Recensione The Raid: Redemption

Dall'Indonesia il nuovo cult degli action movie

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Il cinema d'azione ha un nuovo, potenziale, maestro. Stiamo parlando di Gareth Evans, regista gallese di nascita ma indonesiano d'adozione cinematografica. Il suo ultimo film, The Raid: Redemption è già divenuto un nuovo cult degli action movie, in grado di riscuotere premi e consensi in mezzo mondo. Mentre siamo ancora in attesa di una distribuzione italiana (più probabile direttamente per l'home video) andiamo perciò ad analizzare una pellicola che pur senza raccontare niente di originale, riesce a farlo con una rocciosa durezza in grado di incatenare letteralmente sino agli ultimi, esaltanti, minuti, summa delle emozioni adrenaliniche che scorrono per tutta la visione.
Senza dubbio la scelta di girare in un paese come l'Indonesia, non certo noto per le sue ricchezze, ha permesso di risparmiare sulla manodopera e di concentrarsi così soltanto sulla pura concezione di cinema di genere. Sia chiaro, per certi versi, storia in primis, possono emergere forti rimandi ai classici dei b-movie, ma la qualità, sia registica che degli stunt, è al di sopra della quasi totalità di produzioni similari.

Silat mon amour

Evans, anche sceneggiatore, sceglie di imbastire una trama alquanto lineare, con prevedibili colpi di scena, incentrata su una squadra di forze speciali e in particolare su Rama (Iko Uwais), un agente che oltre alla missione principale portata in atto dai suoi compagni, ha anche l'obiettivo di ritrovare suo fratello. Lo scopo dei poliziotti è sgominare una temibile banda di criminali, facente capo a un potente signore della droga, che risiede in un vero e proprio condominio fortezza nel quale ogni piano nasconde insidie e pericoli. Scenario perfetto per dar luogo a estenuanti combattimenti (uno dei principali, spettacolare, lungo oltre dieci minuti) nei quali il protagonista Iko Uwais sfoggia invidiabili doti atletiche, facendoci scoprire una disciplina per ora poco bazzicata dal cinema di arti marziali. Infatti, pur non disdegnando qualche accenno di Muay Thai, la tecnica di lotta è in questo caso il Silat, stile di arti marziali proveniente proprio dal paese indonesiano, forse meno poetico di altri ma solido e brutale quanto basta per garantire scontri di altissima intensità, grazie anche alle coreografie curate da Yayan Ruhian, anche attore nei panni di un diabolico e implacabile villain e interprete fondamentale di alcune delle sequenze più tecnicamente sorprendenti. Paradossalmente, e senza la grazia registica di un Park Chan-wook, prendete la scena ormai cult di Old Boy nella quale il protagonista si trova ad affrontare un intero piano di avversari all'ultimo sangue. The Raid per buona parte del film segue proprio quello stilema, riuscendo però sempre a sorprendere grazie a un'inventiva encomiabile, non priva di sussulti drammatici e caratterizzata da un finale meno scontato del solito.

The Raid (Remake) The Raid: Redemption si rivela un action movie praticamente perfetto, ricco di scene d'azione memorabili e di una tensione costante che, tra esplosioni di violenza e istinti drammatici, tiene lo spettatore incollato sino ai titoli di coda. Il film di Gareth Evans ha inoltre il merito di aver lanciato una potenziale nuova star del genere: Iko Uwais e il suo silat hanno un magnetismo adrenalinico che non lascia indifferenti, chissà quanto ci metterà Hollywood ad accorgersene...

8

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