Recensione Woody

Tutto quello che avreste voluto sapere su Woody Allen ma non avete mai osato chiedere...

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Con all'attivo 42 lungometraggi in 42 anni di carriera, Woody Allen è una delle voci più influenti, originali e significative del cinema contemporaneo.
Principale innovatore della commedia americana, artista a tutto tondo, ha fatto del cinema, dell'umorismo, della comicità, della musica e dell'arte più in generale non solo la propria ragione di vita ma anche una vera e propria valvola di sfogo contro ansie, paure, psicosi e paranoie. Poliedrico all'ennesima potenza, non si è mai imposto limiti creativi, girando commedie, drammi, storie d'amore e thriller, tutti uniti dall'eterno, immortale spirito filosofico, intellettualmente pessimista e spiritualmente tragico che, da sempre, lo contraddistingue.
Nato a New York il 1° dicembre di quasi 77 anni fa, è proprio alla tanto amata città che gli ha dato i natali che Woody Allen - un tempo Allen Stewart Königsberg - deve molti dei momenti più belli della sua lungimirante carriera.
Amore, quello per la Grande Mela, da lui più volte celebrato in svariate opere della sua straripante filmografia, cui ancora, di anno in anno, il goffo, occhialuto, impacciato genio newyorkese aggiunge importanti tasselli per ricordare al mondo - se davvero ce ne fosse bisogno - che egli esiste, e con lui, le sue magnifiche, romantiche, epocali storie.

IO e WOODY

Dire qualcosa di non risaputo sul conto di Woody Allen è impresa assai ardua forse addirittura per lo stesso Woody Allen. Ma, a suo modo, ci prova comunque il regista Robert B. Weide, già responsabile del modesto Star System - Se non ci sei non esisti (2008), che ha seguito a stretto contatto la vita del maestro newyorkese per oltre un anno, in coincidenza con la realizzazione e la successiva premiere del suo Midnight in Paris (2011) al Festival di Cannes.
"Convivenza", questa, che lo ha portato, giust'appunto, a realizzare il documentario dall'emblematico titolo Woody, anch'esso presentato alla kermesse transalpina proprio quest'anno.
Si tratta di un coinvolgente ed estremamente esaustivo - l'edizione per le sale è di 113 minuti, mentre quella che uscirà in home-video supererà addirittura le tre ore - resoconto della vita pubblica e privata del regista, dal quale, logicamente, si può essere attratti solo e soltanto se si nutre un grande amore verso il suo cinema. Detrattori e spasimanti degli action-movie testosteronici si tengano dunque alla larga, perchè quella di Weide è essa stessa una sincera dichiarazione d'amore verso Woody Allen, che stupisce soprattutto per la sua compattezza e ricchezza di materiale, svelando inoltre - per voce dello stesso Allen - particolari ammiccanti e retroscena su cui i media hanno più volte gettato valanghe di parole e inchiostro senza mai giungere ad alcuna conclusione plausibile.
Su tutti, l'ormai celeberrimo scandalo del 1992 che vide al centro Woody Allen per la sua clamorosa relazione con Soon-Yi (sua attuale consorte), figlia adottiva di Mia Farrow, una delle più celebri muse ispiratrici delle sue opere nonché compagna di lunga data.
Ma, più che su qualunque altra cosa, l'attenzione di Robert B. Weide è rivolta a raccontare il Woody Allen uomo più che il Woody Allen divo e artista; nel documentario vediamo, infatti, come Woody trascorre le sue giornate, da tipico uomo newyorkese che si sveglia la mattina, apre il cassetto del suo comodino per riguardare gli appunti delle storie che vorrebbe trasformare in film, pensa e lavora - per comporre le sue sceneggiature utilizza, da sempre, la stessa macchina da scrivere che acquistò a sedici anni, quando già la sua vena artistica si concretizzava in articoli di giornale, testi per trasmissioni televisive e sketch comici poi evolutisi in quello che, ormai, tutti conosciamo.
A fare da cornice all'appassionante racconto autobiografico del regista, impeccabilmente reso in immagini da Weide, si aggiungono le dichiarazioni di moltissimi colleghi e interpreti dei suoi film, tra cui Sean Penn, Naomi Watts, Owen Wilson, Penélope Cruz, Scarlett Johannson, Josh Brolin, Larry David, Diane Keaton e Martin Scorsese, il quale afferma: "Nessuno ha così tanto da dire sulla vita come Woody Allen..."

Come dargli torto?

Woody Per gli amanti del cinema di Woody Allen, arriva un'imperdibile chicca rappresentata dall'interessantissimo documentario di Robert B. Weide, che ha seguito il regista newyorkese per oltre un anno documentando ogni particolare della sua vita pubblica e privata, andando inoltre a riscoprire materiale d'archivio e clamorosi scandali mai del tutto chiariti. Ad arricchire il tutto, una carrellata di nomi e volti noti che hanno lavorato con il regista e che apportano il loro contributo con aneddoti e rivelazioni.

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