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Tigri all'assalto, la recensione del film con Jackie Chan su Netflix

In Tigri all'assalto un gruppo di improvvisati ribelli è in missione per distruggere un ponte di fondamentale importanza per l'esercito giapponese.

recensione Tigri all'assalto, la recensione del film con Jackie Chan su Netflix
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Alla loro terza collaborazione, dopo Little big soldier (2010) e Police story 2013 (2013), il regista Ding Sheng e l'action star Jackie Chan decidono di realizzare un blockbuster ambientato negli anni '40 ai tempi dell'occupazione giapponese. In Tigri all'assalto, disponibile su Netflix, il funambolico attore interpreta il contadino Ma Yuan, leader di un gruppo di ribelli che sabotano i rifornimenti giapponesi per sfamare il popolo affamato. Senza armi e con zero conoscenze di tattiche militari, gli improvvisati combattenti (conosciuti come le Tigri della ferrovia) si troveranno impegnati in un ben più arduo obiettivo con il compito di distruggere un ponte di fondamentale importanza logistica per l'esercito invasore. Con l'aiuto del proprietario del bar locale, esperto cecchino che aveva servito sul campo qualche anno prima, le Tigri daranno via ad una missione dalle scarse probabilità di successo.

Un piacevole intrattenimento

Jackie Chan negli ultimi tempi ha partecipato a pellicole non certo indimenticabili e anche Tigri all'assalto nei suoi spunti iniziali sembrava seguire questa linea qualitativa. Ma dopo la prima mezzora le cose migliorano notevolmente dando il via ad un'avventura sicuramente imperfetta ma capace di avvincere e convincere con la classica ricetta di azione e commedia slapstick cui il Nostro ci ha abituati nel corso degli anni. Sia chiaro, ci troviamo di fronte ad una produzione narrativamente ingenua, con alcuni passaggi a vuoto e scontatezze di sorta (con tanto di personaggi introdotti da scritte in sovrimpressione) in cui il nemico giapponese viene dipinto in maniera ben più che improbabile, ma l'anima da blockbuster per tutta la famiglia può contare su una divertita ironia e su un esaltante senso dello spettacolo, con la seconda parte in cui ha luogo una vera e propria escalation pirotecnica di sparatorie e combattimenti fino alla roboante resa dei conti finali. Un giocoso intrattenimento che ha luogo per la maggior parte del minutaggio sui treni dell'esercito giapponese, usati come campo di battaglia in maniera intelligente nel dar vita a gag e coreografie marziali di discreto livello. Le banalità introduttive, atte anche a presentare un po' forzatamente le varie parti in causa e a delineare il background del contesto, sono così ben presto dimenticate nel susseguente tourbillon di puro divertimento, ricco di situazioni e battute esilaranti: dal tentativo di harakiri di un soldato nipponico alla discussione sulla dimensione dei nasi tra padre e figlio (rispettivamente lo stesso Jackie Chan e il suo reale erede Jaycee Chan) in attesa di essere interrogati fino al destino "da cartone animati" toccato ai due principali villain, le due ore di visione regalano il corretto numero di risate ed emozioni.

Tigri all'assalto Ingenuo ma divertente blockbuster d'azione con protagonista Jackie Chan, Tigri all'assalto risente di un'eccessiva lunghezza e di alcune banalità narrative ma si risolleva nella seconda metà grazie ad un efficace senso dello spettacolo che dà vita ad una coinvolgente escalation di comicità action oriented. Il tutto in un'ambientazione storica dove l'occupante esercito nipponico tiranneggiava sul popolo cinese, dando via ad ovvi ma non eccessivi slanci di retorica nazionale (con una manciata di canzoni popolari a suggellare la visione) e a passaggi di eroismo e sacrificio nella scoppiettante resa dei conti finale.

6.5

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