Recensione Una pallottola spuntata

Il cult comico dei fratelli Zucker con protagonista un irresistibile Leslie Nielsen

recensione Una pallottola spuntata
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Non tutti lo sanno, ma Una pallottola spuntata non segna la prima apparizione dell'imbranato detective Frank Drebin. Il popolare personaggio ha infatto visto la luce in una precedente serie televisiva creata nel 1982 e trasmessa in Italia, dopo il clamoroso successo di pubblico del film, con il titolo Quelli della pallottola spuntata. Sul mezzo televisivo, nonostante le critiche favorevoli, il progetto venne chiuso dopo solo sei puntate; fu proprio l'apprezzamento dei fan a spingere i produttori a realizzarne, sei anni dopo, la prima trasposizione sul grande schermo (su un totale di tre), riprendendo gli storici protagonisti della serie a cominciare dal protagonista Leslie Nielsen, già reduce al cinema del successo del dittico di L'aereo più pazzo del mondo, anch'esso diretto e partorito dalle menti del trio ZAZ (acronimo di David Zucker, Jim Abrahams e Jerry Zucker).

God save the queen

Il tenente Frank Drebin, appena tornato da una vacanza in Libia durante la quale ha anche sventato un attacco terroristico, si reca in ospedale a trovare il collega Nordberg, sopravvissuto per miracolo durante un'investigazione. Indagando sul caso, gli indizi sembrano condurre al facoltoso uomo d'affari Ludwig, Debrin scopre che qualcuno sta organizzando un piano per uccidere la regina Elisabetta, attesa come ospite d'onore a Los Angeles nei giorni a venire. Con l'aiuto della bella Jane, segretaria di Ludwig con la quale nasce una focosa passione, il tenente dovrà cercare di sventare il complotto e salvare la vita della regina.

Naked Gun

Quando comicità demenziale non faceva rima con stupidità, come accade nel 99% delle produzioni di genere odierne, uscivano cult universali come Una pallottola spuntata, capaci di reggere il passo del tempo con sorprendente semplicità e di divertire più di una generazione. Una satira strabordante e ricca di originalità (il primo film è il meno citazionista della trilogia) che si protrae in una serie infinita di gag in serie, giocando col non-sense e con una vis comica che, rispecchiando in pieno le atmosfere ottantiane, non disdegna rimandi al periodo classico. Il tutto collegato in una trama abbastanza solida che, pur perdendosi in una piacevole caciara nei venti minuti finali, ripercorre in chiave ironica gli stilemi del noir (il voice-over costante di Debrin) e del poliziesco (dagli inseguimenti in macchina alle strambe sparatorie) sfruttando magnificamente la straordinaria mimicità del compianto Leslie Nielsen, vera e propria punta di diamante di un cast altrimenti ligio allo scopo. Dall'indimenticabile prologo, nel quale il tenente sventa un attentato prendendo a cartoni Arafat, Gorbaciov e Gheddafi, alla "sfortunata presentazione" con la Regina, il film regala risate in serie trovando anche una notevole ispirazione nelle battute, adattate con una certa classe (e l'impresa non era semplice) nel doppiaggio italiano.

Una pallottola spuntata Titolo di culto per chi è cresciuto negli anni'80 e '90, Una pallottola spuntata fa rimpiangere,e non poco, il vulcano di idee del trio ZAZ, capace di realizzare pellicole demenziali/parodistiche d'alta classe, ben lontane dallo squallore contemporano dei vari Ghost Movie ed emuli. Con una storia semplice ma riuscita il film vive sulla scia irresistibile di gag e battute, trovando come ariete di sfondamento la contagiosa e simpatica bravura di Leslie Nielsen.

8

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