ROMA 2012

Recensione The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2

La saga è finita. Andate in pace.

recensione The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2
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Onestamente non credo sia possibile che chiunque stia leggendo questa recensione sia completamente all'oscuro del mondo di Twilight. Per quattro anni, dal quel 2008 quando è tutto cinematograficamente iniziato, è stato un appuntamento fisso quasi quanto il Natale. Spesso non avevi nessuna voglia di festeggiarlo e pregavi perché scomparisse per sempre, ma tanto non succedeva mai e alla fine ci si ritrovava tutti davanti allo stesso film. Inutile dire, con voce grossa e pretenziosa, che "io questo genere di cose non le vedo". Tanto almeno un film della saga lo abbiamo visto tutti. Tutto questo solo per sottolineare che è inutile che io, ancora una volta dopo tutti questi anni, scriva di quanto l'intera saga, cinematografica quanto letteraria, abbia avuto un impatto enorme sulla società contemporanea e come, per alcuni, l'arrivo in sala dell'ultimo (a meno Stephenie Meyer non cambi idea nel frattempo) film sia un duro colpo da digerire.
Nel corso di questi anni abbiamo visto la goffa Bella innamorarsi del fin troppo perfetto Edward: ha sospirato per la sua bellezza e poi pianto per il suo abbandono, ha scelto quale delle due creature soprannaturali che le facevano il filo voleva avere al suo fianco per l'eternità e poi se l'è sposata. Che altro manca quindi per chiudere il cerchio?

E vissero... felici?

The Twilight Saga - Breaking Dawn Parte 2 comincia esattamente da dove si era concluso il capitolo precedente. Bella (Kristen Stewart) è finalmente un vampiro e la trasformazione ha risolto tutti i gravi problemi fisici che durante il parto avevano fatto pensare a una sua possibile morte. Biologicamente, effettivamente, è morta ma la ragazza dal passato impacciato non si è mai sentita più viva. Sistemati i primi problemi di sete e sopravvivenza il suo amato Edward (Robert Pattinson) la porta a conoscere la loro piccola (non proprio) Renesmee (Mackenzie Foy). Tutta la famiglia è molto protettiva nei confronti della bambina, ma Bella scopre presto che deve dividere l'amore indiscusso per sua figlia con il suo migliore amico. Jacob (Taylor Lautner), infatti, non può fare a meno di preoccuparsi costantemente del bene della bambina e seguirla con lo sguardo qualsiasi passo faccia. Pur volendo non potrebbe fare altrimenti: è una 'roba da lupi', come lui stesso cerca di spiegare a una Bella furiosa: l'imprinting non si può gestire razionalmente. Renesmee cresce a vista d'occhio e dopo qualche mese sembra già una bambina di qualche anno: è metà umana e metà vampiro e, come tutti i suoi parenti, ha sviluppato un utile potere. Peccato che quando Irina vede la vede per la prima volta la scambia per una bambina immortale, un vero abominio secondo la legge dei vampiri, e corre dai Volturi per informarli del grave tradimento commesso dai Cullen. Mentre gli antichi vampiri italiani riuniscono un loro personale esercito e si incamminano verso Forks, tutto il clan Cullen parte alla ricerca di testimoni che dichiarino la natura umana di Renesmee. Ma, in qualsiasi modo cerchino di sistemare le cose, lo scontro potrebbe essere inevitabile. Persino il branco dei licantropi, loro acerrimi nemici per storia e creazione, sceglie di schierarsi per la protezione della bambina. In ogni caso, si arriverà a una fine.

L’epico finale: era ora!

