Recensione The Impossible

Lo tsunami di Juan Antonio Bayona

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Nel 2004, il giorno dopo Natale, la costa occidentale della Thailandia divenne teatro del disastro naturale più terribile che avesse mai colpito la nazione: schiantandosi contro i villaggi costieri a intervalli di dieci minuti, onde marine letali hanno provocato più di cinquemila morti e oltre duemilaottocento dispersi, lasciandosi alle spalle millequattrocentottanta orfani.
Lo spagnolo classe 1975 Juan Antonio Bayona, autore di quel The orphanage che, nel 2007, raccontò la vicenda di una madre alle prese con gli strani comportamenti manifestati dal figlio adottivo dopo la riapertura del vecchio orfanotrofio che la ospitò quando era piccola, riporta su celluloide la bruttissima, vera avventura di cui fu protagonista la famiglia iberica Alvarez-Belon, miracolosamente sopravvissuta a quello tsunami che colpì l'oceano Indiano.
E lo fa su sceneggiatura del Sergio G. Sánchez che scrisse proprio il suo horror, il quale spiega: "Ciò che mi spaventava e mi frenava di più era l'idea di raccontare le vicende di cinque sopravvissuti in un contesto in cui erano morte quasi trecentomila persone. La cosa che mi sembrava più importante era trovare il modo di raccontare con rispetto le dinamiche di una tragica perdita che avrebbe profondamente turbato il pubblico - raccontare una storia drammatica, fedele alla realtà, che avrebbe spinto la gente a identificarsi con questa famiglia e con chiunque avesse perso una persona cara - nello tsunami o in altre circostanze".

Tsuna(o)mi

Quindi, con Ewan"Trainspotting"McGregor nei panni di Henry e Naomi"The ring"Watts in quelli della moglie Maria, in viaggio in Thailandia per trascorrere qualche giorno in un paradiso tropicale insieme ai tre figli, partiamo dalla mattina del 26 Dicembre; quando la famiglia si sta rilassando ai bordi della piscina dopo aver celebrato il Natale la notte prima e, improvvisamente, lo spaventoso boato che si leva dal centro della terra si concretizza in un gigantesco muro di acqua nera che attraversa furiosamente lo spazio davanti all'hotel, investendo tutti i presenti.
E' solo l'inizio di una lunga lotta per la sopravvivenza che vede il gruppetto intrappolato nel posto, insieme a migliaia di persone, e ritrovatosi diviso; con Maria, da un lato, gravemente ferita, ed Henry, dall'altro, che cerca di ritrovarla; mentre il figlio maggiore Lucas alias Tom Holland (nulla a che vedere con il regista de La bambola assassina e Ammazzavampiri), fa il possibile al fine di rimettere insieme il nucleo familiare.

La tempesta imperfetta

E troviamo anche la Geraldine Chaplin già presente nel succitato The orphanage nel corso dell'oltre ora e cinquanta di visione che richiama quasi alla memoria, nell'idea di base, il sottovalutato e poco conosciuto La distruzione del mondo, che, firmato nel lontano 1933 da Felix E. Feist, poneva in scena un uomo diviso dalla moglie e dai figli, a sua insaputa sopravvissuti, dopo che New York è stata spazzata via da un cataclisma a base di terremoto e alluvione.
Oltre ora e cinquanta di visione che lascia giusto il tempo di fare conoscenza con il nucleo familiare protagonista, per poi immergerlo nella lunga, splendida sequenza dello tsunami che, grazie all'ottimo montaggio e alla notevole attenzione per il sonoro, riesce nell'impresa di risultare altamente coinvolgente e, allo stesso tempo, soffocante e spaventosa.
Infatti, sorge spontaneo chiedersi per quale motivo la pellicola non abbia ottenuto alcuna candidatura all'Oscar all'interno delle categorie tecniche, considerando anche che il resto non è affatto all'altezza di quella prima, frenetica mezz'ora.
Perché, pur capace di coinvolgere lo spettatore attraverso ritmi di narrazione per lo più lenti e senza risparmiargli crudezza, The impossible risulta sì un sofferto racconto per immagini immerso nel dramma, ma la cui tensione è giocata unicamente sul desiderio di sapere se marito e moglie si ritroveranno oppure no.
Un gioco piuttosto prevedibile, tenendo conto del fatto che tutti sappiamo già l'epilogo degli episodi reali che il film si propone di trasferire su schermo, e che finisce per rappresentare l'unico elemento (un po' poco) su cui si basa uno script decisamente povero d'idee interessanti.
Tanto che, in fin dei conti, l'impressione altro non è che quella di trovarci dinanzi a un esercizio di stile poco distante, nella struttura, dai tanti disaster movie che vengono concepiti per il piccolo schermo... dai quali differisce solo grazie alla decisamente più lussuosa confezione e ai grossi nomi coinvolti.

The Impossible Regista dell’horror The orphanage (2007), lo spagnolo Juan Antonio Bayona torna dietro la macchina da presa per raccontare la vera storia di una famiglia sopravvissuta allo spaventoso tsunami che, nel 2004, colpì la costa occidentale della Thailandia provocando migliaia di vittime e di dispersi. Della pellicola, però, ciò che veramente colpisce è soltanto la spettacolare sequenza della sciagura naturale, in quanto il resto non punta altro che sulla prova del cast, ponendo i diversi protagonisti alla ricerca ognuno dell’altro, senza idee particolarmente avvincenti e rientrando nella pura routine cinematografica.

6.5

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