Recensione The Stag - Se Sopravvivo Mi Sposo

Dall'irlanda una frizzante commedia sull'addio al celibato come momento di riflessione e crescita

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A un passo dal convolare a giuste nozze con la donna dei suoi sogni (Ruth) e in preda alla smania dei preparativi per il grande giorno, Fionnan (Hugh O'Conor) verrà convinto dal migliore amico di sempre Davin a non rinunciare all'immancabile addio al celibato, tappa di inevitabile ‘evasione dalla routine quotidiana' per ogni uomo che si appresti a dire addio alla sua vita da single. Per la speciale occasione, l'idea infine più papabile risulterà quella di qualche giorno di immersione nella campagna irlandese, a stretto contatto con la natura e la sua capacità di riportare la riflessione dell'uomo al senso ‘primario' delle cose. A far parte del gruppo di festeggianti - oltre ovviamente a Fionnan e Davin - saranno la coppia formata da Kevin grande e Kevin piccolo (fratello minore di Fionnan), il nerd del gruppo Simon, e (inaspettatamente - dietro pressante richiesta della futura consorte Ruth) anche il di lei scapestratissimo fratello, noto a tutti con il soprannome di The Machine. L'improbabile quanto eclettico gruppo si ritroverà così a condividere momenti di reale pericolo, imbarazzo, ilarità, ma anche inaspettata intimità gomito a gomito con un personaggio assai stravagante e decisamente incontenibile che saprà ciò nonostante riscrivere la valenza di quel momento. Infatti, del tutto inaspettatamente, sarà infine proprio il modo di stare al mondo folle e apparentemente menefreghista, sfrontato e scurrile di The Machine a divenire l'elemento chiave attraverso cui andranno ad elaborarsi le numerose catarsi degli altri, tutti per un motivo o per l'altro invischiati con i propri demoni e similmente latori di inconfessabili segreti.

"One love"

Il successo di Una notte da Leoni ha consegnato al mondo della produzione cinematografica una delle tematiche più gettonate di sempre nonché assai in voga in quest'ultima manciata di anni. Il tema (arcinoto) è quello della follia, degli imprevisti dell'ultima ora e della fondamentale arbitrarietà del caso che si accompagnano a ogni addio al celibato (ma anche nubilato) che si rispetti (almeno cinematograficamente parlando). Stag (letteralmente maschio adulto senza compagna, dal quale significato si estrapola poi quello di Stag night, vero e proprio addio al celibato) rappresenta infatti quel momento di estrema libertà che precede il grande passo verso la - presunta - responsabilizzazione insita in quel legame matrimoniale che andrà a realizzarsi subito dopo. In questi termini, il film dell'irlandese John Butler (qui al suo primo lungometraggio) vanta l'originalità di affiancare alle avventure rocambolesche (ma - va sottolineato - mai volgari) del singolare gruppetto di ‘amici' proprio quella catarsi umana che servirà a tutti per giungere a fine avventura un po' più rilassati e soprattutto più consapevoli del proprio valore così come anche dei propri limiti. Attraverso una campagna irlandese a un tempo ostile e incantata, il sarcasmo e il sadismo ma soprattutto l'inaspettata profondità di The Machine si scioglieranno i nodi che legano i compagni di viaggio in rapporti di apparente ed insincera solidarietà attraverso una osservazione della società che passa dalla musica (U2 su tutti) alle convenzioni culturali. La scrittura, acuta e pungente con una serie di scambi capaci di lasciare il segno, è senz'altro uno dei punti forti di questa commedia agrodolce sulle relazioni (tutte), ed è realizzata a quattro mani dallo stesso regista John Butler e da Peter McDonald (travolgente interprete di The Machine). Ed è infatti proprio sulla sua viva interpretazione di un uomo capace di passare dalla pura follia a slanci di inaspettata empatia e razionalità, che si regge gran parte di quest'opera, gradevolissima escursione nell'animo umano e societario forse solo un filo troppo politically correct in prossimità dell'epilogo. Una ballata a ritmi irlandesi capace di divertire ma anche di far riflettere sul sempreverde tema delle relazioni e dei delicatissimi equilibri sui quali si reggono.

The Stag - Se Sopravvivo Mi Sposo L’irlandese John Butler per il suo primo lungometraggio firma una commedia (già campione d’incassi in patria) che strizza l’occhio al filone lanciato dal film cult Una notte da leoni, ma che riesce a distinguersi per l’immersione in una peculiarità culturale (quella irlandese) e per la capacità di approfondire il discorso sulle complessità relazionali piuttosto che fermarsi a rappresentare la follia evasiva di un addio al celibato tout court. Una buona scrittura e la presenza di un funzionale cast trainato dalla eclittica esuberanza di Peter McDonald nei panni di The Machine contribuiscono alla riuscita di questa commedia che senza mai prendersi troppo sul serio riesce nell'intento di generare una sentita riflessione sulla vulnerabilità delle relazioni e sulla loro resilienza di fronte agli stati di crisi.

7

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