Recensione Troppo amici

Dalla Francia la nuova (o meglio vecchia) commedia dei registi Eric Toledano e Olivier Nakache

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Alain (Vincent Elbaz) e Nathalie (Isabelle Carré) sono sposati con due figli: il neonato Prosper e il pestifero Lucien. La loro è una famiglia come tante alle prese con i mille problemi del quotidiano (soprattutto le difficoltà di Alain - ex animatore - di trovare un lavoro stabile, e tenere a bada il figlio Lucien, esageratamente irrequieto in ogni circostanza). Queste difficoltà di gestione si aggravano però nello stretto legame che Nathalie intrattiene con i suoi due fratelli Jean Pierre (avvocato di poco successo con la moglie borghese Catherine e la perfettissima figlia Gaelle), e Roxane (ragazza piuttosto lunatica con la voglia incontenibile di avere un marito e un figlio). Un rapporto - quello di Alain e Nathalie - che nel continuo raffronto tra l'apparente perfezione della famiglia di Jean Pierre e la costante inadeguatezza della propria, si andrà incrinando. Eppure, le idiosincrasie, le ostilità, ma anche l'affetto che contraddistinguono la famiglia nel suo complesso quasi 'circense', non passeranno inosservate agli occhi dell'incontenibile Lucien, che nella sua non-omologazione a quel mondo (in tutto simile a quella del padre Alain) già racchiude il potenziale di una sensibilità diversa, artistica. E sarà proprio quel ragazzino pestifero, infine, a convogliare tutti i comportamenti più o meno stravaganti dei suoi parenti - o quasi parenti - in una sorta di terapeutica analisi dei diversi colori della vita così come dei legami.

L'arte nella vita

Operazione commerciale italiana di ripescaggio che, sulla scia del successo di Quasi Amici (pellicola francese record d'incassi ai botteghini della scorsa stagione cinematografica), porta nelle sale nostrane Troppo amici - Praticamente Fratelli, film realizzato nel 2009 dagli stessi registi Eric Toledano e Olivier Nakache. Questo nuovo lavoro (o, meglio, vecchio - il terzo della coppia di registi) è infatti una sorta di prologo sulle affinità famigliari e sugli attriti sociali che poi verranno più dettagliatamente sviscerati nella commedia Quasi amici. La prossimità affettiva (Tellement proches è infatti il titolo originale, rivisitato in italiano per creare un nesso commerciale - piuttosto forzato - con l'altra pellicola) che si scontra con il conflitto sostanziale dei punti di vista, è infatti il tema centrale di Troppo amici, film che svela il suo dramma nella quotidiana difficoltà di andare avanti ‘piacendo' agli altri ma rimanendo fedeli a sé stessi. Il plot è quello di una famiglia di tre fratelli tra loro molto uniti, ma messi a dura prova da un nucleo famigliare allargato (che include anche i rispettivi o potenziali compagni) che produce frizioni e accende micce per la sostanziale diversità con cui ogni essere umano guarda alla vita. Un film che gioca sulla caratterizzazione sofisticatamente eccessiva dei suoi personaggi, costruendo un sopra le righe utile a quella risoluzione finale (geniale e funzionale cornice narrativa) in cui sarà proprio la presunta incapacità di stare al mondo di Alain (accuratamente registrata e incarnata dall'irrequieto figlio Lucien) a restituire al gruppo di (quasi amici) la veracità di uno stare al mondo che è anche (e soprattutto) caratterizzato dalle imperfezioni. Attraverso il folclore rappresentativo di alcuni momenti in cui la vita gioca a diversificarsi (la comunità ebrea ricreata da Catherine o quella pakistana che affollerà il salotto di Nathalie) Toledano e Nakache ricreano un mondo sclerato e borderline che mostra gli eccessi della vita ma che, infine, si adagia sulla solidità dei legami (specie quelli di sangue) e sul valore della famiglia. Il cinismo nero di 'monicelliana memoria' dei Parenti Serpenti tratteggiato nella prima parte del film, è qui smussato in un epilogo rosa che non solo riequilibra l'intero film ma che ne eleva il valore sotteso spostando il senso ultimo verso i temi dell'auto-accettazione e dell'importanza del ruolo genitoriale ai fini di quest'ultima.

Troppo amici A tre anni di distanza dalla distribuzione transalpina, arriva anche nelle sale italiane Troppo amici, film realizzato dai registi Eric Toledano e Olivier Nakache prima del successo di Quasi Amici. Una commedia corale che dalla classica tavolata famigliare farà emergere il male ma anche il buono (spesso meno evidente) insito nei legami. Un film molto godibile che riesce, infine, anche a convogliare tutto lo sterile battibecco tra esseri umani in uno sguardo più ampio e profondo che racchiude in sé il senso dell’Arte in quanto (anche) creatività nello stare al mondo. Una toccante parabola che segue il lento spegnersi dell’inutile chiacchiericcio per lasciare il passo a una silenziosa riflessione.

7

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