Recensione Un amore di gioventu

Mia Hansen-Løve e i patimenti di un amore giovanile che non si spegne mai

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Un grande primo amore, di quelli frizzanti e volubili come solo gli amori adolescenziali sanno essere, è il tema sviscerato in Un amore di gioventù dalla giovane (classe 1981) e promettente regista francese Mia Hansen-Love (già apprezzata per la delicatezza narrativa impressa ne Il padre dei mie figli). Un film che sembra coniugare con estrema naturalezza l'indagine sulla stagionalità amorosa del cinema di Rohmer con l'universalità di un sentimento tanto ammaliante quanto ostile, capace di imprimersi nella memoria di un tempo che diviene statico, quasi negando a chi lo subisce la possibilità di procedere o di tornare indietro. Ma seguendo il filo del pensiero di Kierkegaard, secondo cui "La vita non può essere compresa che tornando indietro, ma deve essere vissuta andando avanti", la Hansen-Love fa ruotare il dibattito amoroso attorno a una scansione temporale atipica, che progredisce nella sua immobilità (come rimangono immobili i corpi dei protagonisti negli anni, nonostante il tempo passi). Una commistione di movimento e stasi che coinvolge anche e soprattutto la protagonista Camille (la rivelazione Lola Creton) che cela nel suo sguardo le medesime dosi di determinazione e smarrimento, enfatizzando bene quel conflitto interiore che stenta a sopirsi. Non tutto è chiaro, lineare, condivisibile, in questo terzo film della francese Hansen-Love, eppure bisogna riconoscerle che la carica passionale e poetica con cui la regista tratteggia ogni inquadratura come fosse un quadro di Monet, e di pari passo abbraccia la sofferta educazione sentimentale della sua protagonista, trova un linguaggio perfetto nella cornice bucolica in continuo movimento (tra campagna e città) che fa da sfondo. Quel paesaggio splendido e inafferrabile in cui il sogno d'amore è prima coltivato e poi lentamente annegato è la fiera sofferenza di una forza incontrollata che si agita nell'uomo attraverso il sentimento, che a volte si piega e altre si spezza come un ramo senza vita, o vola via, come un cappello di paglia rubato dal vento che spira sulla Loira.

Per un'estate e per sempre

Quello tra Camille e Sullivan, lei quindicenne lui di quattro anni più grande, è un amore sincero e totale che nasce in una stagione luminosa e nella consapevolezza della sua caducità, perché i loro cuori sono ancora troppo giovani per sopportare il peso di un destino. Ma mentre Camille vive il rapporto con assolutezza e abnegazione, Sullivan, assieme all'amore per Camille, coltiva anche il sogno di andare in Sud America, fare esperienza, e gettare le basi della propria vita da adulto.

La separazione tra i due, inevitabile e repentina, sarà traumatica soprattutto per Camille, rimasta in una Parigi oramai priva di qualsiasi slancio, abulica come il suo stato d'animo, le cui giornate sono scandite solo dalla spasmodica attesa di una lettera dal suo amato, il quale manterrà i contatti per un breve 'commiato amoroso' prima di sparire per sempre. Scampata per un soffio la tragedia d'amore, Camille si rimetterà poi in piedi grazie alla inattesa passione per l'architettura che, col passare degli anni, la metterà anche sulla strada di Lorenz, un affermato architetto di diversi anni più grande del quale Camille diventerà prima assistente e poi compagna. Ma quando oramai il ricordo di un amore duro a morire sembra essere stato soppiantato dalla solidità di un'altra vita concreta e finalmente possibile, Sullivan riapparirà portandosi appresso tutta la forza dissestante di un amore che, nel bene o nel male, non si spegne mai.

Un amore di gioventù Là dove la vita alza un muro, l’intelligenza apre una breccia sostiene Proust ne Il tempo ritrovato, indicando come sia precipuo della natura umana trovare vie d’uscita anche là dove non se ne intravedono. In un amore di gioventù la protagonista Camille impiega quasi dieci anni per trovare una via di fuga da un amore che era stato in grado di paralizzare la sua vita da adolescente e condizionare la strada verso la via adulta. Nonostante lo straniamento temporale che provoca la stasi temporale dei due protagonisti (identici a sé stessi anche dopo quasi dieci anni) il film della Hansen-Love, insegue e (in parte) trova una voce universale cui aggrapparsi, spiegando tutto non attraverso lo scorrere degli eventi ma piuttosto attraverso le fotografie di certi attimi che segnano la breve fase dell’amore e la sua lunga agonia. Complice una colonna sonora (che include anche il bellissimo pezzo Water di Johnny Flynn) che accompagna magistralmente il gusto estetico di un’opera molto attenta alla forma (l’architettura), alla natura (i magnifici paesaggi, gli alberi, i cavalli e tutte cartoline che scorrono davanti ai nostri occhi), e alla dilatazione percettiva della memoria (ancora Proust), Un amore di gioventù dimostra ancora una volta la sensibilità e il grande potenziale artistico di Mia Hansen-Love.

7

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