Recensione Trappola in alto mare

Andrew Davis dirige il monolitico Steven Seagal in Trappola in alto mare, grintoso action-movie e più grande successo di critica e di pubblico mai interpretato dal maestro di aikido.

recensione Trappola in alto mare
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Tutto è pronto per il viaggio finale della corazzata USS Missouri, pensionata dopo anni di onorato servizio. Ma il secondo ufficiale comandante Krill ha altri piani e con la scusa di organizzare una festa a sorpresa per il comandante, invita a bordo una banda di musicisti rock che si rivela essere un pericoloso gruppo di terroristi armato sino ai denti facente capo all'ex agente della CIA Strannix, desideroso di vendetta nei confronti dei suoi superiori. Lo scopo dei dirottatori è quello di lanciare e di vendere i numerosi missili, anche nucleari, dei quali è dotata la nave militare. Tutto sembra perduto e i tentativi di sistemare la situazione da parte delle forze statunitensi sembrano vani; l'unica speranza risiede perciò nel cuoco dell'equipaggio Casey Ryback, in realtà ex-membro dei Navy Seal. L'uomo dovrà cercare di riprendere il controllo della nave con l'aiuto della bella playmate Jordan Tate, giunta a bordo poche ore prima per partecipare come "ospite d'onore" alla mancata festa.

Under Siege

Il più grande incasso worldwide (156 milioni di dollari) e il maggior riscontro di critica in tutta la lunga carriera di Steven Seagal: Trappola in alto mare può senza dubbio definirsi come il più riuscito film interpretato dal maestro di aikido, al tempo (nel 1992) ancora in forma fisica invidiabile. Action-movie marinaresco in piena regola che segue tutti gli stilemi del filone, la pellicola diretta da Andrew Davis, già al lavoro col protagonista in Nico (1988) e futuro regista de Il fuggitivo (1994), fa suo un ritmo frenetico e indiavolato che vede il nostro eroe alle prese con movimentate sparatorie e le abitudinarie scene di lotta, in un mix meno stantio della media capace di regalare buone dosi di pathos nei cento minuti di visione. Merito anche di una piacevole autoironia che permea tutta la narrazione (Seagal in tenuta da cuoco è un vero e proprio bijoux) e della riuscita caratterizzazione del villain d'eccezione, interpretato da un Tommy Lee Jones piacevolmente sopra le righe e a briglia sciolta. Con un cast di contorno egualmente efficace, da Gary Busey alla splendida Elena Eleniak (che accenna anche un prorompente topless) e uno stile che fa suo il più convincente "grezzume" di genere, l'operazione funziona a pieno regime, trovando anche un'eccellenza tecnica insperata: non a caso il titolo è stato candidato (senza vittoria) a due premi Oscar, quelli per miglior suono e miglior effetti speciali sonori. Casey Riback, sempre col granitico volto di S.S., tornerà al cinema tre anni dopo nel meno efficace sequel Trappola sulle montagne rocciose (1995).

Trappola in alto mare Uno Steven Seagal insolitamente autoironico è l'eroe invincibile di Trappola in alto mare, buon titolo di genere diretto nel 1992 da Andrew Davis (un anno prima di un cult come Il fuggitivo). Action movie rozzo e piacevole che sfrutta con grinta lo splendido villain di uno scatenato Tommy Lee Jones, il film coinvolge e avvince in una trama risaputa e prevedibile ma speziata da situazioni discretamente originali e da un ritmo filmico senza sosta, capace di appassionare anche i più ferrei detrattori del monolitico protagonista.

6.5

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