Recensione Twixt

Il ritorno all'horror di Francis Ford Coppola

recensione Twixt
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Vi era molta attesa per il ritorno di Francis Ford Coppola ad un progetto horror, a quasi vent'anni dall'uscita della sua trasposizione di Dracula. Attivissimo negli ultimi tempi, il regista italo-americano ha scelto il basso profilo, con un produzione low budget (stimato in 7 milioni di dollari) ad opera di American Zoetrope, la società di proprietà sua e di George Lucas. Ha così visto la luce Twixt, storia da lui stesso sceneggiata che vede come protagonisti l'insolita coppia formata da un Val Kilmer sempre più bolso, e dalla lanciatissima Elle Fanning, sorella di Dakota, già vista in Super 8 e Somewhere. Così, dopo le suggestioni temporali di Un'altra giovinezza, e le atmosfere intime e autobiografiche di Segreti di famiglia, Coppola giunge al terzo film negli ultimi quattro anni con un racconto di vampiri che come incipit usa l'abusato tema dello scrittore tormentato...

Tra sogno e realtà

Hall Baltimore (Val Kilmer) è uno scrittore di libri horror, incentrati prevalentemente sul tema della stregoneria, considerato come lo Stephen King di serie b. Giunto in una piccola cittadina americana per promuovere il suo ultimo libro, Baltimore si fa coinvolgere dallo sceriffo locale  (Bruce Dern), suo grande fan, nelle indagini sull'omicidio di una giovane ragazza, sperando così di trovare uno spunto per il suo prossimo romanzo. Ma il paesino nasconde strani segreti, e come se non bastasse il misterioso orologio dai sette quadranti che segnano ognuno ore diverse, e la misteriosa "setta" di giovani dark considerati satanisti dagli abitanti del luogo, lo scrittore in sogno fa la conoscenza di Virginia (Elle Fanning), una ragazzina dodicenne che nasconde un terribile segreto... Ad aiutarlo a risolvere il mistero, sempre durante il sonno, interviene addirittura lo spirito di Edgar Allan Poe (Ben Chaplin).

Twixt

Anche i migliori a volte sbagliano. Twixt si rivela infatti un fallimento completo, incapace di catturare la natura orrorifica di un racconto dalle buone potenzialità di partenza, ma talmente compiaciuto di sé stesso da risultare indigesto anche ai cultori più accaniti del genere. Coppola filma una pellicola sperimentale, laddove le sequenze oniriche si intrecciano alla realtà in modo confusionario e vuoto, incapaci di creare qualsivoglia tensione e con un finale del tutto irrisolto. Una rappresentazione quasi parodistica, che strappa a più riprese risate involontarie, complice anche un Val Kilmer assolutamente fuori parte, vittima di un personaggio la cui caratterizzazione risulta appena abbozzata e accompagnato nella narrazione da comprimari monodimensionali, incapaci di instillare empatia nello spettatore. Non serve neanche la presenza dell'Edgar Allan Poe interpretato da un piatto Ben Chaplin ad ammantare di mistero una storia ricca di plot hole e di situazioni forzate, per di più nemmeno giustificate dall'epilogo. Tra i pochi meriti di questa infelice produzione rimane invece la fotografia, in grado di creare una buona suggestione nelle sequenze oniriche (con un'eccellente contrasto tra bianco nero e colore), e la ammaliante performance di Elle Fanning, attorialmente qualche spanna sopra la più famosa (ma chissà per quanto ancora) sorella Dakota. Anche in questo caso il regista non si dimentica un toccante accenno autobiografico, riguardo alla tragica morte del suo primogenito in un incidente in motoscafo, rappresentato nella scena più intensa, ma è troppo poco per giustificare un'opera le cui alte aspettative sono andate tristemente deluse.

Twixt Coppola firma un horror che, partendo da basi narrative consolidate che vedono il solito scrittore tormentato dai drammi del passato, finisce ben presto per perdersi in eccessi sperimentali, dimenticandosi della storia e risultando in più sequenze una parodia involontaria. La coppia Kilmer / Elle Fanning, nonostante il fascino magnetico di quest'ultima, non funziona e il finale irrisolto getta Twixt in un vortice di autorialità compiaciuta e fine a sé stessa che non ci si aspetta da un autore che ha fatto la storia del cinema.

4.5

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