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Tik Tok, la recensione dell'action thriller disponibile su Netflix

Un detective e una psicologa devono sventare il piano di un folle psicopatico in Tik Tok, thriller senza infamia e senza lode.

recensione Tik Tok, la recensione dell'action thriller disponibile su Netflix
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Cosa c'è di meglio, narrativamente parlando, di una minaccia capace di mettere in pericolo decine di persone per inscenare un adrenalinico thriller con tanto di corsa contro il tempo? Tik Tok, co-produzione tra Cina e Sud Corea ha fatto propria la lezione filmica alla lettera dando vita ad un titolo che punta tutto sulla marcata esagerazione del racconto, in cui un ex-scommettitore compulsivo, rimasto gravemente ustionato, organizza dal manicomio in cui è rinchiuso una vera e propria caccia alla bomba che, secondo le premesse, sarebbe in procinto di esplodere allo stadio cittadino durante una partita della Coppa d'Asia. A cercare di fermare il folle psicopatico e scoprire dove si nasconde l'ordigno un'insolita coppia formata da una psicologa di origini cinesi, che aveva in cura il "paziente", e un tenace ispettore di polizia prossimo al divorzio.

Trova la bomba

L'esordio dietro la macchina da presa di Jun Lee segue in pieno gli istinti commerciali del filone, cercando di trovare una personale via per emergere nella copiosa lista di titoli similari. Peccato che i discreti spunti di partenza si adattino ben presto ad una progressione degli eventi canonica capace di sfiorare nell'ultima mezzora le soglie dell'inverosimiglianza, con risvolti e forzature poco credibili che minano in parte la buona tensione di genere costruita in precedenza. Non si può dire che Tik Tok (disponibile su Netflix) sia privo di idee originali, con l'interessante gioco a tre (tra il villain, la psicologa e il detective) che assume complesse sfumature in alcuni passaggi, ma l'escalation di eventi e false piste (poi non così false) disseminati nella seconda metà non fanno altro che condurre ad un finale prevedibile, con tanto di atteso colpo di scena last minute incluso. Lo stesso sfondo calcistico, con sequenze realizzate ad hoc in cui è totalmente assente qualsiasi pathos agonistico, risulta un mero riempitivo di contorno e paradossalmente i momenti più avvincenti coincidono con quelli più ironicamente di genere: basti vedere l'incursione dell'ispettore nella "roccaforte" nemica in cui il film diventa quasi un action-movie marziale dove il Nostro, con o senza armi in pugno, fa man bassa di decine di avversari come nulla fosse. Proprio questo estratto semplifica bene il senso di una produzione da prendere alla leggera, capace di intrattenere pur scadendo (volutamente?), in situazioni più o meno improbabili.

Tik Tok Action thriller senza infamia e senza lode capace di risultare al contempo prevedibile nella sua successione di colpi di scena e false piste e originale in una smaccata autoironia di genere: Tik Tok, coproduzione tra Cina e Corea del Sud, garantisce una discreta tensione soprattutto nella parte centrale, salvo adagiarsi su tempi e soluzioni narrative che poco spazio lasciano alle sorprese. Per gli appassionati il divertimento, seppur facile, è garantito ma un maggior impegno in fase di scrittura avrebbe donato maggior personalità ad un titolo che, allo stato dei fatti, è più godibile che realmente riuscito.

6

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