Recensione The Divergent Series: Insurgent

Il secondo capitolo della saga di Divergent è pronto a portarvi al centro dell'azione!

recensione The Divergent Series: Insurgent
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Contrari o favorevoli, ormai dobbiamo arrenderci al fatto che i cosiddetti film distopici siano il trend del momento per la cinematografia young adult. Si parte tutti dallo stesso presupposto: la società come la conosciamo noi non esiste più, distrutta spesso dagli uomini stessi o da una catastrofe naturale alla quale non si è stati in grado di reagire. Ma il mondo non è finito, ha ricostruito se stesso cercando di imparare dai propri errori e creando strutture sociali alternative guidate da precise regole, fazioni, distretti, labirinti, in cui un gruppo ristretto di persone vive, quasi sempre, ignaro di quello che succede all'esterno della propria comunità. All'interno di questa cornice si inseriscono le varie saghe che tanto spopolano di recente, tra cui quella di Veronica Roth, di cui abbiamo già visto il primo capitolo in Divergent. Nel primo film ci è stata spiegata la struttura della società, divisa in cinque fazioni alle quali si accede secondo criteri caratteriali, dopo essere stati sottoposti a una simulazione test. Ogni essere umano può appartenere a una sola fazione, che diviene la sua nuova famiglia. Può succedere che uno sia predisposto a più di una fazione? Certamente e in quel caso si viene etichettati come Divergenti, ovvero gli esseri pericolosi sui quali non si può avere nessun controllo e che potrebbero distruggere la pace raggiunta con tanti sforzi. Ovviamente, la protagonista di The Divergent Series: Insurgent è una Divergente, in fuga dal capo degli Eruditi che è disposta a tutto pur di eliminare la minaccia che rappresenta. L'ultima volta che abbiamo visto Tris (Shailene Woodley), qualche giorno prima rispetto all'inizio di questo film, lei e Quattro (Theo James) sono riusciti a ostacolare i piani di Jeanine (Kate Winslet) di sterminare gli Abneganti utilizzando truppe di Intrepidi sotto simulazione (se vi state già perdendo tra le fazioni, meglio rinfrescarsi la memoria con Divergent): entrambi sono stati dichiarati dei fuorilegge e cercano riparo nelle sedi delle altre fazioni. Quanti saranno disposti ad aiutarli? Chi avrà il coraggio di schierarsi al loro fianco? Queste le domande con cui si apre Insurgent.

Insorgere

Veronica Roth non ha mai nascosto che i titoli dei vari capitoli della saga si riferiscono a Tris e al modo in cui affronta le cose in quel capitolo. Di conseguenza Insurgent diventa, per forza di cose, il film della ribellione, del cambiamento e della lotta. Ma contro cosa esattamente? L'attacco da parte degli Intrepidi sotto simulazione al quartiere degli Abneganti ha rappresentato un trauma per Tris, che ha dovuto assistere alla morte dei suoi genitori e ha dovuto lei stessa uccidere un suo amico. Non è pronta a condividere questo dolore e lascia che i sensi di colpa la dilanino, costringendola a terribili incubi notturni e mezze verità. Fortunatamente accanto a lei ci sono Quattro e suo fratello Caleb (Ansel Elgort) che l'accompagnano nel viaggio verso i Pacifici, fazione dove cercano di nascondersi per recuperare le forze e formulare un piano di contrattacco. Ma Jeanine non ha perso tempo e la caccia ai Divergenti si fa sempre più pressante e violenta, inseguendoli dietro ogni angolo e costringendoli a movimenti e decisioni inaspettati.