Dopo quattro anni e quattro film dedicati alla storia di Bella ed Edward, lasciatemi dire che ero pronta a liberare tutte le mie frustrazioni (tenute a bada in passato perché, nonostante le riserve personali, i film erano comunque funzionalissimi al target di riferimento) sull'epica conclusione. Quasi ci sono rimasta male quando ho scoperto che The Twilight Saga - Breaking Dawn Parte 2 era, paradossalmente, il film migliore di tutto il progetto. Non ero pronta, sul serio! Lasciatasi finalmente alle spalle ogni dilemma su quanto poco valesse Bella e le inutili sofferenze su chi scegliere tra il lupo cocente e il vampiro ibernato, la sceneggiatura di Melissa Rosenberg può concentrarsi su qualcosa di più dinamico e costruttivo, alternando così i classici momenti di stucchevole romanticismo a costruzioni narrative di pura azione, concedendosi addirittura dialoghi ironici e privi di sospiri. Tranquilli, non è che il film sia stato rivoluzionato! Gli elementi classici, ormai un cult della saga, ci sono sempre: Taylor Lautner trova un futile motivo per togliersi la maglietta, Edward dice qualcosa di altamente anacronistico e melenso, Bella, nonostante adesso sia una vampira potentissima a cui è stato rifatto il guardaroba, continua ad avere momenti in cui ansima... e basta! Ma nel complesso il film va avanti senza perdersi troppo nei soliti orpelli ormai inutili. Il merito, sicuramente, è anche della maturazione, ormai inevitabile, dei suoi protagonisti, soprattutto di Bella Swan: detto ormai addio a tutto ciò che la rendeva umana, dai brutti vestiti alle pessime parrucche, dall'aria sciatta ai movimenti poco femminili, Bella è ora un vampiro e una mamma, ma soprattutto una donna con piena consapevolezza del suo valore (meritato o meno). E la differenza, almeno a livello visivo, è notevole! Persino la sempre asettica Kristen Stewart, famosa per non fare sfoggio di moltissime espressioni facciali durante la performance recitativa, dimostra di aver imparato qualcosa e amplia, anche se di poco, il suo repertorio.
Bill Condon, che ha lavorato contemporaneamente alla realizzazione di Parte 1 e Parte 2, trova modo di divertirsi con questa seconda parte. L'inserimento di 30 nuovi vampiri e la possibilità di giocare con le abilità fisiche di personaggi per la (quasi) totalità non umani, permettono al regista di alzare il livello delle scene d'azione e di regalarci, dopo mesi e mesi in cui ci è stata promessa invano, una battaglia che si avvicina, seppur non ampiamente, al concetto di epico. Ma almeno è succosa, divertente, ritmata e imprevedibile. Magari quei fan che si aspettavano lo stesso atteggiamento anche durante la prima notte di sesso soprannaturale tra Bella ed Edward rimarranno un po' delusi, ma si dice in giro che i loro sogni potrebbero essere realizzati nella versione Home Video del film. The Twilight Saga - Breaking Dawn Parte 2 ha quello stile, quella miscela tra romanticismo e azione, tra raccontato e visto, che avrebbe fatto dei suoi capitoli precedenti dei film migliori e chiude la saga con un senso di straniante compiacimento.

The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2 Se tutti i film precedenti, remore comprese, erano comunque prodotti perfettamente studiati per il pubblico a cui si riferivano, Breaking Dawn 2 è quel mezzo passo avanti che fa la differenza. Non solo nel migliorato compromesso registico e narrativo, ma anche per le scelte palesemente fatte per salutare i suoi fan in modo commovente (o almeno per essere sicuri che, in un modo o nell’altro, qualcuno uscisse dalla sala con gli occhi lucidi). Fin dai titoli di testa il film sembra una commemorazione del proprio passato, con queste panoramiche dei boschi di Forks che si tingono di rosso sangue man mano che la transizione da umana a vampiro avviene nella protagonista fuoricampo. Sul finale poi, l’autocelebrazione si spreca. Già nel libro Stephenie Meyer aveva fatto in modo che Bella ed Edward avessero la possibilità di rivivere i loro momenti più belli: Bill Condon non si lascia sfuggire la possibilità di enfatizzarli, accompagnandoli a uno score che miscela i temi portanti di tutta la saga e a una carrellata di tutti gli attori che hanno contibuito a rendere la saga un progetto riuscitissimo durato cinque film. A tal proposito c’è da dire che, dei 115 minuti totali della pellicola, parecchi sono utilizzati proprio per enfatizzare i titoli di testa e di coda, tanto che, facendo qualche taglio (neanche troppo doloroso) nel primo film di Breaking Dawn, forse si sarebbe potuta creare una pellicola unica che raccontasse il quarto libro. In ogni caso è finita e anzi, sarà proprio il finale, a straziare i fan più accaniti del libro che rivedranno quelle pagine su cui tanto hanno pianto e sorriso sfogliarsi da sole davanti ai loro occhi.

7.5

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