Recensione Tutti contro tutti

I 'nuovi poveri' nell'opera prima di Rolando Ravello

recensione Tutti contro tutti
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Il piccolo Lorenzo è pronto a festeggiare il sacro giorno della sua prima comunione tra le mura della piccola casa in cui vive in affitto con la madre Anna (Kasia Smutniak), il padre Agostino (Rolando Ravello), il nonno Rocco (Stefano Altieri) e la sorella Erica (Agnese Ghinassi). Di ritorno dalla chiesa con tanto di pizzette, pasticcini e scortati dalla famiglia di Sergio (cognato di Agostino e zio di Lorenzo), i festeggianti non sanno però che ad attenderli c'è una sorpresa che metterà di lì a poco a dura prova la loro esistenza famigliare. Scopriranno infatti che la loro casa è stata abusivamente occupata da un'altra famiglia di ‘mezzi napoletani - gente di giù' che non sembra avere alcuna intenzione di rinunciare all'immobile appena acquisito. Sconvolto ma determinato a riappropriarsi del suo locale, Agostino, nel suo ruolo di capofamiglia, tenterà il tutto per tutto pur di togliere la sua famiglia da quell'insostenibile impasse, spingendosi perfino a convincere l'intero ‘clan' a occupare a oltranza il pianerottolo di casa per riuscire (alla prima occasione utile) a re-impossessarsi del loro spazio vitale. Uno squilibrio logistico che incrinerà anche la solidità dei rapporti interni, costringendo ogni membro a riflettere profondamente sulla propria difficile condizione di ‘senzatetto'. E se il piccolo Lorenzo mostrerà il proprio disagio interiore soprattutto tra i banchi di scuola, e l'adolescente Erika coglierà al balzo il momento per riflettere con maggiore attenzione sulle proprie frequentazioni, sarà proprio il rapporto tra Anna e suo marito Agostino ad attraversare le difficoltà maggiori, trasformando la perdita della casa quale luogo simbolo dell'unità famigliare nello smarrimento del senso ultimo della condivisione di una vita comune.

In guerra con la vita

Dopo essersi cimentato in numerosi e apprezzati ruoli da attore (sia per il cinema sia per la tv) Rolando Ravello debutta come regista con Tutti contro tutti, un film scritto a quattro mani con Massimiliano Bruno che parla del fenomeno molto attuale delle occupazioni di immobili e di quella sorta di guerra civile che vede combattere gli uni contro gli altri i cosiddetti nuovi poveri alla disperata ricerca di un tetto sotto il quale vivere. Ravello utilizza la neo e improvvisa condizione di ‘senzatetto' accordata ai suoi protagonisti per sviscerare così tutto il malessere di una società che affonda le sue grinfie proprio nel cuore dei più deboli, deformando (come attraverso lo spioncino ingrandente tramite cui si confronteranno le due famiglie in lotta per la stessa casa) la percezione di sé stessi e della realtà circostante. Ravello fa propria questa deformazione pratica e concettuale muovendo il suo film lungo il confine di una realtà favolistica che poggia soprattutto sui notevoli pregi di un cast ottimamente selezionato, su tutti la presenza comica di Marco Giallini e dell'irresistibile nonno Rocco (uno straordinario Stefano Altieri), portatore sano di una veracità romana e di una contagiosa e ‘sboccata' simpatia d'altri tempi. Un simbolismo portato avanti nell'alternanza di diversi registri stilistici (che spaziano dalla commedia grottesca al dramma esistenziale passando per una sorta di realismo magico evidente ad esempio nella fugace presenza dei tre ‘osservatori panchinari') e che forse ha il suo maggior difetto proprio nella non totale fluidità con cui si muove attraverso le diverse tonalità della storia. Nonostante ciò, Ravello dimostra audacia e qualità a sufficienza per metter in piedi un prodotto originale nei temi e nella forma, a tratti addirittura toccante nel suo obiettivo di rivendicare il senso di una quotidianità e unità famigliari da preservare a ogni costo, e contro ogni tentativo di incursione nella sfera intima (simboleggiata dalla mura di una casa), diritto e prerogativa di ogni essere umano.

Tutti contro tutti Alla sua opera prima Rolando Ravello realizza un film fresco e sinceramente impegnato nel descrivere (stemperando il dramma nella commedia) la via crucis di chi (da un momento all’altro) si ritrovi sfrattato dalle sue mura e senza un luogo dove tornare. Nonostante l’utilizzo di più piani stilistici crei al film qualche piccolo 'smottamento' nel ritmo, nel complesso Tutti contro tutti resta una valida opera prima dotata di molte buone intenzioni e anche di una notevole genuinità narrativa, cui avrebbe senza dubbio giovato una mano registica leggermente più matura.

6.5

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