Recensione Tokarev

Nicolas Cage è un uomo in cerca di vendetta nell'esordio hollywoodiano di Paco Cabezas

recensione Tokarev
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Esordio hollywoodiano, uscito negli States direttamente in download digitale il 9 maggio scorso, per il regista di origini latine Paco Cabezas (Il gusto dell'amore, Aparecidos), Tokarev (conosciuto anche con il titolo Rage) vede il ritorno di Nicolas Cage ai revenge movie, genere praticato di sovente come anche nei recenti, pur sovrannaturali, Drive Angry e Ghost Rider - Spirito di vendetta. Il nipote di Francis Ford Coppola, la cui carriera è ultimamente divisa tra progetti autoriali e blockbuster / film di genere, è solo la punta di diamante di un cast che annovera nomi del calibro di Rachel Nichols (Star Trek, Conan the barbarian), Peter Stormare (Armageddon, Il grande Lebowski) e Danny Glover (Arma letale). Nella pellicola ha inoltre una piccola particina anche il figlio di Cage, Weston, conosciuto più come cantante black metal che per le sue, sporadiche, apparizioni davanti la macchina da presa.

Passato che ritorna

Paul Maguire è oggi un onesto uomo d'affari. Ma un tempo era un implacabile criminale che, in compagnia di due suoi amici, fece uno sgarro alla mafia russa. Il colpo andò a buon fine, e i tre non vennero mai scoperti. Ma il passato non dimentica, e quando la figlia diciasettenne di Paul viene rapita da una banda di uomini e il cadavere ritrovato pochi giorni dopo nell'ansa di un fiume, l'uomo insieme ai due compagni di un tempo userà ogni mezzo per scoprire l'identità degli assassini, dando il via ad una vera e propria guerra privata contro la mafia russa. A nulla sembrano valere le raccomandazioni di un vecchio ispettore di polizia, amico di Paul, che lo esorta a desistere. Per lui ora conta solo la vendetta.

Colpo su colpo

Titolo come tanti altri del filone, Tokarev ha una quantità pressoché pari di pregi e difetti. Partendo dagli ultimi, il film risente di una sceneggiatura, scritta a quattro mani da Sean Keller e Jim Agnew (autori non a caso dell'orribile Giallo argentiano), che rasenta il ridicolo in più occasioni, con almeno una sequenza dagli sviluppi paradossali e dalle reazioni altrettanto assurde. Ma è in generale il plot a riservare ben poche sorprese, esclusi il discreto colpo di scena finale che ha un sapore quanto meno beffardo e il bell'epilogo, non così scontato. Anche dal punto di vista registico non ci troviamo certo dinanzi ad un prodotto qualitativamente eccelso; Cabezas infatti si dimostra impreparato nel gestire i tempi drammatici, risollevandosi in parte nelle scene d'azione, girate senza troppo brio ma perlomeno tranquillamente nei livelli standard, con un avvincente inseguimento automobilistico a segnarne l'apice adrenalinico. Vi è poi un punto controverso, che è quello della violenza: seppur privo di sguazzi emoglobinici, il film è duro e serrato, con diverse sparatorie, sventramenti col coltello (arma preferita di Maguire) e metodi di tortura che, pur apparendo a tratti un po' gratuiti, concedono all'operazione una sua particolare, certamente discutibile, personalità, e in fondo per gli amanti del genere nulla di così eccessivo. Dal punto di vista attoriale, con un cast di contorno altalenante, Cage se la cava discretamente, lontano sia dalle sue interpretazioni migliori che da quelle peggiori, e soprattutto in certe scene appare decisamente convincente.

Tokarev Revenge movie dalla struttura narrativa abbastanza classica, Tokarev risente di una sceneggiatura pasticciata, con alcuni WTF abbastanza improbabili, che si risolleva in parte solo nei minuti finali. La componente action, dura e violenta, svolge il suo compito senza infamia e senza lode, così come il suo protagonista Nicolas Cage.

5.5

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