Recensione Una bugia di troppo

L'inedito Eddie Murphy... senza parole!

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Chissà quale oscuro motivo ha portato il re della risata degli anni Ottanta Eddie Murphy a legarsi artisticamente, a carriera ormai più che satura, al Brian Robbins che, attivo come regista soprattutto in ambito televisivo, i seguaci irriducibili del cinema horror a basso costo ricordano anche per essere stato uno degli interpreti di Ork (1988) di John Carl Buechler e di C.H.U.D. II-Bud the Chud (1989) di David Irving.
Già, perché, sotto la regia di Robbins, il protagonista della serie Beverly Hills cop e de Il principe cerca moglie (1988) non solo aveva già preso parte ai discutibili Norbit (2007) e Piacere Dave (2008), ma si trova anche al centro di questo A thousand words, che, con il titolo Una bugia di troppo, arriva nel nostro paese direttamente nel mercato dell'home video digitale, sotto il marchio Paramount, senza passare per le sale cinematografiche.
Una commedia a tinte soprannaturali che lo vede impegnato a vestire i panni di Jack McCall, il quale, abituato a concludere qualsiasi affare grazie alla sua incessante parlantina, si ritrova in un bel pasticcio quando prende di mira un guru della New Age; in quanto non solo nel cortile della sua casa spunta un magico fico sacro, ma scopre anche che esso perde una foglia ogni volta che lui pronuncia una parola.

Il dvd

Su sceneggiatura dello Steve Koren che scrisse, tra l'altro, il Cambia la tua vita con un click (2006) interpretato da Adam Sandler, quindi, i quasi novanta minuti di visione si costruiscono in particolar modo sugli stratagemmi escogitati da Jack per poter comunicare con gli altri senza aprire bocca; perché, se le foglie dell'albero dovessero cadere tutte, morirebbero entrambi.
Con un cast comprendente, tra gli altri, la Kerry Washington di Manuale d'infedeltà per uomini sposati (2007) e il Clark Duke di Sex movie in 4D (2008), un'idea di partenza in un certo senso vicina a quella che fu alla base di Bugiardo bugiardo (1997) con Jim Carrey e che non esita a mostrarci Murphy costretto a esprimersi per mezzo di mimi o aiutare un non vedente ad attraversare la strada senza potergli dire quando è il momento giusto per farlo.
Anche se una delle sequenze più simpatiche del lungometraggio è, di sicuro, quella in cui si trova a dover effettuare una conversazione telefonica sfruttando action figure di Terminator e Scarface, oltre ad altri giocattoli parlanti assortiti.
Fino all'immancabile - ma indispensabile - lieto fine infarcito di buoni sentimenti di quella che, presentata in questo caso con sei scene eliminate quali contenuti speciali, non assume altro che i connotati di una tanto gradevole quanto intelligente allegoria su celluloide relativa all'importanza dell'uso delle parole e del non sprecarle quando non necessario nel corso della vita.

Una bugia di troppo Dopo Norbit (2007) e Piacere Dave (2008), Eddie Murphy torna ad essere diretto da Brian Robbins per una commedia a tinte soprannaturali che arriva in Italia direttamente su supporto dvd, distribuita da Paramount. Una favola dal sapore quasi dickensiano che, curiosamente, si costruisce sulla malsana idea di permettere di parlare poco e niente colui che ha sempre fatto del turpiloquio e della battuta le sue principali armi. Eppure, complice qualche apprezzabile trovata sfornata dallo script di Steve Koren, l’insieme sembra funzionare discretamente, con immancabile doccia di buoni sentimenti pronta ad investire lo spettatore nella parte conclusiva. Mentre ci si chiede come mai i già citati Norbit e Piacere Dave abbiano ottenuto una distribuzione in sala e questo, decisamente superiore rispetto a entrambi, no.

6

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