Korea Film Fest

Recensione The Cat

Seung-wook Byeon rispolvera il mito del bakeneko, il "gatto fantasma"

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La bella So-yeon (Park Min-young), affetta sin dall'infanzia da una grave forma di claustrofobia, lavora in un negozio di animali. Quando la padrona di Sinky, un gatto a lei affidato, muore in circostanze misteriose, la ragazza decide di tenere con sé la bestiola. Da allora So-yeon comincia a soffrire di strane allucinazioni, nelle quali è perseguitata dall'inquietante presenza di una bambina dai tratti felini. Quando anche la sua migliore amica, che da poco aveva adottato un gatto, perde tragicamente la vita, So-yeon decide di indagare, scoprendo una tragica e inquietante verità...Che i gatti siano legati a svariate superstizioni, non è certo una novità. Basti pensare nella nostra società quante persone maledicano un gatto nero che gli ha appena attraversato la strada. Nella tradizione orientale abbiamo invece la figura ancestrale del bakeneko, felino posseduto dall'anima vendicativa del suo precedente proprietario, trapassato solitamente di morte violenta. Si ricollega in parte a questa famosa tradizione di origine nipponica il coreano The Cat, diretto da Seung-wook Byeon (ex assistente alla regia di Lee Chang-dong) e presentato al Florence Korea Film Festival nella notte horror.

Non dire gatto se...

The Cat non dice niente di nuovo in un genere ormai inflazionato da diversi anni, e che difficilmente riesce più a stupire salvo rarissime eccezioni. Ormai lo spettatore appassionato dei j-horror od horror d'Oriente sa benissimo cosa attendersi ad ogni cambio d'inquadratura, e la paura finisce ben presto per scemare in un forte senso di dejavù. Fortunatamente Seung-wook Byeon riesce a infondere una discreta atmosfera alla narrazione, toccando alti picchi di toccante drammaticità negli ultimi minuti, nonostante un finale fin troppo memore dei classici del filone. La storia si muove su basi ormai consolidate, proponendoci una protagonista spaventata e afflitta da debilitanti fobie, uno sparring partner impersonificato dalla figura dell'amico poliziotto, e una lunga serie di vittime sacrificali che infine conducano alla scioccante tragedia da cui tutto ha avuto inizio. Nonostante una sceneggiatura banale però il film funziona, grazie a una regia ricercata che ci offre inquadrature suggestive e di grande fascino, coadiuvate da un utilizzo attento della fotografia, riuscendo a tratti, se non a spaventare, quanto meno a creare un discreto pathos e una certa inquietudine. Molta attenzione anche nelle inquadrature riguardanti gli "amici" felini, il cui senso di minaccia è solo accennato, laddove sono gli uomini stessi a terrorizzare maggiormente per la loro crudeltà. Park Min-young offre un'interpretazione onesta, condita dal giusto mix di paura e nevrosi, e rende facile l'immedisimazione in questa dolorosa storia di fantasmi coreani.

The Cat Pur soffrendo di una sceneggiatura ricca di cliché e assai debitrice ai classici del j-horror, The Cat si rivela comunque una visione godibile per gli appassionati del genere, rispolverando la leggenda dei bakeneko, gatti fantasma posseduti da anime vendicative. Più che la paura, debilitata da una certa prevedibilità, è l'atmosfera che conta, supportata da una regia in grado di regalare sequenze suggestive.

6.5

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