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Recensione The Golden Era

Ann Hui torna a Venezia, tre anni dopo l'acclamato A simple life, con un film biografico imponente e ambizioso

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Alla 68° edizione della Mostra del Cinema di Venezia 2011, pubblico e critica rimasero incantati dalla composta malinconia e dalla toccante spontaneità di A Simple Life, film che valse alla sua interprete, la talentuosa Deannie Ip, la Coppa Volpi come miglior attrice. A Simple Life è stata dunque l’opera che ha fatto conoscere anche agli spettatori italiani la regista Ann Hui, nata ad Hong Kong nel 1947 e attiva in campo cinematografico fin dal 1979. Autrice estremamente prolifica e molto apprezzata in patria, dove è considerata una pioniera della cosiddetta new wave hongkonghese, Ann Hui è tornata a Venezia in occasione della 71° edizione della Mostra con la sua nuova opera, The Golden Era: un melodramma ambizioso e dal respiro epico, presentato fuori concorso come titolo di chiusura del Festival e selezionato per rappresentare Hong Kong nella competizione per l’Oscar per il miglior film straniero del 2014.

La vita di Xiao Hong

Rispetto al soffuso intimismo di A Simple Life, The Golden Era segna una netta inversione di tendenza nel percorso professionale della Hui: il film, difatti, propone una ricostruzione biografica, di ben tre ore di durata, dedicata alla figura di Xiao Hong, una delle più celebri scrittrici della letteratura cinese del Novecento, nata nel 1911 nella provincia di Heilongjiang e morta a soli trent’anni, nel 1942, a Hong Kong, poco dopo aver pubblicato il suo romanzo più importante, Racconti del fiume Hulan. È la voce - fantasmatica - della stessa Xiao Hong, interpretata dall’attrice Tang Wei (già protagonista di Lussuria - Seduzione e tradimento di Ang Lee), ad offrirci la propria testimonianza post mortem sul racconto offerto dal film, nel quale le vicende private della giovane scrittrice si intrecciano indissolubilmente con la storia collettiva della Cina, devastata dalla guerra con il Giappone e dai confitti interni ed impegnata in una repentina trasformazione sociale e politica, segnata dall’ascesa di Mao Tse-tung e della Repubblica Popolare Cinese. Ma il vero fulcro emotivo del film di Ann Hui è costituito dai travagli sentimentali della ragazza, animata da passioni totalizzanti che tuttavia finiranno per collidere e scontarsi con le contingenze di un’epoca di rivoluzioni e di accesi contrasti.

Dolcezza e tormento

Del resto, la breve esistenza di Xiao Hong è stata contraddistinta dal carattere avventuroso delle sue vicissitudini: la fuga nel 1930, a neppure vent’anni, a Pechino, per sfuggire all’autorità paterna e alla prospettiva di un matrimonio combinato; un rapporto clandestino con Lu Xun (Wang Zhiwen), che la porterà ad una gravidanza inaspettata; la minaccia di essere venduta ad un bordello a causa della sua condizione di assoluta povertà; ma soprattutto l’incontro con l’editore Xiao Jun (Feng Shaofeng), al quale Xiao sarebbe stata legata da un’attrazione destinata a rivelarsi un grande amore, durato fino al 1938. Nel frattempo, la scrittrice acquistò una fama via via crescente grazie ai propri libri, la maggior parte dei quali sono riconducibili ad un’ispirazione autobiografica; in seguito, poco dopo la rottura con Xiao Jun, Xiao Hong avrebbe conosciuto lo scrittore Duanwu Hongliang (Zhu Yawen), al quale si sarebbe unita in matrimonio per poi trasferirsi insieme a lui ad Hong Kong. La dimensione epica della narrazione, pur non rifuggendo gli elementi di maggior pathos, si avvale del connubio fra il registro ‘classico’ adottato dalla Hui ed un senso di modernità che emerge innanzitutto dal personaggio di Xiao Hong, alla quale la bravissima Tang Wei aderisce con il giusto equilibrio fra dolcezza e tormento, fra innocenza e determinazione.

The Golden Era Tre anni dopo le lodi ottenute grazie ad A Simple Life, l’acclamata regista Ann Hui torna al Festival di Venezia con The Golden Era: un imponente ed ambizioso ritratto della vita di Xiao Hong, celebre scrittrice nella Cina a cavallo fra gli Anni ’30 e la Seconda Guerra Mondiale, interpretata nel film dall’attrice Tang Wei. La cronistoria di una nazione alle prese con trasformazioni radicali diventa così lo scenario sul quale la Hui mette in scena le vicissitudini e le passioni della sua protagonista, riuscendo ad instaurare una profonda empatia tra la figura di Xiao e lo spettatore.

7.5

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