Venezia 2011

Recensione W.E. - Edward e Wallis

Nuova, altalenante prova alla regia per la regina del pop

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Se siete fan di Madonna, perché dovreste andare a vedere il suo secondo film da regista, W.E. visto che lei non vi compare? Risposta, perché la amate e la seguite, e siccome avete visto anche il suo primo lavoro, Sacro e profano, giustamente volete verificare quanto è stata brava a dirigerne un altro. Ovviamente, se non siete fan di una delle più amate pop star della scena mondiale, il problema non si pone. Ma anche a voi potrebbe pungervi la curiosità. Ed allora, ad entrambe le categorie, noi consigliamo: aspettate che il film passi in tv. A meno che non facciate parte di quello stuolo di spettatrici e spettatori che amano alla follia le grandi storie d’amore contrastate portate sul grande schermo. Se siete fra costoro, di certo non farete caso alla noia che vi assalirà magari perché il film è piuttosto convenzionale, o perché fa sfoggio di sfarzi inutili nelle scene e nei costumi, o perché ha un montaggio troppo frenetico. E tutto sommato, forse neanche vi turberà trovarvi di fronte ad una film troppo ambizioso per emozionarvi davvero. Madonna ha raccontato che le sono occorsi quasi tre anni per scrivere la sceneggiatura di W.E. Forse ce ne volevano altri tre per regalarci qualche verità in più. Inoltre, ha spiegato che la riduzione su celluloide della leggendaria storia d’amore tra Wallis Simpson, elegante signora americana con già alle spalle un paio di matrimoni, ed Edoardo VIII d’Inghilterra, David per gli intimi, è stata realizzata grazie all'incoraggiamento dei suoi ex mariti registi Sean Penn e Guy Ritchie. Ma anche dal suo amico sceneggiatore Alek Keshishian, già autore del film-documentario A letto con Madonna. E se la prossima volta rinunciasse agli "aiutini"?

Don't cry for me, U.K.

«Wallis Simpson non è stata mai capita ed io ho cercato di raccontarne, finalmente, l’umanità» ha dichiarato la regista. In effetti, forse questo è uno dei pochi meriti di questa che, comunque, resta una interessante avventura cinematografica. "La più grande love story del Ventesimo secolo" racconta di come - siamo nel 1936 - Edward si innamori di questa donna minuta e neanche troppo bella ma molto, molto arguta che porterà lui a rinunciare alla corona inglese lasciando il suo posto al fratello balbuziente, Bertie (ricordate? Era il protagonista de Il discorso del Re con Colin Firth). E lei ad immolarsi in un esilio dorato lontano dal mondo charmant cui era abituata poiché non accettata dalla famiglia Windsor. Nel film, la vicenda corre parallela con quella moderna di Wally Winthrop, giornalista triste e sfortunata perché suo marito non l’ama più, la quale, ossessionata dalla parabola di Wallis Simpson, la insegue ovunque per riviverne le gesta attraverso i suoi oggetti, i vestiti e le sue lettere che scoprirà in un’asta a Manhattan, nel 1998. Dunque, due racconti che scorrono a distanza di 60 anni circa l’uno dall’altro. Ma mentre la parte più romantica legata a Wallis e Edward (sullo schermo, James d'Arcy) regala momenti di autentica ispirazione - per tutti Wallis che accondiscende alla richiesta di suo marito ammalato e, ai piedi del letto, improvvisa una specie di ballo rock, tutto ritmo e seduzione - la parte attuale risulta spesso asfittica, banale e mai convincente. E la distanza è segnalata anche dalle interpretazioni delle due attrici: molto ben intonata Andrea Risenborough nei panni di Wallis Simpson, assolutamente atona come una bambolina di stoffa Abbie Cornish.

W.E. - Edward e Wallis Arrivata in Laguna da vera star, con cinque alberghi prenotati per depistare i giornalisti e gran codazzo di assistenti al seguito, Madonna in conferenza stampa si è presentata vestita da suorina con tante croci di brillanti sparse, al petto, sul braccialetto... E pensare che, quando presentò il suo primo film con il cantante ucraino Eugene Hutz dei Gogol Bordello, arrivò vestita da teppistella del Bronx. Convinse la critica ma non il pubblico. Vedremo stavolta. In ventisei anni di carriera, comunque, perlopiù da musicista, Madonna al cinema puo' contare su ben sedici titoli all'attivo tra cui Evita, Dick Tracy, Ombre e nebbia. Qualcuno malignamente fa notare: più flop che successi. Ma che cambia? Madonna crede nell’amore - ha spiegato a Venezia - e ha affermato che ''ciò non può mai essere banale perché capire l’amore è capire l’essenza di Dio''. Sarà per questo che nel film regalerà il più classico dei lieto fine alla bella ma inarticolata Wally-Abbie?

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