Recensione The King of the Streets

Un onesto action movie con una nuova potenziale star del genere

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Negli ultimi anni il cinema di arti marziali è stato incapace di offrire un vero e proprio ricambio generazionale. Se è indubbio che continuino a venir prodotti film eccellenti, è altrettanto vero che escluse le quattro o cinque solite star (i più fisici Donnie Yen e Jet Li, ma anche i "prestati" Andy Lau e Tony Leung, senza dimenticare lo storico Jackie Chan, ancora in discreta forma a dispetto dell'età), il filone sia a corto di volti nuovi da proporre al grande pubblico. Prova perciò a dire la sua anche Yue Song, regista (a quattro mani con Zhong Lei) e interprete protagonista di The King of the Streets, action classico che seguendo tutti gli stilemi del genere cerca di lanciarlo come alternativa ai soliti noti.

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Feng (Yue Song) è uscito di prigione dopo aver scontato una condanna per omicidio, avvenuto involontariamente durante un combattimento di strada. Deciso a cominciare una nuova vita,e a ritrovare il rapporto con il padre, Feng trova lavoro in una ditta di trasporti. Quando conosce la bella Yi, volontaria in un orfanotrofio, decide di lavorare anch'egli nel centro durante il suo tempo libero. Ma la struttura è minacciata dalle mire di un potente boss locale, pronto a tutto pur di conquistare quel pezzo di terreno. Per difendere i bambini, Feng sarà di nuovo costretto a combattere.

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Esame passato a pieni voti per Yue Song, che qui si rivela artista marziale d'eccellenza, riuscendo con le sue coreografie, non originalissime ma assai convincenti, a rendersi protagonista di alcune sequenze davvero avvincenti, nelle quali si trova da solo a sfidare decine di avversari. Se dal punto di vista recitativo può ricordare in parte il Jet Li degli anni '80, da quello fisico seppur ancora leggermente grezzo, l'attore lascia intravedere un roseo futuro nel genere. Rispetto ad altri lavori, incentrati solo sui combattimenti, The King of the Streets propone anche una storia, seppur ricca di cliché, in grado di offrire spunti d'interesse, con una discreta caratterizzazione dei personaggi (antagonisti inclusi) e nonostante uno stile di regia ancora leggermente acerbo la pellicola riesce a intrattenere per i suoi novanta minuti, senza cadere in tempi morti. Il percorso compiuto da Feng, irto di ostacoli, non si distacca molto dai classici topoi, col nostro eroe tormentato in cerca di redenzione ma obbligato dagli eventi a ritornare nella mischia, ma complice il colpo di scena finale, l'epilogo si rivela più amaro del previsto, garantendo un gusto particolare al racconto. Alcuni difetti tecnici (dovuti anche ad un budget non certo elevato) non impediscono comunque alla pellicola di rivelarsi un piacevole passatempo per tutti gli appassionati del genere, sperando di vedere presto Yue Song alla prova del fuoco in progetti più ambiziosi.

The King of the Streets The King of the Streets è un onesto film di genere che ha il merito di mostrarci una nuova possibile star degli action movie: Yue Song si rivela infatti artista marziale preparato e roccioso, dimostrando anche discrete doti recitative. Una trama di stampo alquanto classico, raccontata onestamente e senza troppe ambizioni, per un film assai consigliato ai fan del filone.

6

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