Recensione Un Fantasma Per Amico

Dalle pagine di Otfired Preussler al cinema, le avventure di un tenero fantasmino amico dei bambini

recensione Un Fantasma Per Amico
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Quando si è piccoli, si sa, la fantasia galoppa. Il piccolo ma sveglio Karl è spesso tacciato di adoperarne troppa e di sognare troppo ad occhi aperti, soprattutto per quel che riguarda il suo argomento preferito: i fantasmi. Il ragazzino si apposta la sera col telescopio scrutando il cielo alla ricerca di misteri, e una sera, sui torrioni del castello di Eulenstein, scorge qualcosa di molto strano. Che sia davvero un fantasma? Karl non tarderà a scoprire la verità, perché durante una visita scolastica notturna al castello incontrerà proprio un tenero fantasmino, intento a scovare un modo per combattere il sortilegio che lo costringe a poter girovagare libero solo per un'ora al giorno, a partire dalla mezzanotte. Il loro incontro/scontro darà origine a tutta una serie di divertenti vicissitudini nella cittadina, andando a sconvolgerne l'abitualmente placida vita proprio alla vigilia dell'annuale Festa Svedese. Karl, insieme agli inseparabili compagni di classe Hansen e Marie, troverà dunque un fantasma per amico?

Il piccolo fantasma

Otfried Preussler, noto scrittore boemo di libri per ragazzi, nella sua lunga carriera ha dato alle stampe tanti personaggi entrati nell'immaginario comune. Tra questi vi è anche il tenero fantasmino protagonista de Il piccolo fantasma, uscito nel 1966 e da allora popolarissimo e già trasposto in animazione. Ma la versione del regista svizzero Alain Gsponer è la prima a mescolare live action e CG, per di più di discreta fattura. La storia è quella di sempre, e vede da un lato il tenero fantasma alle prese prima col suo desiderio di scoprire il mondo “alla luce del giorno” e poi con le problematiche conseguenze dell'aver realizzato il suo sogno, e dall'altro Karl, incolpato di aver trafugato un prezioso orologio dal museo del castello e impegnato a scagionarsi e, al contempo, ad aiutare il suo nuovo e bizzarro amico. Tutto ciò, naturalmente, contornato da adulti pasticcioni, svagati e boriosi, quadri che prendono vita, servizievoli topolini e saggi gufi, per un divertimento adatto a tutta la famiglia, ma in special modo ai più piccoli.

Un Fantasma Per Amico È innegabile che il target dell'operazione Un fantasma per amico è molto basso e non va al di là degli alunni delle scuole primarie ed elementari, ma la nuova trasposizione cinematografica delle avventure del fantasmino ideato da Otfried Preussler è assai ritmata e divertente, non lasciando nulla al caso seppur, chiaramente, il tutto sia molto semplice e alla portata di qualunque bambino, senza ulteriori sottotesti o chiavi di lettura. Ed è giusto anche così, calcolando inoltre che, pur lontani dai risultati tecnici di un film hollywoodiano, per essere una piccola produzione il risultato è più che meritevole.

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