER BLACKHAT DI MICHAEL MANN

Sempre a proposito di Oscar, è andata decisamente meglio a The Imitation Game di Morten Tyldum, che ha raccolto ben otto nomination, tra cui miglior film, regia, attore per Benedict Cumberbatch e attrice supporter per Keira Knightley; dopo otto settimane di programmazione, The Imitation Game resiste stabile al sesto posto con 7,2 milioni di dollari in 1600 sale, per un totale di 50 milioni di dollari. Cala dal terzo al settimo posto il musical Disney Into the Woods, che è valso all’inossidabile Meryl Streep la sua candidatura numero 19: 6,5 milioni di dollari per un totale di ben 114 milioni, a suggello di una scommessa pienamente vinta per il film di Rob Marshall. All’ottavo e al nono posto, cali più sensibili per Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate (4,8 milioni) e Unbroken di Angelina Jolie (4,2 milioni), ma la vera sorpresa della settimana è il tragico fiasco, assolutamente inaspettato, di uno dei film teoricamente più attesi di inizio 2015: Blackhat, il nuovo action-movie del maestro Michael Mann, con protagonista il divo Chris Hemsworth. Penalizzato forse dal responso tiepido dei critici, Blackhat debutta con appena quattro milioni di dollari in oltre 2500 sale, con una media ridicola di 1570 dollari a sala, a fronte di un budget di 70 milioni: un disastro assurdo ed inspiegabile, lontanissimo dagli esordi di circa 25 milioni segnati dai tre precedenti film di Mann (Collateral, Miami Vice e Nemico pubblico)... quale la ragione di questo “bagno di sangue” per la Universal?

L’ESORDIO DI STILL ALICE E GLI ALTRI FILM DA OSCAR

L’effetto dei Golden Globe e delle nomination agli Oscar ha giovato senz’altro a numerosi film, oltre ad American Sniper e The Imitation Game: a partire da Birdman, premiato con due Golden Globe (fra cui quello al protagonista Michael Keaton) e forte di nove candidature agli Oscar, che questo week-end guadagna 1,5 milioni dollari in 471 sale, portandosi ad un totale di 28 milioni. Se Wild e Vizio di forma (due nomination a testa) subiscono entrambi sostanziosi cali, raddoppia i suoi incassi invece il dramma Foxcatcher, forte di cinque nomination (fra cui miglior regia per Bennett Miller e miglior attore per Steve Carell), con oltre un milione di dollari in più di 750 sale e un totale di 10 milioni. Ottimo incremento pure per La teoria del tutto, che vanta cinque nomination (fra cui miglior film) e due Golden Globe, incluso il premio a Eddie Redmayne: 960.000 dollari in poco più di 500 sale e un totale di 27 milioni. A vedere lievitare i propri incassi, benché in misura minore, sono poi Whiplash (412.000 dollari), il favoritissimo Boyhood (243.000 dollari) e Due giorni, una notte (117.000 dollari), in lizza per l’attrice Marion Cotillard, mentre A Most Violent Year, escluso a sorpresa dall’elenco dei candidati, guadagna 313.000 dollari in 39 sale, con una discreta media di 8000 dollari a sala. Sempre in ambito limited release, ottimo esordio per Still Alice, il film di Richard Glatzer e Wash Westmoreland che ha fatto conquistare a una meravigliosa Julianne Moore il Golden Globe e la nomination all’Oscar come miglior attrice: 212.000 dollari in 12 cinema, con una media di oltre 17.000 dollari a sala.