Sempre in corsa

Divergent aveva il compito di introdurre lo spettatore nella mitologia della saga e, difatti, si prende tantissimo tempo per spiegare il sistema delle fazioni, mettendone in luce pregi e difetti. Proprio per questo Insurgent può permettersi di andare dritto al centro della questione e immergersi nell'azione fin da subito, riducendo al minimo ogni tipo di inutile preambolo. Sappiamo già cosa è successo, come la pensano i vari personaggi e dove vogliano arrivare, procediamo pure con il piano.
La narrazione sceglie di seguire il ritmo di Tris, adattandosi a ogni sua vibrazione emotiva e scatto di ira, in una costante rincorsa verso in finale. È lei il centro di tutto, non solo della storia, ma anche della macchina da presa e Robert Schwentke cerca di sfruttare al massimo il suo potenziale, senza trasformare però il film in un diario in prima persona. Quella di Insurgent è una protagonista a pezzi, distrutta dai rimorsi e dai ricordi di quello che è appena successo: Tris non riesce a gestire i sensi di colpa, che la tormentano sotto forma di incubi ogni notte. Per poter affrontare Jeanine deve prima riuscire a gestire le sue paure più profonde, sfruttando proprio il suo essere una Divergente e il suo passaggio attraverso le varie fazioni. Finalmente vediamo il modo di vivere dei Pacifici e dei Candidi, capendone meglio il modo di agire e pensare, scopriamo l'affascinante quartiere generale degli Esclusi e approfondiamo le conoscenze sul metodico e tecnologico universo degli Eruditi. Adesso non si tratta più di semplici descrizioni verbali poste a inizio del film, ma di veri e propri mondi a compartimenti stagni, che ragionano secondo proprie leggi e logiche, che si scontrano costantemente. Ogni ambiente è una costruzione visiva a se stante, un puzzle che i protagonisti devono risolvere, un livello da superare per spostarsi a quello successivo... qual è quello finale? L'onirico mondo delle simulazioni, che permette al regista di muoversi in elaborate architetture dalla fisica variabile, tra esplosioni e distruzioni, capovolgimenti e illusioni, senza però confondere il pubblico, che rimane sempre completamente cosciente di dove si trova il limite della realtà dei personaggi.

Tris e Quattro

Ma Insurgent è anche e soprattutto la storia di Tris e Quattro e di come il loro rapporto li spinga ad andare avanti. C'è molto più amore in questo secondo capitolo: è per lui che Tris prende determinate decisioni e si comporta nei modi più assurdi ed è grazie a lui che scopriamo pezzi fondamentali nella storia di questa società distopica. Perché Quattro non è solo un bel ragazzo, un Divergente tra l'altro, di cui la protagonista si è innamorata: ha un passato importante alle spalle, dei genitori ingombranti, un potere di cui non era a conoscenza nemmeno Tris. Inconsapevolmente Quattro smuove la grande macchina che conduce il film verso lo scontro finale con Jeanine... peccato che, nella battaglia delle interpretazioni, Theo James ne esca leggermente sconfitto, sopraffatto dalla presenza di Kate Winslet (una cattiva austera, impeccabile, ossessiva e perfetta!) e Octavia Spencer sullo schermo, dal carisma insolente di Miles Teller e dal magnetismo di Shailene Woodley che, ancora una volta, dimostra una sinergia perfetta con il suo personaggio.

The Divergent Series: Insurgent The Divergent Series: Insurgent porta lo spettatore all’interno della battaglia delle fazioni, mettendolo fin dall’inizio sulla prima linea dello scontro. È un film nel quale non si riesce a prendere fiato: nascondersi, combattere, fuggire... non c’è pausa tra un’azione e l’altra, eppure il tutto non sembra mai essere di troppo, anzi gli eventi si susseguono fluidi ed essenziali per la comprensione della storia. Molto più dinamico del primo capitolo, Insurgent tiene costantemente viva l’attenzione dello spettatore, ponendolo al centro del caos della vita di Tris e lasciandolo libero di oscillare violentemente tra le insicurezze e scontri, indecisioni e colpi di testa. Certo, probabilmente pecca di originalità, ma non possiamo di certo farne una colpa al film se, in questo periodo, tutte le storie young adult ci sembrano uguali!

7

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