The November Man, la recensione dell'action-thriller con Pierce Brosnan

Pierce Brosnan è un ex-agente della CIA coinvolto in un intrigo internazionale in The November Man, trasposizione del romanzo di Bill Granger.

recensione The November Man, la recensione dell'action-thriller con Pierce Brosnan
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Aveva a cuore il progetto fin dal suo abbandono (imposto) del ruolo di James Bond, ma solo nel 2014, dopo otto anni di tribolazioni produttive, Pierce Brosnan ha coronato il sogno di portare su grande schermo il personaggio nato nella saga di romanzi spionistici dello scrittore americano Bill Granger. Trasposizione del libro, il settimo nella continuity cartacea, There Are No Spies, The November Man (disponibile su Netflix) vede il popolare attore britannico vestire i panni dell'agente della CIA Peter Devereaux, ritiratosi a vita privata dopo che cinque anni prima, nel 2008, durante una missione in cui era coadiuvato dal più giovane collega David Mason un bambino perse tragicamente la vita. L'uomo è ora però richiamato in servizio per condurre in salvo Natalia Ulanova, la segretaria del generale Arkady Fedorov, prossimo a diventare Presidente della Russia; la donna, ex-amante di Deveraux in realtà sta facendo il doppio gioco e pagherà con la vita il suo tradimento. L'agente, in cerca di vendetta, si trova ora così coinvolto in un intrigo internazionale nel quale dovrà proteggere ad ogni costo una bella ragazza (che nasconde un segreto) mentre sulle sue traccie viene mandato proprio il suo ex-pupillo Mason.

Gioco di spie

Un colpo di scena tira l'altro in The November Man, ma dopo l'introduttiva fase iniziale il troppo inizia a stroppiare incanalando la narrazione in un improbabile susseguirsi di forzature atte a nascondere i limiti stilistici di un'operazione che nulla fa per emergere dal copioso marasma di produzioni spionistiche contemporanee. Roger Donaldson, onesto regista di genere che aveva già lavorato con Brosnan in Dante's Peak - La furia della montagna (1997), si adagia senza troppo inventiva su soluzioni canoniche del filone, con tradimenti e insospettabili rivelazioni a fare da corollario ad una discreta, ma per niente originale, componente action. Inseguimenti, depistaggi, sparatorie in spazi chiusi o aperti, travestimenti di sorta e il più classico degli epiloghi sono filtrati da uno sguardo tipicamente "occidentale", tanto che l'inadeguatezza della controparte russa è altamente inverosimile in più di un'occasione; allo stesso modo il gioco al rimpallo tra le varie correnti/agenzie impegnate in questo intrigo internazionale lascia il tempo che trova, tra cambi di identità e sotterfugi a giustificare la lunghezza del minutaggio (di quasi due ore). Se queste contorsioni sono in buona parte imputabili all'opera originaria, alla messa in scena non si può comunque perdonare uno sguardo ormai non al passo coi tempi, capace di regalare ben poche sorprese agli appassionati del genere. L'ex 007 fa il suo lavoro con sobria, ma spenta, eleganza e le grazie di Olga Kurylenko regalano almeno una sequenza dal forte sex-appeal, ma rimangono vittima anch'essi di un'operazione senza personalità.

The November Man Pierce Brosnan torna a vestire i panni di un agente segreto in The November Man, prima trasposizione su grande schermo dei romanzi di Bill Granger. Il film però non convince proprio a cominciare dalla sceneggiatura che, originale forse ai tempi dell'opera cartacea (gli anni '80), si palesa qui in una messa in scena che ricicla tutti i topoi della nuova generazione di titoli spionistici del nuovo millennio senza particolare verve ed ispirazione, limitandosi ad un compitino intriso di "già visto" e forzature narrative di sorta amalgamate per dar vita ad un tourbillon, a tratti estenuante, di colpi di scena.

5

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